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Vinitaly 2026 – Assoenologi presenta: “Cannonau di Sardegna, il rosato che non ti aspetti”

redazioneBy redazione10 Aprile 2026Updated:10 Aprile 2026Nessun commento3 Mins Read
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Cannonau rosato
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In occasione di Vinitaly 2026, Assoenologi Sardegna, in collaborazione con Laore Sardegna, Consorzio di Tutela Del Cannonau di Sardegna e AIS Sardegna, presenta un evento interamente dedicato a una delle espressioni in più forte evoluzione della vitivinicoltura isolana: il Cannonau di Sardegna Rosato.

«Il Cannonau rosato rappresenta oggi una delle espressioni più interessanti e contemporanee della nostra vitivinicoltura, capace di coniugare identità territoriale e nuove tendenze di consumo», afferma Mariano Murru, Presidente di Assoenologi Sardegna.

L’appuntamento, dal titolo “Cannonau di Sardegna, il rosato che non ti aspetti – Viaggio tra i profumi mediterranei, eleganza e identità sarda”, si terrà lunedì 13 aprile dalle ore 13.45 alle 15.15 presso il Padiglione 8 – Spazio Istituzionale Regione Sardegna.

Ad aprire i lavori saranno

  • Francesco Agus, Assessore all’Agricoltura della Regione Sardegna;
  • Marcello Onorato, Direttore del Servizio Programmazione e valorizzazione dei marchi, Laore Sardegna;
  • Mario Mereu, Presidente del Consorzio di Tutela del Cannonau di Sardegna;
  • Mariano Murru, Presidente Assoenologi Sardegna.

Seguiranno due interventi di approfondimento

  • “Espressioni del Cannonau in rosato: viaggio tra i terroir della Sardegna”, a cura di Franco Fronteddu e Mauro Mureu (Laore Sardegna);
  • “Imparare a comunicare il vino rosato”, a cura di Jean Paul Tréguer, ideatore dell’evento internazionale “I Love Rosé”.
    A chiudere, la masterclass
  • “Le sfumature in rosa del Cannonau”, guidata da Assoenologi Sardegna, Laore Sardegna e AIS Sardegna.

Il fenomeno: crescita e qualità del Cannonau Rosato
Con oltre 27.500 ettari vitati, di cui circa 7.456 dedicati al Cannonau (27% del totale regionale), la Sardegna conferma il ruolo centrale di questo vitigno simbolo dell’Isola. Se storicamente il Cannonau è stato associato ai rossi strutturati, oggi la versione in rosato sta vivendo una crescita significativa. Attualmente rappresenta il 2,84% della produzione DOC, con una media decennale di 305.000 bottiglie, e registra un trend in forte espansione negli ultimi anni, infatti dal 2021 al 2024 si è passati da circa 300.000 bottiglie a oltre 500.000 bottiglie.

I vinificatori anno superato in breve tempo le 70 unità, con una crescita significativa degli ettolitri prodotti e un sempre maggiore apprezzamento qualitativo e commerciale. Un’evoluzione che riflette i nuovi stili di consumo, sempre più orientati verso vini freschi, versatili ed eleganti.

Un’identità che affonda le radici nella storia
Il Cannonau, vitigno simbolo della Sardegna, appartiene dal punto di vista genetico alla stessa famiglia del Grenache francese e del Garnacha spagnolo; tuttavia, si distingue per caratteristiche uniche, profondamente legate al territorio isolano: varietà di suoli, altitudini e tecniche di vinificazione contribuiscono a un profilo distintivo e riconoscibile.

Negli ultimi anni, grazie al lavoro congiunto di Assoenologi Sardegna e Laore, sono stati avviati progetti di ricerca, formazione e confronto internazionale, che hanno portato allo sviluppo di nuove competenze vitivinicole ed enologiche, contribuendo a un significativo salto qualitativo.

Un progetto che guarda al futuro
L’evento rappresenta la prima iniziativa interamente dedicata al Cannonau Rosato, segno di una nuova consapevolezza produttiva e comunicativa. Dalla vigna alla cantina, fino al packaging e alla comunicazione, il rosato sardo si propone oggi come una realtà competitiva a livello internazionale.
Un percorso che conferma come il Cannonau, anche nella sua veste “in rosa”, sia capace di affermarsi su nuovi mercati, senza perdere la propria identità mediterranea.

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redazione

Ho iniziato a scrivere da ragazzino per passione, poi è diventato il mio lavoro a tempo pieno. Laurea in Filosofia, scuola di editoria e specializzazione in interaction design. L'idea del mensile mediterraneaonline, nasce nell'estate del 2006, di fronte al mare sardo di Portopino, dopo una lunga riflessione sulla nostra cultura di appartenenza: il Mediterraneo. Abbiamo iniziato in tre, da Cagliari, Barcellona e Milano. Oggi siamo circa trenta redattori che scrivono da otto paesi diversi. Mi piacciono le sfide difficili, e sono convinto che il pubblico di lettori sia molto più preparato di quello che creda il mercato. Buona lettura!

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