Mandorle_Baressa
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Una ricca vetrina dei prodotti del territorio, e in paese cresce intanto l’esperienza dell’albergo diffuso.

Si è chiusa l’8 settembre con grande successo la 28° edizione della Sagra della Mandorla di Baressa, due giornate dense di appuntamenti, accolte con calore e grande partecipazione da un folto pubblico costituito da migliaia di visitatori e turisti accorsi da tutta l’isola. Il piccolo paese dell’Alta Marmilla, dove la mandorla è la regina incontrastata del paesaggio di campagna, si è trasformato per l’occasione in una importante vetrina nel centro storico per i sessantotto espositori con i loro prodotti agroalimentari di qualità, tra i quali i prelibati formaggi di Aritzo, i salumi di Desulo, le “lorighittas” di Morgongiori, il tartufo di Laconi, i dolci a base di mandorle locali, il miele e lo zafferano del territorio, le botteghe artigianali con la dimostrazione della tradizionale lavorazione dei cestini a intreccio, la lavorazione del legno, l’arte millenaria della filigrana, e tante occasioni di degustazioni gratuite con i prodotti a km zero.

La manifestazione si è aperta con un convegno di altissimo profilo tecnico e scientifico con la relazione di Tonino Meleddu dell’agenzia Laore, Daniela Satta dell’agenzia Agris, Maria Antonietta Dessì del CNA, che hanno parlato della mandorlicoltura e della sua trasformazione. Sono intervenuti il sindaco di Baressa, la consigliera regionale Annalisa Mele, Piergiorgio Corona e la dott.ssa Sonia Greco che ha esposto il tema importante dell’albergo diffuso a Baressa. Una realtà vincente già collaudata, attualmente gestita da una cooperativa di giovani che offre opportunità di lavoro a ventidue persone e che sta dando risultati eccellenti, con un ricambio continuo di visitatori in arrivo da tutto il mondo per tutto l’anno. I lavori sono stati coordinati da Anna Pitzalis.

“Questa festa è per noi sempre un’occasione di promozione per l’agricoltura del nostro territorio, dei nostri prodotti, delle bellezze naturali e architettoniche. La mandorlicoltura ha radici molto profonde nella nostra comunità di contadini, e copre un’importante area delle nostre campagne con mandorleti recenti e parecchi anche ultrasecolari”, ha commentato il sindaco di Baressa. “L’idea non è solo quella di valorizzare il prodotto, ma anche quella di fare in modo che tutti gli attori della filiera si mettano insieme, stimolando gli agricoltori locali a rinnovarsi attraverso la cura e la sistemazione di nuovi impianti affinchè sia possibile realizzare direttamente qui l’intero processo di produzione che abbracci anche la lavorazione, la trasformazione e la commercializzazione”.

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