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Ottava edizione del festival di letteratura giornalistica Liquida, con Ilan Pappé, Ramzy Baroud, Riccardo Luna, Laura Silvia Battaglia e molti altri

redazioneBy redazione18 Maggio 2026Nessun commento8 Mins Read
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Liquida 2026
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Ilan Pappé, Ramzy Baroud, Riccardo Luna, Victoria Karam, Pino Arlacchi, Carlo Verdelli, Lorenzo Tecleme, Pietro Grasso, Laura Silvia Battaglia, Giovanni Mari, Sara Lucaroni e Pino Casamassima tra gli ospiti dell’ottava edizione del festival di letteratura giornalistica Liquida, organizzato dal Comune di Codrongianos con Lìberos, che si terrà a Saccargia dal 30 luglio al 2 agosto

Lo spazio adiacente alla basilica di Saccargia è pronto ad accogliere l’ottava edizione del festival di letteratura giornalistica Liquida, che si terrà dal 30 luglio al 2 agosto. L’appuntamento, nato dalla sinergia tra il Comune di Codrongianos e l’associazione Lìberos, è uno spazio di riflessione sulle dinamiche globali, che coinvolge intellettuali e firme di rilievo della stampa e della cultura italiana ed estera. Il programma mira a fornire chiavi di lettura per interpretare i mutamenti della società contemporanea attraverso il confronto diretto con gli ospiti.

Giovanni Scanu, consigliere del Comune di Codrongianos con delega alla Cultura e ideatore di Liquida, ha sottolineato il valore dell’iniziativa: «La continuità e lo spessore di questo festival dimostrano che anche un centro di piccole dimensioni può incidere sulla maturazione civile di una comunità, offrendo strumenti per analizzare la complessità del presente. Liquida agisce come un osservatorio sulle vicende internazionali grazie alla partecipazione di relatori autorevoli e al lavoro di una squadra che si impegna per tutelare i principi di un’informazione accurata e consapevole».

Anche in questa edizione si rinnova la collaborazione con Assostampa, che curerà un incontro dedicato alla libertà di stampa. Ne sarà protagonista Giovanni Mari, giornalista de Il Secolo XIX, che porterà al festival il suo nuovo saggio “Fascistissima” (People) in cui ripercorre l’abolizione della libertà di stampa attuata dal fascismo nel 1926, un blackout informativo durato vent’anni che impose un’unica verità di regime, occultando la rovina economica e la repressione del Paese.

Il saggio documenta sia la resistenza dei giornalisti sia la complicità della monarchia, spiegando come quel controllo totale dell’informazione alimenti ancora oggi pericolosi revisionismi storici. L’opera mette a nudo i meccanismi con cui Mussolini trasformò i quotidiani in strumenti di propaganda, impedendo ai cittadini di comprendere la realtà dei fatti. 

GLI OSPITI DEL FESTIVAL

Professore di Storia all’Istituto di studi arabi e islamici e direttore del Centro europeo per gli studi sulla Palestina presso l’Università di Exeter, lo storico israeliano Ilan Pappé porterà a Liquida il suo ultimo saggio “La fine di Israele” (Fazi), in cui teorizza l’inevitabile tramonto del progetto sionista di imporre uno Stato ebraico in un paese arabo. L’autore immagina un percorso di mini-rivoluzioni politiche e cognitive per trasformare l’attuale assetto in uno Stato democratico e decolonizzato entro il 2048. In questa visione, la fine dello Stato d’Israele apre la strada a una convivenza paritaria tra ebrei e palestinesi, fondata sulla giustizia e sul ritorno dei rifugiati. 

Con Pappé sul palco ci sarà anche Ramzy Baroud, giornalista palestinese-americano, direttore di The Palestine Chronicle, che parlerà del suo saggio “L’ultima terra” (Lebeg) in cui ricostruisce la storia della Palestina, da prima della Nakba del 1948 alla distruzione del campo profughi di Yarmouk in Siria fino alla fuga verso l’Europa. In nove capitoli, il testo presenta figure le cui vicende si intrecciano, facendo risuonare con forza il senso di una storia condivisa. 

