Intensa vigilia di Ferragosto domani a Time in Jazz: a Berchidda, in serata (21.30) doppio concerto: primo set con Theon Crossa seguire Nicholas Payton con Rick Margitza, Charlie Hunter e Greg Hutchinson. Apertura di giornata a Sant’Antonio di Gallura (ore 11) con il quartetto Satoyama; nel pomeriggio (ore 18) ad Alà dei Sardi il Koro Almost Brasse a Berchidda, Alessandro Bergonzoni per Time to read (ore 19).
Giornata come sempre fitta di appuntamenti, musicali e non solo, anche quella di domani (giovedì 14 agosto) a Time in Jazz, il festival diretto da Paolo Fresu, che fino a domenica vive la sua trentanovesima edizione tra Berchidda e gli altri centri e località del nord Sardegna che fanno parte del suo circuito.

Si comincia alle 11, nel Parco di San Giuseppe a Sant’Antonio di Gallura, con il concerto dei Satoyama, quartetto composto da Luca Benedetto (tromba e tastiera), Christian Russano (chitarre ed elettronica), Marco Bellafiore (contrabbasso ed elettronica) e Gabriele Luttino (batteria, glockenspiel ed elettronica). I Satoyama si muovono in un territorio sonoro fortemente evocativo, costruendo negli anni un linguaggio sospeso tra dimensione onirica e immaginazione. La loro ricerca si intreccia spesso con tematiche ambientali e progetti multidisciplinari: nel 2022 pubblicano “Sinking Islands” (Auand Records), un concept album dedicato all’innalzamento dei mari, segnalato da Bandcamp tra i migliori dischi jazz del mese.
Attorno a questo lavoro nasce anche uno spettacolo performativo realizzato con il collettivo Biloura e portato in tournée europea insieme all’artista visuale Lavia Lin. Già con “Magic Forest” (2019) il gruppo aveva mostrato questa sensibilità, ottenendo il riconoscimento tra i cento migliori album dell’anno per la rivista Jazzit e vincendo il bando “Per Chi Crea” di SIAE e MiBACT.
Da qui prende forma “Build a Forest”, un progetto che li conduce in un viaggio a emissioni zero lungo la ferrovia transiberiana, da Mosca a Vladivostok, esperienza poi raccontata nel documentario RAILS del regista Fabio Dipinto. Nel 2023 i Satoyama vengono inoltre selezionati per il circuito “Nuova Generazione Jazz” promosso da I-Jazz, confermandosi tra le realtà più interessanti della scena contemporanea.
L’appuntamento pomeridiano di Time in Jazz è alle 18 nei pressi della chiesa campestre di San Francesco, a due chilometri da Alà dei Sardi, dove è di scena il Koro Almost Brass, un originale ensemble di fiati formato da alcuni dei più interessanti e affermati musicisti italiani di jazz e swing: Cristiano Arcelli (sax contralto), Fulvio Sigurtà (tromba e flicorno), Giovanni Hoffer (corno francese), Massimo Morganti (trombone) e Glauco Benedetti (tuba).
Fin dai primi passi, l’ensemble si è imposto per originalità e raffinatezza, trovando spazio in rassegne di prestigio in Italia e all’estero. Il repertorio, curato con attenzione quasi artigianale, porta la firma di Cristiano Arcelli, ideatore del gruppo, e si sviluppa attorno a due progetti principali: “‘Round Midnight”, dedicato alla musica di Thelonious Monk, e “Lonely House. La musica di Kurt Weill”.
Tutti di formazione classica, i componenti vantano collaborazioni prestigiose con artisti del calibro di Kenny Wheeler, Paolo Fresu, John Taylor, Bob Brookmeyer, Enrico Rava, solo per citarne alcuni. Sostenuta da diversi Istituti Italiani di Cultura, nel 2023 la formazione è stata protagonista del progetto /zàt·te·ra/ (from port to port), e vincitrice del bando Nuovo Imaie per le nuove produzioni discografiche 2024–2025; nel maggio 2025 il Koro Almost Brass ha pubblicato il suo album d’esordio, “Plays Monk”, seguito lo scorso gennaio da “Koro Kurt”, entrambi per la Caligola Records.
A Berchidda, alle 19 nel corile de Sa Casara, quarto appuntamento di Time to Read, la rassegna dedicata ai libri e ai loro autori: ospite in questa occasione Alessandro Bergonzoni, attore, autore, umorista, artista poliedrico, che dialogherà con Paolo Fresu su “Aprimi cielo. Dieci anni di raccoglimento, articolato“ (Garzanti 2020).
Una raccolta antologica sui dieci anni di ricerca tratti dalle pagine del Venerdì di Repubblica, che spazia tra registri e tonalità diversi con lo stile inconfondibile di Bergonzoni che non lascia tregua né riposo al lettore, continuamente sfidato a scavare tra le infinite potenzialità della mente e della scrittura, tra idee, domande, déjà-vu, babelici elenchi, reiterazioni che ci permettono di scoprire gli universi – comici, folli, intimi, politici e sociali – dell’autore.
