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Bio Festival Sardegna 2026

redazioneBy redazione21 Maggio 2026Nessun commento6 Mins Read
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bio festival sardegna 2026
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Bio Festival 2026: nove giorni tra Sestu, Serramanna, Cagliari e dintorni per raccontare il biologico sardo come scelta identitaria

Il festival si apre il 23 e 24 maggio con due seminari su filiera della mandorla biologica e ricambio generazionale in agricoltura e l’inaugurazione del primo impianto di lavorazione della mandorla biologica in Sardegna. Prosegue dal 25 al 29 maggio con “Bio Aziende Aperte” e si chiude il 30 e 31 maggio al Parco di Molentargius.

Sono 2.720 le aziende in biologico in Sardegna nel 2024, con una crescita della Superficie Agricola Utilizzata (SAU) del 5,20% rispetto al 20231 e una percentuale di giovani impiegati del 14,5%, segno della forte attrattività del settore. Una fotografia che colloca la Sardegna tra le regioni in più viva accelerazione del comparto biologico nazionale e che diventa cornice del Bio Festival 2026, promosso dal BioDistretto Sud Sardegna e Arcipelago del Sulcis nell’ambito del progetto B.I.O. finanziato dal MASAF.

Dal 23 al 31 maggio, il festival attraversa il territorio con un programma diffuso che parte dalle filiere produttive, passa per le aziende agricole aperte al pubblico e arriva al Parco Naturale Molentargius Saline a Cagliari, presidio urbano naturale da tempo impegnato in un processo di rigenerazione agricola. Un percorso costruito per raccontare l’agricoltura biologica non come nicchia, ma come scelta identitaria e strategica per la Sardegna.

Apertura, 23–24 maggio | Mandorla e giovani: le filiere che reggono il futuro Inaugurazione del primo impianto di lavorazione della mandorla dedicato esclusivamente al biologico

Il festival prende il via il 23 maggio a Sestu, in Località Magangiosa presso S’Atra Sardigna, con il seminario “La Filiera della Mandorla Biologica” (ore 9:30). Alle ore 12:00 l’inaugurazione del primo impianto di lavorazione della filiera della mandorla dedicato esclusivamente al biologico in Sardegna e unico di questo tipo in Italia -, ovvero una struttura che consentirà di trasformare e valorizzare localmente il prodotto, riducendo i passaggi intermedi e rafforzando l’intera filiera mandorlicola sarda. Un investimento da 700.000 €, reso possibile grazie al contratto di filiera sul PNRR, che inizia la sua produzione quest’anno con una settantina di ettari già impiantati ed una dozzina di produttori biologici associati alla OP Cooperativa S’Atra Sardigna, che avvia la sua filiera proprio nell’anno in cui 1 Report Filiere Biologico Regione Sardegna Anno 2025 – Agenzia Laore, la Regione Sardegna ha stanziato 15 milioni di euro per lo sviluppo della mandorlicoltura (legge regionale)

Il 24 maggio a Serramanna (Sala Vico Mossa, ore 9:30) è la volta del seminario “Un progetto pilota: giovani, innovazione e agricoltura”, seguito nel pomeriggio dalla visita al mandorleto biologico (7 ha) in Località Perda Fitta.

«Il biologico in Sardegna è destinato a crescere, ma a una condizione: che si sviluppino le filiere organizzate e che la Regione supporti il settore con continuità ed efficacia. Non possiamo competere con altre regioni sul piano quantitativo. Possiamo farlo, e lo stiamo già facendo, sul piano qualitativo. È sul biologico che si gioca la salvaguardia del capitale naturale della Sardegna, che è poi la stessa forza attrattiva del nostro turismo. Per questo le due giornate di Sestu e Serramanna mettono al centro la filiera identitaria della mandorla e i giovani che sono il motore del ricambio generazionale. Il bio attira nuove generazioni perché unisce reddito, innovazione e senso.» IgnazioCirronis, presidente del BioDistretto Sud Sardegna e Arcipelago del Sulcis

II Bio Festival si svolge nella Settimana Europea dei Parchi 2026, «un appuntamento di straordinaria rilevanza che offre alle aree protette di grande valore naturalistico e conservazionistico, pienamente in linea con il percorso di recupero e valorizzazione delle tradizionali attività agricole della Piana di Is Arenas, che il Parco porta avanti da anni attraverso il CEAS e con il sostegno della Regione Sardegna. Pensiamo a progetti come BEE PARK, con l’apiario didattico, e Seminiamo il futuro, dedicato agli orti condivisi, alla coltivazione della salicornia e al recupero del frutteto tradizionale. Tra le iniziative più recenti: i percorsi di olivicoltura con la piantumazione di un oliveto sperimentale e il progetto ‘Mieli di Sardegna’, avviato proprio in questi giorni”.

