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Sia benedetto il portinnesto che ha portato la liberazione dalla fillossera, flagello della Vitis Vinifera, che si tramanda sia stata introdotta accidentalmente. Al di là del fatto che ancora oggi, malgrado l’enorme progresso delle scienze agrarie, la terra-formazione e l’agricoltura spaziale, l’orrido afide tuttavia esiste, sembra sia diventato uno sport internazionale piuttosto diffuso tra accademici, agronomi e vivaisti, vedere il Piede Franco più come un problema che come bene da tutelare.

Il Comm’era, vale a dire com’era una volta, è un vino bianco che ben identifica l’impronta enologica dell’Azienda Agricola Cautiero. È un fraseggio fatto di canti popolari, anarchia produttiva e il ricordo della vendemmia dei nonni, con tutti i gusti e i profumi di un’epoca lontana che rivive in un calice di questo vino intrigante, dissetante e dall’appeal altamente artigianale, insomma “vinificato alla vecchia maniera”.

Il  Castello di Baia, uno dei gioielli del Parco Archeologico dei Campi Flegrei, torna ad essere laboratorio di futuro. Il giorno 16 aprile 2026, dalle ore  9:30 alle 14:00, nella  Sala Conferenze del Museo Archeologico dei Campi Flegrei, si terrà la quarta edizione di  “A.E.R. – Affinità Elettive Resilienti” in Armonia e Amore con la Natura

Per chi vorrà impelagarsi nella lettura di questa specie di Whodunnit, un sottogenere del giallo classico o deduttivo, focalizzato sulla risoluzione di un enigma, tipico a trovarsi su qualche bancarella di libri scadenti, gli elementi per risolvere il caso Piede Franco e trovare il colpevole, sempre che ve ne sia uno, sono: ricerca statunitense avanzata, conoscenza del polimorfismo della fillossera, spedizione atipica per l’epoca, sete di dominio commerciale e, per compensare, una gran voglia di rimettere gli atenei europei al passo coi tempi.

Camera con Vigna parla di persone, quelle che ti accolgono a braccia aperte, non già definite come proprietari della cantina oppure addetti ai lavori, ma con il loro nome e il nome delle persone che si incontrano e di cui si scopre che in comune, oltre al gradimento della navigazione tra i filari, ci sono altre inaspettate predilezioni, di quelle che ti fanno parlare a uno sconosciuto come al più affine tra i compagni di scuola.

Quanto si tenta di analizzare è molto semplicemente un’indagine statistica mirata a soppesare la presenza del Piede Franco, come parola, nei diversi ambiti della comunicazione e non costituisce certamente un attacco al Pragmatismo Agronomico, che potrebbe nutrire avversione per un modo desueto di parlare di vino, vedendoci erroneamente una visione complottista.