Era il 2012. L’estate di Ankara era fresca, l’aria della città, svuotata degli studenti in vacanza e dei burocrati al mare, aveva ritrovato la pulizia secca dei suoi mille metri di altitudine. Al tramonto il cielo era punteggiato dalle luci del Ramadan tra i minareti e dal richiamo dei muezzin che segnava l’ora dell’iftar, la cena rituale che interrompe il digiuno diurno, e che in Italia chiameremmo piuttosto cenone. Il contrasto tra la città moderna e laica e le recenti moschee costruite a imitazione di quelle di Istanbul rendeva l’atmosfera orientaleggiante vagamente surreale. Una di quelle sere, ero in un…
Autore: Piero Castellano
Per chiunque abbia un giardino, maggio è il mese delle rose, segnato dal loro inconfondibile profumo. Pochi fiori hanno significati così vari e così universali come la rosa, ma in un’area geografica dell’entroterra ligure è anche il prodotto tipico simbolo della zona, e non solo in giardino. In Valle Scrivia, una delle storiche vie di comunicazione tra quella che oggi viene chiamata la Riviera Ligure e la Pianura Padana, ogni giardino ostenta almeno un cespuglio di rose particolari, dall’aspetto umile e quasi selvatico delle varietà antiche, di un caratteristico rosa magenta. Ma non sono il colore o le forme, molto…
Uno dei tanti villaggi arroccati sui picchi dell’Appennino Abruzzese è diverso dagli altri. Nonostante tutti gli abitanti di Cocullo non basterebbero a riempire la sua piazza, ogni anno la festa dei Serpari attira per un giorno grandi media internazionali e decine di migliaia di persone da tutto il mondo. Foto e testo di Piero Castellano È la “Festa dei Serpàri,” famosa per il particolare omaggio degli abitanti al Santo patrono, San Domenico di Sora: la statua del Santo viene rivestita di serpenti vivi, catturati nelle settimane precedenti, e così sfila in processione per le strade del borgo medievale. È un…
La strada è affollata, ma le uniche luci sono quelli dei veicoli che ne bloccano l’uscita. Con la mia assistente usciamo dalla folla, scavalchiamo con cautela la barricata, e ci dirigiamo verso la polizia, la fotocamera e la tessera stampa bene in vista. Ma quando raggiungiamo il comandante del reparto, lui si volta e saluta “Ma non è l’Italiano? Vieni, vieni!” I dimostranti che stanno parlamentando con lui ci conoscono, e salutano anche loro, con sorrisi che tradiscono la tensione. Un giornalista turco si avvicina, si presenta, ma poi non resiste “Sei Italiano… Ma vivi qui? Come cavolo ci sei…
La Basilica Patriarcale della Santa Sapienza Divina, a Costantinopoli, era il centro non solo della Chiesa Cristiana di Rito Orientale, ma dello stesso Impero Romano d’Oriente.
Il mare nello Stretto in superficie appare calmo, nonostante le correnti.
E’ una storia come tante, purtroppo, in Italia. Ma questa volta, si intravede un lieto fine.
Ankara (Turchia) Il Ramadan è il mese in cui la comunità islamica osserva il digiuno durante il giorno. Nei diversi paesi di religione islamica, oltre alle tradizioni religiose, ci sono usanze che vanno dalle ricette per le cene che rompono il digiuno (“Iftar”) agli intrattenimenti serali. In Turchia una delle tradizioni più caratteristiche è il teatro delle ombre. Si racconta che a metà del 1300, a Bursa, allora la prima capitale di quello che stava diventando l’Impero Ottomano, due strani personaggi lavoravano alla costruzione di una moschea votiva per il Sultano. I loro continui scherzi e battibecchi distraevano gli altri…
Ankara (Turchia) Ramadan is the month when the Islamic community fast during the day. In different Islamic countries, more than religious traditions, there are customs like traditional recipes for the fast breaking dinner (“iftar”) or evening entertainments. In Turkey, a peculiar tradition is the Shadows Theater. It is said that at mid-1300, in Bursa, then the first capital city of what was to become the Ottoman Empire, two strange fellows worked building a votive Mosque for the Sultan. Their endless quarrels and squabbles distracted the other workers, and the construction was slow. When he was informed of the delays,…
Era il 1346. L’armata del sultano Orhan tornava vittoriosa dai campi di battaglia della Tracia, e si accampò nei pressi di Adrianopoli. Quaranta soldati si sfidarono in un torneo di lotta, e il loro comandante, il figlio del Sultano, mise in palio un paio di calzoni da combattimento in cuoio. Ma gli ultimi campioni, due fratelli, non riuscirono a prevalere l’uno sull’altro. Lottarono per un giorno e una notte, e alla fine, morirono entrambi, di sfinimento, senza un vincitore. I loro compagni li seppellirono sotto un albero di fico, e inchiodarono il trofeo all’albero. Anni dopo, i soldati tornati nella…