Bio Festival 2026: oltre mille partecipanti al Parco di Molentargius per la seconda edizione. Il biologico sardo si racconta tra orti urbani, filiere identitarie e nuova cultura del cibo e avanza 3 proposte di legge regionale a sostegno delle filiere agricole
Si è conclusa domenica 31 maggio la seconda edizione del Bio Festival 2026, la manifestazione promossa dal BioDistretto Sud Sardegna e Arcipelago del Sulcis. Nove giorni attraverso tre comuni — Sestu, Serramanna e Cagliari — con un programma diffuso che ha intrecciato filiere produttive, aziende agricole aperte, laboratori, seminari e cultura del territorio. Il weekend finale al Parco Naturale Regionale Molentargius-Saline ha registrato oltre mille partecipanti, confermando il festival come appuntamento di riferimento per la comunità del Sud Sardegna attorno ai temi del biologico, della sostenibilità e del cibo come scelta identitaria.
«Questa edizione ci dice che l’interesse per il biologico è reale, diffuso e trasversale. Non è certamente più una nicchia: le tematiche che abbiamo portato in questi nove giorni — filiere locali, orti urbani, energie rinnovabili, bioedilizia, ricambio generazionale in agricoltura — hanno intercettato un bisogno concreto di sapere, di fare e di scegliere consapevolmente.»
Ignazio Cirronis, presidente del BioDistretto Sud Sardegna e Arcipelago del Sulcis
Il Bio Festival è stato anche l’occasione per presentare tre proposte di emendamento alla legge regionale di variazione di bilancio.
«Abbiamo presentato tre proposte di legge regionale su fotovoltaico nelle aziende agricole, sviluppo della coltivazione della canapa a uso industriale e imprese di lavorazione canapa e lana:ci inorgoglisce il consenso ricevuto dagli Assessori regionali Cani e Piu presenti alle nostre iniziative.»
ancora Ignazio Cirronis.
Tra le proposte presentate, a sostegno delle tre filiere strategiche per i territori: la prima, «Un tetto fotovoltaico sopra ogni tetto agricolo», chiede 60 milioni di euro nel triennio 2026–2028 per installare impianti fotovoltaici sui tetti delle aziende agro zootecniche sarde, per una potenza installabile di quasi 2 GW. Le altre due puntano a costruire filiere locali da materie prime già presenti nell’isola: 2,5 milioni per la canapa industriale — dalla coltivazione alla lavorazione per bioedilizia — e 1 milione per la lana di pecora, di cui esistono già in Sardegna brevetti validati per isolanti termici certificati.

Il weekend al Parco di Molentargius: il Parco dei cittadini si riscopre agricolo
Il cuore della seconda edizione del Biofestival è stato il weekend nel Parco Naturale Regionale Molentargius-Saline, presidio verde nel tessuto urbano di Cagliari che da alcuni anni ha riscoperto la propria vocazione agricola. Accanto alle sue iconiche lagune e alla colonia di fenicotteri, il Parco ospita oggi un apiario didattico (progetto BEE PARK), un oliveto sperimentale, orti condivisi e percorsi di coltivazione della salicornia, diventando laboratorio vivente di agricoltura urbana. È in questo contesto che il BioFestival ha scelto di radicare il suo momento più partecipato: un Parco che appartiene ai cittadini e che ora, anche attraverso il biologico, torna a produrre.
Per due giorni, dalle 10:00 alle 20:00, il BioVillaggio ha animato l’area esterna dell’Edificio Sali Scelti con i 15 stand delle aziende agricole biologiche del BioDistretto. I visitatori hanno potuto incontrare produttori, scoprire filiere, assaggiare prodotti e partecipare a un programma di oltre trenta appuntamenti tra laboratori gratuiti, talk, show cooking, presentazioni di libri, proiezioni cinematografiche e attività per bambini.
Tra i temi più seguiti: gli orti urbani e i micro orti casalinghi, il laboratorio sull’agri solare fotovoltaico, gli incontri sulla biodiversità alimentare, la cucina sostenibile con sistemi di cottura intelligenti, la bioedilizia con isolanti in lana e terre colorate. Spazio anche alla ristorazione collettiva biologica come modello per scuole e mense, ai Bio Itinerari Turistici del Sud Sardegna e alle proiezioni “Sardinia Green Trip” e “Videoritratti di Gallura”. Il programma BioKids ha coinvolto bambini e ragazzi dai 5 ai 13 anni.
«È stata una bella sfida portare al Parco di Molentargius un programma così ricco e diversificato. Siamo partiti dall’idea che il biologico non sia solo un metodo di produzione, ma un nuovo modello di sviluppo rurale che dialoga col modo di stare nel mondo: con le risorse naturali, con il cibo, con gli spazi urbani. La risposta delle persone ci dice che questa visione trova terreno fertile. Portiamo a casa un’edizione che cresce e che, soprattutto, coinvolge.»
Paolo Costa, coordinatore del Bio Festival 2026
L’apertura a Sestu: nasce il primo impianto di lavorazione della mandorla biologica in Sardegna
Il festival si era aperto il 23 maggio a Sestu, in Località Magangiosa presso la sede della Cooperativa S’Atra Sardigna, con l’inaugurazione del primo impianto in Sardegna dedicato alla trasformazione della mandorla biologica certificata — e primo di questo tipo in Italia. Un investimento da 700.000 euro realizzato grazie al contratto di filiera del PNRR, che permetterà ai produttori di trasformare localmente — smallatura, essiccazione, sgusciatura, calibratura — la mandorla biologica, senza doverla affidare a impianti fuori regione. L’impianto avvia la produzione con circa 70 ettari già impiantati e una dozzina di produttori biologici associati, mentre la Regione Sardegna ha stanziato 15 milioni di euro per lo sviluppo della mandorlicoltura sarda.
L’inaugurazione è avvenuta alla presenza della sindaca di Sestu Maria Paola Secci, del presidente della Commissione Attività Produttive del Consiglio Regionale Antonio Solinas, del presidente della cooperativa S’Atra Sardigna Mario Cirronis e del direttore di Italia Ortofrutta Vincenzo Falconi. Il 24 maggio il festival ha proseguito a Serramanna con il seminario “Un progetto pilota: giovani, innovazione e agricoltura” e la visita al mandorleto biologico in Località Perda Fitta: due giornate che hanno raccontato, dalla pianta all’impianto, la filiera identitaria della mandorla sarda e il suo potenziale di sviluppo.
Dal 25 al 29 maggio: Bio Aziende Aperte tra vigneti, mandorleti e mulini
La settimana centrale del festival ha visto le Bio Aziende Aperte: cinque giornate in cui le aziende biologiche del BioDistretto hanno aperto le porte al pubblico con visite guidate, degustazioni ed esperienze immersive nel pieno della stagione produttiva primaverile. Da Calasetta a Quartu Sant’Elena, da Monastir a Senorbì, un percorso tra vigneti, oliveti, mandorleti, piante aromatiche e mulini che ha rappresentato la prima sperimentazione dei Bio Itinerari Turistici, il progetto di ecoturismo che il BioDistretto realizzerà entro fine 2026 insieme al tour operator Sardinia Slow Holidays per costruire un modello di turismo lento e sostenibile integrato con il territorio.
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