Sul palco di Liquida Riccardo Luna, uno dei più autorevoli giornalisti italiani in materia di innovazione, tecnologia e sostenibilità, già primo direttore di Wired e firma de la Repubblica, attualmente editorialista del Corriere della Sera, porterà “Qualcosa è andato storto” (Solferino), saggio in cui analizza la parabola del web: da utopia di tech democracy e progresso a insidioso strumento di erosione democratica, dominato da algoritmi, fake news e narcisismo.

Ricostruendo la storia della Silicon Valley, l’autore indaga il tradimento delle promesse iniziali e il potere delle Big Tech. Il testo suggerisce però che non tutto è perduto: l’uso dei social per superare la censura in contesti di crisi dimostra che il web può ancora essere un motore di mobilitazione globale e cambiamento. 

A Saccargia si parlerà anche di Iran con “I partigiani di Allah” (Mondadori) di Laura Silvia Battaglia. Nella sua opera, la giornalista e documentarista specializzata in Medio Oriente, conduttrice e autrice per Rai Radio 3 e collaboratrice di The Washington Post, al-Jazeera, Rsi, Avvenire, la Repubblica, Rai Tg3 e Skynews24, decodifica la complessità del Medio Oriente per rivelarne le logiche di potere e le alleanze sotterranee soprattutto in riferimento all’Iran, circondato dalle dinamiche dei Paesi del Golfo e dai fallimenti di regimi e milizie (Hezbollah, ISIS). Attraverso testimonianze dirette e rigore giornalistico, il saggio restituisce razionalità e voce a una regione segnata da guerre per procura, ma anche da inedite forme di resistenza civile. 

Pino Arlacchi, sociologo tra le massime autorità mondiali in tema di sicurezza umana, già direttore esecutivo del programma antidroga e anticrimine dell’ONU nonché attuale presidente del Forum internazionale di criminologia e diritto penale, porterà sul palco di Liquida “La Cina spiegata all’Occidente” (Fazi), in cui si analizza il miracolo cinese individuandone le radici in tre pilastri strategici: il non-espansionismo, legato a una radicata avversione alla guerra, la meritocrazia come strumento di governo e un peculiare modello economico-politico socialista.

Il saggio descrive la Cina contemporanea non come un fenomeno recente, ma come una civiltà millenaria e resiliente, capace di integrare la propria tradizione politica con la modernità per imporsi come potenza globale. 

Con “Storie di (ordinario) capitalismo selvaggio” (Newton Compton) Lorenzo Tecleme – collaboratore di diverse testate come Il Manifesto, Fanpage.it, Valori.it e dell’emittente televisiva spagnola Canal Red – documenta invece l’attuale era distopica dell’economia, segnata da un capitalismo selvaggio che trasforma disastri, criptovalute e fughe spaziali in profitti per pochi oligarchi. Attraverso otto storie vere e grottesche — da multinazionali militarizzate a speculazioni sulle pandemie — l’autore fotografa un sistema che devasta l’ambiente e la società, tradendo le promesse di benessere del passato. Il libro funge da denuncia degli eccessi globali e da invito urgente a invertire la rotta per riappropriarsi del futuro. 

A Liquida si parlerà anche di migrazione e diritti: nato da un progetto social di Victoria Karam, “Volti italiani” (Castelvecchi) raccoglie quindici testimonianze di uomini e donne con background migratorio che vivono e lavorano in Italia senza essere legalmente riconosciuti come cittadini. Attraverso racconti di resilienza e paradossi burocratici, il testo ridefinisce la cittadinanza come un diritto da riconoscere e non come un privilegio da concedere. Un’opera corale che dà voce a chi già chiama l’Italia “casa”, e promuove una battaglia civile che supera i pregiudizi e i dibattiti istituzionali. Nata a Salerno da genitori brasiliani, Karam è diventata italiana a ventidue anni. Attualmente lavora al Parlamento europeo.

