Cento anni fa, il 15 febbraio 1926, a 25 anni, moriva per mano fascista Piero Gobetti, precocissimo editore, giornalista, scrittore, agitatore culturale nella Torino degli anni Dieci e Venti.
Innamorato della libertà – scelse come motto per le sue pubblicazioni ‘Che ho a che fare io con gli schiavi?‘ – pagò con la morte la sua opposizione al regime. Il suo pensiero rimane affidato alle sue pubblicazioni e al progetto culturale cui si dedicò nel pieno della sua giovinezza: la casa editrice Piero Gobetti, fondata nell’aprile del 1923.
In collaborazione con il Comitato Edizioni Gobettiane e il Centro studi Piero Gobetti e con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo, la collana delle Edizioni Gobettiane, giunta ormai alla pubblicazione del penultimo volume (uscirà nel corso del 2027 Italia barbara di Curzio Malaparte), era nata con un obiettivo ambizioso che siamo felici di aver raggiunto: ripubblicare l’intera produzione di Piero Gobetti editore, 114 titoli usciti dal 1922 al 1929.
Le opere qui riproposte in edizione anastatica sono accompagnate da nuove postfazioni e da schede critiche e bibliografiche. Un patrimonio considerevole di autori, che comprende tra gli altri Luigi Einaudi, Wolfgang Goethe, Eugenio Montale (la prima edizione di Ossi di seppia), Giuseppe Prezzolini, Gaetano Salvemini, oltre allo stesso Gobetti.
Le Edizioni Gobettiane sono concepite con un duplice scopo: da un lato, ripresentare volumi che, malgrado il loro valore, sono oramai praticamente introvabili; dall’altro, recuperare e valorizzare un patrimonio di pensiero, di studi e di riflessioni che ha rappresentato una pagina importante della vita culturale italiana, in un periodo particolarmente drammatico della storia non solo nazionale, ma europea e mondiale.
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