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News ed Eventi

Da Nasti Eat una serata a tutta birra e crunch

Gaetano CataldoBy Gaetano Cataldo4 Aprile 2026Updated:8 Aprile 2026Nessun commento7 Mins Read
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Nel cuore pulsante dell’Agro Sarnese Nocerino, crocevia storico di scambi e tradizioni agricole d’eccellenza, Nocera Inferiore si riafferma oggi come una capitale gastronomica in fermento nell’area della provincia di Salerno più a Nord e più popolosa.

Il Contesto Territoriale di Nasti Eat

È in questo contesto territoriale che, nel marzo 2018, la famiglia Nasti ha scelto di scommettere su un’archeologia industriale d’impatto, aprendo il Nasti Eat: un ex capannone a pochi passi dal centro, trasformato in un avamposto del gusto contemporaneo, proprio a due passi dall’Istituto Professionale di Stato per i Servizi Alberghieri e della Ristorazione, intestato a Domenico Rea, uno dei più importanti scrittori e giornalisti italiani del secondo Novecento.

Nato a Napoli e cresciuto a Nocera Inferiore, legando la sua opera a questa terra e vincendo il premio Strega con Ninfa plebea nel 1993. Nasti Eat conferma di non essere semplicemente un’insegna, ma il manifesto di una stirpe di operatori del food che ha radici profonde nella storica Pasticceria delBar Nasti, fondato nel 1959 da Michelangelo Nasti; oggi è la visione del nipote Christian Nasti ad animare il locale, coadiuvato dal padre Michele Nasti e dalla madre Maria.

Industrial Style ed Anima Artigiana al Nasti Eat

Il locale, con i suoi volumi ampi, si presenta arioso e, grazie a una ristrutturazione che esalta la verticalità del ferro e del cemento, con una distribuzione su due livelli, si presenta accogliente. Grazie al dehor, ma soprattutto all’offerta gastronomica, il Nasti Eat riceve ed accoglie una clientela trasversale, dai più giovani alle famiglie. Complice anzitutto la materia prima e, naturalmente, il modo di disporne, tra ricerca e innovazione, piuttosto che nell’ottica dei sapori tradizionali, restituendo a ciascun ingrediente il ruolo di testimoniare la biodiversità della regione Campania.

Al Nasti Eat Il trionfo della Consistenza tra Tradizione, Contemporaneità e Crunch

Christian Nasti, ispirato anche dai segreti tecnici del nonno pasticciere, ha saputo declinare il concetto di pizza in una piccola antologia di cotture e impasti che lasciano la monotonia fuori alla porta:

La Tradizionale: Un omaggio alla scuola napoletana rivisitata, cotta rigorosamente in forno a legna, con un’alveolatura pronunciata che racconta una lievitazione lenta e naturale.

Il Padellino ai Multicereali: Una proposta dal sapore rustico e autentico, ottenuta con farine meno raffinate per un morso più deciso, croccante fuori e soffice dentro.

La Scrocchiarella Romana: In questa pala, realizzata con farine di riso e cereali, il “crunch” diventa protagonista assoluto, regalando una leggerezza sorprendente.

L’eccellenza Gluten Free: Un capitolo a parte, gestito con un forno dedicato e una lievitazione di 24 ore; il blend segreto garantisce una struttura tale da non far rimpiangere la pizza convenzionale, rendendo il benessere una scelta e non una rinuncia.

Il Trionfo del Fritto con Nuvole di Piacere: non si può parlare di Nasti Eat senza citare la friggitoria artigianale, per sfizi di croccantezza e leggerezza molto saporiti. I fritti sono realizzati rigorosamente a mano, seguendo il ritmo delle stagioni per ripieni. Le montanarine, gonfie e impalpabili come nuvole, convivono con crocchè dorati e frittatine dal cuore cremoso. E poi le immancabili patatine, proposte in diverse versioni guarnite, che trasformano un classico da pizzeria in un’esperienza golosa.

L’Antipasto del Territorio al Nasti Eat

Prima che il sipario si alzi sui lievitati, la scena è dominata dal tagliere, un omaggio sincero e senza filtri ai sapori autentici della terra: non una semplice selezione, ma una narrazione corale di salumi e formaggi territoriali prodotti dal maestro norcino Salvatore Calabrese e dal Caseificio Aurora, artigiani del circondario nocerino-sarnese. È l’ouverture perfetta per chi cerca un inizio di pasto che sappia di stagionatura lenta e pascoli sostenibili.

La Brace e il Bun da Nasti Eat: La Sostanza nel Piatto

Per chi, invece, al disco di pasta preferisce il calore primordiale del fuoco, Nasti Eat è equipaggiato per essere una braceria d’eccellenza. Qui la carne non è un’alternativa, ma una protagonista assoluta, grazie alla selezione rigorosa dei tagli. Il cuore di questa proposta batte nei Bun Gourmet: panini di produzione propria, soffici ma capaci di sostenere morsi vigorosi, che accolgono hamburger generosi. Le farciture non sono mai scontate: ogni ingrediente è stratificato per creare un equilibrio tra la tendenza dolce del pane, la sapidità della carne e la freschezza dei condimenti e contorni stagionali.

La rivoluzione nel boccale: birra, leggerezza e tecnica

Se il crunch è il cuore di Nasti Eat, la sua anima fluida risiede in una scelta brassicola fatta di bevute non omologate: la birra artigianale eleva il concetto di abbinamento grazie a un sistema di spillatura all’avanguardia, costituito da una tecnologia che permette di erogare una bevanda di altissima qualità, preservandone l’integrità organolettica senza l’aggiunta di CO2. Il risultato è tutto nella finezza e naturalità del perlage, che accarezza il palato senza aggredirlo.

