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Cultura

Ancora il Difesa Igt Paestum 2016 di Francesca Fiasco ed è sempre un piacere!

Gaetano CataldoBy Gaetano Cataldo13 Luglio 2026Updated:13 Luglio 2026Nessun commento3 Mins Read
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Difesa Francesca Fiasco
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Sono passati più di quattro anni dall’ultimo assaggio documentato del Difesa di Francesca Fiasco e potrete leggerne qui la descrizione. In realtà di anni, per bottiglia di rosso Igt Paestum, ne sono quasi passati dieci ormai e l’estate non è mai una ragione sufficiente per non stapparne un’altra e vedere cosa succede.

Il Difesa 2016 oggi…

Il Difesa Igt Paestum 2016, assaggiato a una temperatura di 16° e portato fino ai 18°, continua ad ondeggiare come velluto dal colore rubino tendente al granato, segno di inamovibilità cromatica e ottima prospettiva di affinamento, a giudicare al tempo stesso dalla vivace luminosità, foriera di buona freschezza, mantenendo altresì la medesima consistenza. Al naso, i primi segni di evoluzioni si percepiscono dal sentore di rosa essiccata che va ad aggiungersi al pot-pourri di viola. All’olfatto, il quadro fruttato è diventato più ampio e complesso: mora di rovo e mirtillo, lampone e ciliegia in confettura, con quest’ultima anche sotto spirito; a seguire, la nota piperita diventa di malagueta, mentre le note tostate e la vaniglia si fanno più soffuse.

Il sorso è pieno, materico e verticale, oltre che saporito: la sapidità si fonde a un leggero tocco umami e alla freschezza con un tannino ancora più elegante e delicato, con il ritorno della frutta precedentemente percepita e della vaniglia, cui si aggiunge il succo di melograno, il tabacco e ancora la nota agrumata e dolce dell’arancia appena candita. La persistenza aromatica intensa prolunga la piacevolezza di questo vino, ancora ben lungi dal raggiungimento del suo massimo splendore. Oggi, giusto per cambiare, l’abbinamento è con un civet di cinghiale, ma sempre dopo un fumante piatto di fusilli felittesi al ragù di castrato, possibilmente quelli di Angela Mazzaccaro dell’agriturismo L’Occhiano a Felitto.

Insomma, se dovessimo dipingere un quadro di Francesca Fiasco, non potremmo farlo usando i colori industriali della moderna enologia di massa, ma i toni caldi, fieri e terrosi del Cilento più profondo.

Dopo un sorso di questo Difesa, taglio bordolese di Aglianico, Cabernet Sauvignon, Barbera e una piccola quota di uve autoctone, affinato per circa 10 anni, Immaginatela lì, a Felitto, tra i tornanti che sovrastano la Valle del Calore. Francesca non è semplicemente un’indomita vignaiola dell’87; è una custode del tempo, una custode d’identità. Dopo gli studi, ha scelto di non recidere il filo rosso che la legava alla sua terra, ma di annodarlo ancora più stretto. Ha preso in mano l’eredità dei nonni Luigi e Francesca e di papà Giuseppe, trasformando una tradizione contadina e familiare in un progetto di artigianato liquido unico nel suo genere.

Il risultato è un’emozione pura, un sorso che sa di Mediterraneo, di roccia e di sole. Parlare di Francesca Fiasco significa raccontare la storia di una donna che ha saputo trasformare la fatica della terra in poesia imbottigliata, diventando il simbolo di una Campania del vino fiera, autentica e meravigliosamente ribelle.

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Gaetano Cataldo
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Un destino in viaggio. E il viaggio comprende tutta la persona. Salernitano del ’74. Dagli studi alberghieri e nautici impara le materie da praticare, con l’esperienza e la cultura acquisita nel tempo il gusto per la giusta misura delle cose. Amante dell’Oceano-Mare e del Mondo Vino tanto da farne una doppia esistenza: uno dei mestieri che svolge regolarmente l’ha condotto in molti luoghi e al confronto con altre culture, l’altro gli ha insegnato a gustare ed apprezzarne differenze e sfumature. Navigante e sommelier professionista, Gaetano incarna e traduce il rapporto tra il Vino e il Mare senza tralasciare la terraferma ed i legami malgrado i frequenti cambi di stagione trasversali. Lo si vede di tanto in tanto propinar cibi su qualche yacht di lusso e imporre abbinamenti suoi ai malcapitati oppure in coperta tra la ciurma di cargo, velieri e navi da crociera; ha conseguito un master in food & beverage management e svolge consulenze per ristoranti e cantine; ha ottenuto anche la patente di maestro assaggiatore di salumi ed il diploma di sommelier certificato del sake; è numismatico, pratica il jeet kune do e continua ad indagare da eterno studente attraverso la Cultura del Mare Nostrum, quasi fosse l'alter ego di Corto Maltese ma con un forte attaccamento alla sua terra, così da essere insieme local e global. Ha fondato Identità Mediterranea nel 2016, associazione grazie alla quale ha realizzato Mosaico per Procida, primo vino a celebrare una capitale della cultura, e con la quale promuove la cultura del Mare Nostrum e del Piede Franco. Inoltre, è stato il primo sommelier ad essere ricevuto da un Papa ad un'udienza generale ed è stato nominato Miglior Sommelier dell'Anno alla 31^ edizione del Merano Wine Festival.

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