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Contaminazioni d’Oriente, corpose cuciture “incisioni”, colori che pescano nei ricordi dell’optical più tradizionale e bottoni irriverenti, argento cupo e color foglia, compongono la nuova Capsule Collection 2014/2015 di Love Retrò. Pochi elementi, intercambiabili, che regalano agli occhi, e al tatto, sensazioni blasè, fra il disincanto, il Ujung Water Palace e la verve cittadina, ma senza la noia teorizzata da Georg Simmel.
Capaci di soddisfare appieno la definizione di “Capsule wardrobe”, coniata da Susie Faux nel 1970 e riaffermata da Donna Karan negli anni ’80, i capi di Love Retrò sono solidi e donano al guardaroba quella corposità estetica tipica delle creazioni sartoriali.

Titolare dell’omonima boutique, Alice Tolu, uno dei prodotti più riusciti del Marangoni di Milano, ha presentato la nuova collezione nel mese di ottobre 2014, presso la sede di via Sulis 26 a Cagliari. Negli spazi caldi e decorati di vintage, scelto fra Milano, Roma e Parigi con occhio punto e stile, ha fatto la sua apparizione la palette di colori proposta dalla stilista sarda per la sua nuova parentesi fashion.
Giallo intenso, ruggine e autunno dorato di Barbagia, coniugati come verbi principali, nelle varianti del pied de poule su lana, cashmere e bouclè, rimano con il crepitante batik dei colli e della gonne riscaldando lo sguardo come il riflesso mediterraneo della fiamma sulla parete di un ricco paravento della costa orientale del Deccan indiano, perché “seppur ispirati all’Oriente, i colori ricordano notevolmente la macchia mediterranea”.

La linea delle cappe, rigorosa grazie a cuciture lineari e forti, recuperata dai ruggenti anni ’20, non imita i capi di Scervino e Aquascutum, ma attinge direttamente alla serietà androgina di Wallis Simpson, mentre nello spacco delle gonne e degli abiti, dotati di strette maniche, perfette per vestire il deltoide e tornire le braccia, echeggiano una scarpa dal plateau importante, milonghe sensuali, gli strati della stoffa balinese, drappeggiata attorno al corpo femminile nell’abito tradizionale, e il taglio sartoriale perfetto. Quell’attimo in cui la pesante forbice prepara lo spacco tagliando il capo stesso, dal momento che la stoffa a navetta stessa funge da rinforzo.
I pantaloni, saffici trouser dalle ampie tasche, vita alta e lunghezza del cavallo comoda, sono sensuali citazioni di Marlene Dietrich. Non più solo abiti, ma fotogrammi, momenti di piacere estetico.

Il batik getta lampi dorati sui capi, anima di colore e rumore le gonne e i colli. La sensazione tattile è sorprendente. Dalla morbidezza della lana al sussurro aspro della stoffa di Giava, in bilico fra il tessuto e l’oreficeria, Alice Tolu affascina restituendo centralità alla serietà del lavoro che interpreta, seppur giovanissima (classe 1982), con naturale convinzione.
Scelta del materiale e bon ton di taglio eguagliano il design e lo inglobano in un risultato per il quale la parola eleganza sembra la più adatta.

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