Le proposte dolci da Nasti Eat

Immancabili le dolcezze, visto il retaggio familiare, per un fine pasto da viaggio sentimentale tra i classici intramontabili: le cheesecake cremose declinate in svariate versioni, un tiramisù che rispetta il canone della tradizione e l’immancabile pizza di gallette, quel dolce di una volta che sa di casa e domeniche in famiglia. Non mancano i celebri profiteroles al cioccolato, piccole sfere di perfezione tecnica e golosità, notissimi in tutta la città per la qualità del cacao e la leggerezza della pasta choux.

Ma è nella Marì che la visione di Christian Nasti trova la sua sintesi perfetta tra passato, futuro ed estro: parliamo di una pizza dolce cotta al padellino, dove la base lievitata accoglie una voluttuosa nuvola di crema al mascarpone e cioccolato bianco, impreziosita dall’intensità del caffè e da un gioco di consistenze croccanti, talvolta di frutta di bosco.

Da Nasti Eat una serata a tutta Birra e Crunch…

La birra Amarcord Tank è una Lager artigianale non pastorizzata, caratterizzata da una freschezza estrema poiché trasportata direttamente dai tank di maturazione del birrificio al locale. Si distingue per il colore oro brillante, un gusto pulito, morbide note di malto d’orzo e un amaro delicato, spesso servita a caduta senza CO2 aggiunta.

Durante una serata allegra e colloquiale è stata abbinata ad una frittatina di pasta e piselli, con pancetta, provola e grana, croccante fuori e cremosa dentro. A seguire la Montanara con tre pomodori: il ristretto di San Marzano, di pomodorino giallo e poi il rosso del Piennolo, ricopriva il disco completato con mozzarella di bufala in uscita, stravecchio di Bruna Alpina e olio extravergine di oliva. Infine, sempre con lo stesso abbinamento, l’anteprima della pizza del mese di aprile: la Carcifo Fumè, con carciofi in doppia consistenza, prosciutto cotto arrostito, pecorino di grotta, basilico ed olio evo arso.

Il menu della serata al Nasti Eat

La Amarcord Tabachèra è una Strong Amber Ale italiana di alta fermentazione, prodotta dal birrificio Amarcord. Si distingue per un colore ambrato intenso, un corpo pieno e un grado alcolico importante del 9% vol., offrendo sentori di malto caramellato, frutta secca e candita, con un finale dolce. Ogni sorso di questa birra corposa ha rallegrato i morsi della Marinara dei Signori, una multi-cereali con topping di pomodoro cotto a bassa temperatura, aglio orsino ed origano, polvere di capperi e di olive nere, con acciughe di Cetara. La stessa birra ha innaffiato il Doppio Crunch Mortadella, con stracciata e pesto di pistacchi.

La Amarcord Riserva Speciale è una birra artigianale italiana di alta gamma, nata dalla collaborazione tra il mastro birraio Garrett Oliver e il poeta Tonino Guerra. È una Champagne Beer ad alta fermentazione, caratterizzata da un elevato grado alcolico e rifermentata in bottiglia, spesso utilizzata per celebrazioni, proprio per il suo appeal da chicca brassicola limited edition. Sontuoso l’abbinamento, in tema pasquale, con un inaspettato dessert: il calzone ripieno di ricotta di pecora alla cannella e miele d’arancia, con scorzette dello stesso agrume, che strizza un po’ l’occhio alla tradizionale pastiera, richiamandone alcuni ingredienti.

La dotazione di una cucina attiva, la varietà nel menu e il servizio smart, fanno del Nasti Eat un format gastronomico fondato sulla sostanza, oltre che una pizzeria contemporanea di spicco, con una proposta  goduriosa e attenta alle più disparate esigenze.

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Gaetano Cataldo
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Un destino in viaggio. E il viaggio comprende tutta la persona. Salernitano del ’74. Dagli studi alberghieri e nautici impara le materie da praticare, con l’esperienza e la cultura acquisita nel tempo il gusto per la giusta misura delle cose. Amante dell’Oceano-Mare e del Mondo Vino tanto da farne una doppia esistenza: uno dei mestieri che svolge regolarmente l’ha condotto in molti luoghi e al confronto con altre culture, l’altro gli ha insegnato a gustare ed apprezzarne differenze e sfumature. Navigante e sommelier professionista, Gaetano incarna e traduce il rapporto tra il Vino e il Mare senza tralasciare la terraferma ed i legami malgrado i frequenti cambi di stagione trasversali. Lo si vede di tanto in tanto propinar cibi su qualche yacht di lusso e imporre abbinamenti suoi ai malcapitati oppure in coperta tra la ciurma di cargo, velieri e navi da crociera; ha conseguito un master in food & beverage management e svolge consulenze per ristoranti e cantine; ha ottenuto anche la patente di maestro assaggiatore di salumi ed il diploma di sommelier certificato del sake; è numismatico, pratica il jeet kune do e continua ad indagare da eterno studente attraverso la Cultura del Mare Nostrum, quasi fosse l'alter ego di Corto Maltese ma con un forte attaccamento alla sua terra, così da essere insieme local e global. Ha fondato Identità Mediterranea nel 2016, associazione grazie alla quale ha realizzato Mosaico per Procida, primo vino a celebrare una capitale della cultura, e con la quale promuove la cultura del Mare Nostrum e del Piede Franco. Inoltre, è stato il primo sommelier ad essere ricevuto da un Papa ad un'udienza generale ed è stato nominato Miglior Sommelier dell'Anno alla 31^ edizione del Merano Wine Festival.

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