Alle 19.30, la consueta parata musicale della Bandakadabra farà da prologo ai due concerti in programma in serata sul palco in Piazza del Popolo a partire dalle 21:30. Il primo set è affidato a una delle figure chiave della nuova scena londinese, Theon Cross, uno di quei rari musicisti capaci di ridefinire il proprio strumento. Il suo approccio unico alla tuba, la riporta al centro del linguaggio del jazz contemporaneo, reinventandone il ruolo grazie a una combinazione di grande tecnica, visione creativa e profonda conoscenza musicale; attraverso l’esplorazione di tutte le potenzialità dello strumento, Theon Cross trasforma la tuba in un vero e proprio sound system alimentato dal respiro, capace di generare sub-bassi, ritmi, armonie e linee melodiche.
Il suo linguaggio attraversa generi e influenze diverse, mantenendo però un forte legame con le radici afro-caraibiche. Formato alla Guildhall School of Music e cresciuto nell’ambito del collettivo Tomorrow’s Warriors, spazia con naturalezza tra jazz d’ensemble, parate di strada e collaborazioni con la scena grime, così come nei contesti reggae, afrobeat e soca. Per il suo concerto a Time in Jazz Theon Cross si presenterà in compagnia di James Akers al sax tenore, Nikos alla chitarra e Nate Ricketts alla batteria.
L’altro ottone che brillerà nel secondo tempo della serata di domani è la tromba dello statunitense Nicholas Payton, una delle figure più autorevoli e originali della musica americana contemporanea. Polistrumentista, cantante, compositore, produttore e attivista, sfugge a ogni etichetta, portando avanti una visione personale che lui stesso definisce “postmodern New Orleans music”, profondamente radicata nella tradizione della Black American Music.

Sul palco di Berchidda, con lui, tre protagonisti assoluti della scena internazionale: il sassofonista Rick Margitza, già al fianco di Miles Davis negli ultimi anni della sua carriera, il chitarrista Charlie Hunter, innovatore capace di fondere jazz, funk, blues e rock con un linguaggio unico e il batterista Greg Hutchinson, considerato tra i più grandi interpreti della sua generazione per fantasia, precisione e forza espressiva.
Un incontro che porta in scena quattro straordinari musicisti uniti dalla stessa idea di jazz: una musica viva, libera e in continua trasformazione, in un concerto dal titolo “The Music of Miles / Coltrane“, basato sulle musiche del recentissimo album di Payton, “A Supreme Blue”, e dedicato sia al centenario della nascita di Davis sia a quello di John Coltrane reinventando le loro registrazioni più influenti, “Kind of Blue” e “A Love Supreme”.

Nato a New Orleans e cresciuto in una famiglia di musicisti, Nicholas Payton manifesta un talento precocissimo, iniziando a esibirsi professionalmente a dieci anni e, ancora adolescente, a collaborare con figure storiche come Danny Barker, Clark Terry ed Elvin Jones. Dopo il debutto discografico nel 1995 con From This Moment, ottiene prestigiosi riconoscimenti, tra cui un Grammy nel 1997. Autore di oltre venti album come leader, Payton ha costantemente ampliato i propri orizzonti artistici, attraversando linguaggi diversi e collaborando con artisti di primo piano, da Cassandra Wilson a Dr. John. Parallelamente si è affermato anche come compositore, firmando lavori orchestrali come The Black American Symphony.
Altre sonorità e atmosfere nell’ultimo appuntamento di Time After Time, lo spazio dopoconcerto del festival: ospiti di Pierpaolo Vacca saranno infatti Suz e Davide Angelica; cantante e produttrice, la prima fonde voce ed elettronica con un approccio radicato negli anni ’90 ma con uno sguardo verso le sperimentazioni della bass music contemporanea; chitarrista, compositore e produttore, il secondo è una figura trasversale della scena italiana, attivo tra jazz, hip hop e progetti crossover, oltre che membro della resident band di Splendida Cornice. La musica continua poi fino a notte fonda con il dj set di Renton “A Not Necessay Mix”.
Intanto, nel corso della giornata, negli spazi all’aperto di Sa colte ‘e s’Oltijiu proseguono le attività di Time to Children, il ramo del festival dedicato ai più piccoli: si comincia la mattina (alle 10,30) con Mai dire Miles con il Trio AlCaSo, ovvero Catia Gori, Alessandro Maltoni e Sonia Peana: un viaggio immaginario nell’infanzia di Miles Davis, raccontata attraverso musica e narrazione; nel pomeriggio (alle 16) un nuovo appuntamento con KindInCantocon Catia Gori; subito dopo (alle 17) concluderà la giornata il laboratorio – spettacolo Signor Salsiccia, una merendina letteraria per bambine e bambini e adulti di tutte le età, con lo scrittore Flavio Soriga, l’illustratore Riccardo Atzeni e il cantautore e performer Renzo Cugis.