Sono tutte iniziative volte alla ricostituzione del tessuto agricolo della piana, con l’obiettivo di favorire una fruizione sostenibile dell’area e, al tempo stesso, contribuire alla conservazione di un ambiente ricco di flora e fauna.” Stefano Secci, presidente del Parco naturale regionale Molentargius saline 25–29 maggio | Bio Aziende Aperte: dal campo al visitatore

Dal 25 al 29 maggio, le aziende agricole socie del BioDistretto aprono le porte al pubblico con visite ed esperienze guidate. Sardegna biologica nel momento più vivo del suo calendario produttivo. L’iniziativa è coordinata da Paolo Costa, coordinatore del Bio Festival, e rappresenta la prima sperimentazione dei Bio Itinerari Turistici, il progetto di ecoturismo che il BioDistretto realizzerà entro la fine del 2026 per costruire un nuovo modello di turismo lento e sostenibile, capace di mettere in connessione aziende agricole, produzioni biologiche, paesaggi, comunità locali, cultura e ospitalità diffusa, in collaborazione con il tour operator Sardinia Slow Holidays, che supporterà la creazione e la commercializzazione.

«Stiamo testando un modo diverso di fare turismo: non consumare un territorio, ma attraversarlo entrando in relazione con chi lo vive e lo coltiva ogni giorno. Le Bio Aziende Aperte servono proprio a questo: creare connessioni autentiche tra persone, cibo, paesaggi e comunità locali.»

Cinque giornate nelle quali i cittadini potranno cimentarsi in piccole attività produttive (qui il programma), in piena stagione dei primi frutti di campo, degli ortaggi primaverili, della raccolta dei legumi, delle attività in vigna e dal Molino: un’occasione per scoprire il sud Sardegna attraverso le sue produzioni.

30–31maggio | Il weekend al Parco di Molentargius

Il festival entra nel vivo nelle due giornate aperte al pubblico al Parco di Molentargius a Cagliari. Sabato 30 maggio, il seminario “Agricoltura ed energie rinnovabili: dal conflitto alla sinergia”; domenica 31, “Agricoltura biologica e costruzioni ecosostenibili” (entrambi ore 10:00–13:00, Sala Convegni Helmar Schenk).

Per tutta la durata del weekend (ore 10:00–20:00) sarà aperto il BioVillaggio, con 15 stand delle aziende agricole biologiche del BioDistretto. Il programma include talk, laboratori gratuiti su orto biologico, agrisolare, ciclofficina, cucina sostenibile, isolanti in lana e terre colorate, presentazioni di libri, proiezioni cinematografiche, area ristoro biologica e BioKids per bambini dai 5 ai 13 anni.

Programma in aggiornamento al www.biodistrettosudsardegna.it/biofestival-2026/

Informazioni Prenotazionilaboratori30–31maggio:

https://www.eventbrite.com/o/121318622065

Il BioDistretto Sud Sardegna e Arcipelago del Sulcis promuove la diffusione dell’agricoltura biologica, il rafforzamento delle filiere locali e lo sviluppo di un modello di crescita sostenibile integrato con i territori della Provincia della Città Metropolitana di Cagliari e della Provincia del Sud Sardegna. In questo contesto, il BioFestival, giunto alla seconda edizione, si configura come iniziativa di divulgazione e partecipazione dedicata al biologico, alla sostenibilità e alla cultura sarda e tabarchina, con l’obiettivo di rafforzare la consapevolezza della comunità e favorire il dialogo tra istituzioni, imprese, produttori e cittadini del Sud Sardegna. L’evento è promosso dal BioDistretto Sud Sardegna e Arcipelago del Sulcis nell’ambito del progetto B.I.O. finanziato dal MASAF.

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redazione

Ho iniziato a scrivere da ragazzino per passione, poi è diventato il mio lavoro a tempo pieno. Laurea in Filosofia, scuola di editoria e specializzazione in interaction design. L'idea del mensile mediterraneaonline, nasce nell'estate del 2006, di fronte al mare sardo di Portopino, dopo una lunga riflessione sulla nostra cultura di appartenenza: il Mediterraneo. Abbiamo iniziato in tre, da Cagliari, Barcellona e Milano. Oggi siamo circa trenta redattori che scrivono da otto paesi diversi. Mi piacciono le sfide difficili, e sono convinto che il pubblico di lettori sia molto più preparato di quello che creda il mercato. Buona lettura!

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