Alcuni paesaggi capita si lascino assorbire con gli occhi
Autore: Claudia Zedda
“In primis diremo che i sardi fanno all’amore sul serio.
Me lo ripetevo spesso da bambina, che se mai mi sarei sposata sarebbe stato in Maggio.
E’ un binomio quello della genialità a braccetto con la follia, che già altri hanno sfruttato, eppure non ha perso e non perderà il proprio fascino.
Di doni ricevuti e concessi la tradizione sarda racconta con una certa generosità.
Un lavoro, verrebbe da rispondere, e già basterebbe dato che il lavoro per la generazione dei trentenni,
Mellus custu che una maladia1! Figli di Sardegna Si parla di maternità, si parla di madri e di figli, si parla naturalmente di Sardegna. Di quello che normalmente non si parla è dell’atmosfera che circondava gravidanza, parto, puerpera, nascita e bambino, cambiata come possono cambiare le giornate di fine agosto qui, sull’isola. Immediatamente, senza preavviso. Che ad aver avuto più tempo ci saremmo forse fatti trovare vestiti a festa? Parto e maternità sono stati strappati alla natura. Non è più lei a scegliere il quando, il dove, delle volte addirittura il perché, è tutto già scritto in quelle veline imbucate…
“La miseria inaridisce veramente la sorgente degli affetti familiari più istintivi, e ogni bambino non rappresenta altro all’interno di una famiglia che una bocca da sfamare”
Il tempo scorre come acqua sul letto di un fiume.
Abbiamo desiderato noi pure esserlo, chissà quante volte invisibili. E altrettante lo siamo stati, probabilmente in maniera involontaria, perché invisibile è tutto quello che fugge all’occhio, come quando camminando incontro a una fiumana di gente, in molte sono le facce che ci lasciamo scivolare addosso senza vederle per davvero. E’ una particolarità a trattenere l’occhio, o la curiosità di trovare, di scoprire. Se non altro le cose quando invisibili hanno il pregio di conservarsi dimenticate. E’ per questo forse che la vetusta Sardegna si è conservata, perché non vista. A sapere quanto di bello c’era pensate che non sarebbe stata…