- Anticipazioni sul ricco Ferragosto di Time in Jazz
Come di consueto, a Ferragosto il festival si trasferisce nella campagna intorno a Berchidda, tra le chiesette di San Michele e Santa Caterina, per trascorrere la festa in condivisione tra musica, natura e comunità; tra i momenti più attesi, il tradizionale pranzo tipico berchiddese, quest’anno presso la chiesa di Santa Caterina, che registra già da giorni il tutto esaurito.
Tanti gli appuntamenti in programma: si comincia alle 10 del mattino tra gli alberi intorno alla chiesa di San Michele con l’ultimo Time to Children, “Gufo Rosmarino e il libro che cerca casa“, un nuovo capitolo della serie di racconti scritti e interpretati dall’attore e regista Giancarlo Biffi, accompagnato dagli interventi musicali di Paolo Fresu, della violinista Sonia Peana e della cantante Catia Gori. Uno spettacolo capace di parlare anche agli adulti, con la musica che dialoga con la narrazione, creando un ambiente poetico e giocoso che trova nella campagna berchiddese la sua scenografia naturale.
Alle 11 arriva Alessandro Bergonzoni con “Non coprire le distanze, ma scoprir le vicinanze“: uno speech nel suo inconfondibile stile affabulatorio, ironico e dissacrante, fatto di giochi di parole, calembour e battute surreali. Spazio poi alla musica: in questa edizione del festival all’insegna del centenario della nascita di Miles Davis,Dado Moroni – uno dei pianisti jazz italiani più richiesti in Europa e in America – proporrà una rilettura pianistica personale dell’universo musicale del grande trombettista afroamericano.
Poi, dopo il trasferimento dalla campagna intorno alla chiesetta di San Michele a quella di Santa Caterina per l’atteso pranzo tipico, il primo appuntamento del pomeriggio, alle 17, sarà nell’ambito di Time to Read con il chitarrista e scrittore Reno Brandoni, che presenta il suo “L’urlo di Miles“ (casa editrice Le Ruzzole, 2026). Infine, alle 18, la gita fuoriporta si chiude con “La storia siamo noi“, con il romanziere Flavio Soriga che racconta vicende e personaggi della storia sarda accompagnato dalle atmosfere musicali di Gianluca Pischedda al violoncello e all’elettronica.
Rientrato in paese, il pubblico è atteso alle 19:30 in Piazza Funtana Inzas, da un altro appuntamento immancabile del festival per Ferragosto: il concerto della Banda Musicale “Bernardo De Muro”, autentica istituzione di Berchidda, nelle cui file lo stesso Paolo Fresu ha mosso da giovanissimo i primi passi tra le note del suo fortunato cammino artistico; diretta da Giovanni Scanu e con la prevedibile partecipazione di ospiti a sorpresa, la “De Muro”presenterà un omaggio a Miles Davis portando la sua musica dentro la tradizione bandistica.
Alle 21.30, riflettori accesi sul palco di piazza del Popolo per il primo concerto della serata: di scena il quartetto di Fabrizio Bosso, con Julian Oliver Mazzariello al pianoforte, Jacopo Ferrazza al contrabbasso, Nicola Angelucci alla batteria; un sodalizio umano e musicale ormai più̀ che decennale che conta cinque album all’attivo ed esprime pienamente, nel suono, nell’interplay e nella scrittura, quell’idea di condivisione totale che rappresenta da anni la cifra stilistica del pensiero musicale del trombettista.
Poi, intorno alle 23, sgomberata dalle sedie la platea e aperta all’ingresso gratuito, parte l’immancabile festa di Ferragosto che accompagna ogni edizione del festival verso il suo epilogo. Il compito di guidare le danze spetta quest’anno ai Kokorokocon la loro miscela di fiati, ritmi afro, synth e groove coinvolgenti. Con i due leader, Sheila Maurice-Grey (tromba e voce) e Roy Onome Edgeworth (percussioni), saliranno sul palco Anoushka Nanguy (trombone e voce), Yohannes Kebede (tastiere), Oluwatobi Adenaike-Johnson (chitarra), Duane Atherley (basso) e Ayobami Salawu (batteria). E al termine ancora musica fino a notte fonda con il dj set di Renton “A Not Necessay Mix”.
- Anticipazioni sull’ultima giornata del festival, domenica 16 agosto
Domenica (16 agosto), gli ultimi appuntamenti di Time in Jazz cominciano alle 11.30 a Berchidda, al Museo del Vino, con la presentazione del volume Time in Jazz Diary 2025 (Postcart 2026), con le fotografie di Francesca Sara Cauli, in dialogo con Paolo Fresu. Gli stessi scatti, insieme a quelli di David Morresi, sono raccolti nella mostra What a Wonderful World, a Sa Casara.
La musica entra in scena verso il tramonto, alle 18, nella consueta cornice della Peschiera di San Teodoro. Protagonista anche quest’anno l’ideatore e direttore artistico del festival, Paolo Fresu, in questa occasione nel collaudato duo con Daniele di Bonaventura al bandoneon.
Infine, l’ultimo appuntamento del trentanovesimo Time in Jazz è a Berchidda, alle 22 alla Caffetteriadella Piazza con The Dangerous 3, trio cagliaritano dalle sonorità neo-rockabilly, surf e punk-rock.
