Phoenix Breathwork: a Dolianova il primo percorso immersivo tra respirazione consapevole, suono e ascolto del corpo
DOLIANOVA – Dall’Inghilterra alla Sardegna per portare nell’Isola un’esperienza maturata all’estero: è il percorso di Angela Deplano, cagliaritana di origini ogliastrine, che a Dolianova ha presentato “Onde Profonde”, un’esperienza immersiva di Phoenix Breathwork che unisce respirazione guidata, musica binaurale e lavoro corporeo. L’incontro si è svolto negli spazi dell’associazione Altrove Qui Ora, dove i partecipanti hanno vissuto un percorso dedicato all’ascolto interiore, alla presenza e alla consapevolezza del corpo.

Partecipanti durante una sessione di “Onde Profonde”
negli spazi dell’associazione Altrove Qui Ora di Dolianova, in Sardegna.
“Ho voluto creare uno spazio in cui le persone possano tornare ad ascoltarsi profondamente – racconta Deplano – perché viviamo spesso immersi nei pensieri e negli stimoli esterni, dimenticando il corpo e il nostro respiro”. Trasferita in Inghilterra nel 2004, Angela Deplano ha costruito nel Regno Unito il proprio percorso professionale, formandosi nel coaching della performance, nella Programmazione Neurolinguistica e nelle costellazioni familiari, fino ad approfondire il lavoro sulla respirazione consapevole. “Mi sono sentita come un ponte tra due isole – spiega – in Inghilterra sento il desiderio di condividere le mie radici sarde, mentre quando torno qui porto le esperienze e le conoscenze maturate fuori”.

Angela Deplano accompagna una partecipante al termine di una sessione di breathwork
negli spazi dell’associazione Altrove Qui Ora di Dolianova,
durante la fase conclusiva di risveglio e rientro alla consapevolezza dopo l’esperienza immersiva.
Il Phoenix Breathwork utilizza il respiro come strumento di consapevolezza, accompagnato da una guida verbale e dalla musica binaurale. “Il linguaggio lavora sulla mente, mentre la musica arriva al cuore e all’anima – dice Deplano – creando uno spazio in cui poter entrare maggiormente in contatto con sé stessi”. Il ritorno in Sardegna è stato anche un’occasione per riflettere sul rapporto con la propria terra.
“Ho trovato una Sardegna che conserva luoghi di grande bellezza e un rapporto speciale con il tempo, ma ho visto anche un’isola che soffre per la mancanza di case, per il calo delle nascite e per il rischio di perdere le proprie radici”. Da qui la scelta di portare nell’Isola un percorso legato alla riconnessione con sé stessi. “Va bene essere fluidi e aperti al mondo – sottolinea – ma senza radici non si vola”.

L’arrivo di “Onde Profonde” in Sardegna è stato favorito anche dall’incontro con una rete di persone impegnate nella valorizzazione delle tradizioni e dell’identità dell’Isola. “Ho cercato Veronica perché abbiamo un desiderio comune: donare qualcosa alla nostra terra. Ci siamo incontrate davanti a un bicchiere di vino e a una panada ed è nato un dialogo importante”.

Per il futuro Deplano immagina nuovi appuntamenti in luoghi simbolici della Sardegna. “Ci sono spazi che hanno un profumo antico e sacro. Mi affascinano molto le miniere del Sulcis: mi piacerebbe organizzare lì un’esperienza, anche come forma di memoria verso chi ha lavorato in quei luoghi, ricordando il respiro dei minatori”.

“Non serve avere esperienza per avvicinarsi al breathwork – conclude – basta arrivare con curiosità e disponibilità. A volte abbiamo bisogno semplicemente di fermarci, respirare e tornare ad ascoltare il nostro corpo”.

