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Mediterranea | July 18, 2019

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La salute al naturale: l’aromaterapia - Mediterranea

La salute al naturale: l’aromaterapia
Adriana Valenti Sabouret
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Le origini

L’aromaterapia è un’arte nota all’uomo da diversi millenni, basti pensare alle pratiche d’imbalsamazione delle mummie descritte dagli antichi Egizi parecchi secoli or sono. L’utilizzazione delle essenze è stata, tuttavia, perfezionata in epoca moderna, al pari della chimica.

Il termine «aromaterapia», infatti, fu impiegato per la prima volta, nel 1928, dal ricercatore francese René-Maurice Gattefossé. Un giorno, studiando gli oli essenziali per comporre i profumi, il chimico si bruciò la mano. Ebbe il riflesso d’immergerla in un boccale di olio essenziale di spigo e il dolore sparì immediatamente. La rapidità con cui la sua bruciatura guarì lo sorprese a tal punto da spingerlo a sviluppare l’aromaterapia. Durante la prima guerra mondiale utilizzò gli oli essenziali per disinfettare le ferite e accelerare le cicatrizzazioni.

Quella era pure l’epoca in cui i sanatori aprivano le loro porte a nuove terapie naturali che si praticavano utilizzando gli elementi della Natura. Diversi tipi di bagni venivano proposti ai pazienti: i bagni di fango, i bagni di sole, i bagni di foglie, i bagni di bosco…

Altro personaggio importante nella storia dell’aromaterapia fu il dottor Valnet che, durante la seconda guerra mondiale fece uso degli oli essenziali per curare le ferite e sterilizzare gli strumenti chirurgici. Il grande dibattito tuttora in corso fra i fautori di una farmacopea tradizionale e i partigiani dei prodotti naturali nacque infatti all’inizio del XX secolo. Più tardi, il dottor Valnet utilizzò l’aromaterapia per trattare la tubercolosi e il diabete. Nel 1964, pubblicò il libro «L’aromaterapia».

Una curiosità: chi non ricorda la splendida regina Cleopatra, celebre per la sua irresistibile sensualità? Forse il segreto della sua bellezza era legato proprio all’uso degli oli essenziali. La storia ci tramanda, infatti, che sedusse Marco Antonio grazie anche agli effluvi inebrianti che il suo corpo emanava. Si trattava dell’olio essenziale di gelsomino, e quello di rosa utilizzati anche oggi da molte prestigiose Maisons che uniscono i profumi e i cosmetici alla moda per offrire bellezza e benessere alle donne.

La procedura di produzione

Gli oli essenziali si ottengono distillando al vapore acqueo e in alambicco, la pianta intera o parte della pianta. Esistono circa 4000 specie di piante da cui vengono estratti gli olii essenziali, ma in pratica, solo un centinaio di tali oli vengono realmente utilizzati nell’aromaterapia.

A differenza degli oli vegetali, quelli essenziali non contengono corpi grassi, qualità che consente loro, asciugando, di non macchiare la carta. Il vapore acqueo permea il tessuto vegetale. Le cellule contenenti l’olio essenziale esplodono e il mélange vapore-olio essenziale viene poi separato in un condensatore.

Se gli oli sono presenti in quantità importanti, viene effettuata una pressione a freddo delle cortecce e delle scorze (ad esempio, degli agrumi), alfine di raccoglierne le essenze in maniera semplice. Le sostanze aromatiche e volatili degli oli sono composte da idrocarburi e molecole ossigenate. Questi prodotti, solubili nell’olio e nell’alcool, non si sciolgono invece nell’acqua.

Per fabbricare gli oli essenziali, è necessario utilizzare un’enorme quantità di vegetali. Ad esempio, per un litro di olio essenziale di rose occorrono cinque tonnellate di petali.

Questa concentrazione degli oli spiega, almeno in parte, il costo un po’ elevato delle preziose boccette.

Le patologie interessate dall’aromaterapia

Quali patologie è possibile curare con l’aromaterapia che è un ramo della fitoterapia (terapia che si avvale di piante medicinali)?

Dall’insonnia alle infezioni, dall’ansietà al raffreddore da fieno, passando dai problemi della pelle, l’aromatoterapia conosce molte indicazioni, anche se occorre sempre evitare l’automedicazione, attenendosi scrupolosamente ai consigli e alle dosi prescritte e consigliate dagli specialisti del settore.

Non occorre inoltre dimenticare che gli oli essenziali non possono sostituire i medicinali, in quanto nessuna prova scientifica ha permesso di evidenziare l’efficacità di tali prodotti in un quadro terapeutico.

Senza dimenticare che tali oli possono essere fotosensibilizzanti – come ad esempio gli agrumi – o scatenanti delle reazioni indesiderate presso i pazienti allergici (pruriti, convulsioni ecc…). Medicina naturale non significa inoltre inoffensiva, per cui gli oli essenziali vanno conservati ben chiusi e fuori dalla portata dei bambini che potrebbero intossicarsi bevendoli. L’uso da parte delle donne incinte e dei bambini di età inferiore ai sette anni è fortemente sconsigliato.

Come possono essere utilizzati?

Per via orale, solo dietro consiglio medico per via della tossicità acuta di certi oli;

Per via rettale, come le supposte consigliate per certe affezioni bronco-polmonari che – assorbite al livello del sistema venoso locale, evitano di passare per il fegato;

Per via cutanea, tramite massaggi in cui il principio attivo di un olio essenziale viene mescolato in oli inerti come quello di mandorla dolce o di jojoba;

Per via respiratoria, per mezzo di diffusori d’ambiente che vaporizzando i principi attivi (inalazioni, fumigazioni, diffusori elettrici ecc…) li fanno penetrare a livello dei bronchi raggiungendo la circolazione sanguigna.

Applicazioni possibili

Gli oli di chiodi di garofano sono indicati per il trattamento dei dolori dentali, mentre quelli di cipresso, borragine e di enotera (primula) sono consigliati per migliorare i problemi di circolazione sanguigna.

Gli oli di malaleuca (cajeputi), basilico e camomilla hanno virtù antispasmodiche e antinevralgiche, invece quelli di cumino, carvi, dragoncello e menta sono noti per le loro virtù digestive. Per sedarsi, invece, occorre utilizzare gli oli di camomolla, maggiorana, arancio, vervena e neroli.

Le virtù battericide sono attribuite agli oli di eucalipto, origano di Spagna, cannella del Ceylan, e timi. Gli oli di coriandolo, zenzero, noce moscata, rosmarino, menta e santoreggia hanno proprietà dinamizzanti.

Non è rara l’associazione dell’uso per via respiratoria a quello cutaneo, contro stati di stress, ansietà, nervosismo… Basterà versare qualche goccia sul polso e respirare da due a tre volte.

L’aromaterapia rappresenta oggi una forma di medicina a tutti gli effetti ed è per questo che, seppur naturale, va utilizzata con precauzione.

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