Il giornalista Carlo Verdelli, direttore de la Repubblica, porterà a Saccargia “Il diavolo in tasca” (Einaudi), saggio in cui denuncia la dipendenza da smartphone e le derive del capitalismo digitale attraverso una serie di cronache scioccanti, dalle sfide social letali agli incidenti causati dalla distrazione dovuta all’uso della tecnologia. Definendo il cellulare una “prigione senza sbarre”, l’autore mette in guardia da una rivoluzione che sta trasformando radicalmente adulti e adolescenti e sollecita una presa di coscienza collettiva su un pericolo sociale e non solo – anche per le ingerenze della tecnologia nella politica – troppo spesso ignorato. 

Sarà ospite di Liquida anche Pietro Grasso, già procuratore nazionale antimafia e procuratore della Repubblica di Palermo, che presenterà “’U Maxi. Dentro il processo a Cosa Nostra” (Feltrinelli), saggio in cui rievoca il Maxiprocesso di Palermo del 1986 trasformando gli atti giudiziari in un racconto corale che svela l’intreccio tra Cosa Nostra, narcotraffico internazionale e zone d’ombra della società civile. Attraverso le figure di Falcone e Borsellino, la voce dei pentiti e il dolore delle vittime, il testo documenta il momento cruciale in cui l’Italia ha finalmente smesso di tacere, imparando a chiamare la mafia con il suo nome e ponendo le basi per una nuova consapevolezza storica e civile. 

A Saccargia si parlerà anche di America con la giornalista Sara Lucaroni, autrice di inchieste e reportage per Sky Tg24, Rai, La7, L’Espresso, Avvenire, e con Pino Casamassima, giornalista, firma del Corriere della Sera e de Il Giorno. Lucaroni parlerà del saggio “America go away”, in cui analizza la rottura della storica stabilità garantita dagli Stati Uniti all’Occidente a partire dal 1945. La presidenza di Donald Trump viene descritta come un evento senza precedenti che, tra violenza verbale e imprevedibilità, ha smantellato le convenzioni istituzionali e i diritti consolidati. Il risultato è una cronaca politica dura che ha trasformato il tradizionale punto di riferimento democratico in un fattore di costante incertezza globale. 

Nel saggio “Nella rete di Epstein”, Casamassima ricostruisce invece lo shock globale causato dal rilascio dei file del Dipartimento di Giustizia nel 2026, svelando la fitta rete di abusi, ricatti e complicità orchestrata da Jeffrey Epstein. Il libro documenta il coinvolgimento delle élite mondiali — dai vertici della politica statunitense (con riflessi sulle elezioni di Donald Trump) alla corona britannica — smascherando un sistema di potere assoluto che trattava i corpi come oggetti.

È la cronaca di un’indagine ancora aperta che mette a nudo la ferocia nascosta dietro il lusso del jet set internazionale.  Entrambi i saggi sono editi dalla Compagnia Editoriale Aliberti.

Prossimamente saranno aggiunti altri ospiti al programma.

Il festival Liquida è realizzato dal Comune di Codrongianos con Lìberos, con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport e della Fondazione di Sardegna.

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Ho iniziato a scrivere da ragazzino per passione, poi è diventato il mio lavoro a tempo pieno. Laurea in Filosofia, scuola di editoria e specializzazione in interaction design. L'idea del mensile mediterraneaonline, nasce nell'estate del 2006, di fronte al mare sardo di Portopino, dopo una lunga riflessione sulla nostra cultura di appartenenza: il Mediterraneo. Abbiamo iniziato in tre, da Cagliari, Barcellona e Milano. Oggi siamo circa trenta redattori che scrivono da otto paesi diversi. Mi piacciono le sfide difficili, e sono convinto che il pubblico di lettori sia molto più preparato di quello che creda il mercato. Buona lettura!

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