di Sam Holcroft
traduzione italiana di Giancarlo Nicoletti
per gentile concessione dell’Agenzia Danesi Tolnay
con Ninni Bruschetta – Claudio “Greg” Gregori
Fabrizio Colica – Paola Michelini – Gianluca Musiu
scene Alessandro Chiti | costumi Giulia Pagliarulo
musiche Mario Incudine | disegno luci Sofia Xella
aiuto regista Giuditta Vasile
regia Giancarlo Nicoletti
coproduzione Altra Scena & Viola Produzioni
mercoledì 7 gennaio – ore 21 – Teatro Comunale – San Gavino Monreale
giovedì 8 gennaio – ore 21 – AMA / Auditorium Multidisciplinare di Arzachena
(in collaborazione con Deamater)
venerdì 9 gennaio – ore 21 – Cine/Teatro “Olbia” – Olbia
sabato 10 gennaio – ore 20.30 – Auditorium Comunale – Dorgali
domenica 11 gennaio – ore 20.30 – Teatro Centrale – Carbonia
lunedì 12 gennaio – ore 20.30 – Teatro “Antonio Garau” – Oristano
Viaggio in una realtà distopica dove un regime esercita una severa censura e il teatro diventa simbolo della libertà d’espressione e di pensiero con “A Mirror / uno spettacolo falso e NON autorizzato” di Sam Holcroft, nella traduzione italiana di Giancarlo Nicoletti (per gentile concessione dell’Agenzia Danesi Tolnay), con un affiatato cast formato da Ninni Bruschetta e Claudio “Greg” Gregori, Fabrizio Colica, Paola Michelini e Gianluca Musiu, con scene di Alessandro Chiti, costumi di Giulia Pagliarulo, musiche di Mario Incudine e disegno luci di Sofia Xella, per la regia di Giancarlo Nicoletti (aiuto regista Giuditta Vasile) – coproduzione Altra Scena & Viola Produzioni in tournée nell’Isola sotto le insegne della Stagione di Prosa 2025-2026 organizzata dal CeDAC / Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo dal Vivo in Sardegna con il patrocinio ed il sostegno del MiC / Ministero della Cultura, della Regione Autonoma della Sardegna e dei Comuni aderenti al Circuito e con il contributo della Fondazione di Sardegna.
Una storia surreale e grottesca, sul filo della suspense, per affrontare in chiave allegorica il tema delle derive autoritarie e antidemocratiche, quasi un’anticipazione di ipotetici scenari futuri, dove gli invitati a una festa di matrimonio si ritrovano invece spettatori e “complici” di un atto “sovversivo” come una rappresentazione teatrale non sottoposta al vaglio preventivo delle autorità competenti e quindi “illegale” tanto che si teme l’arrivo delle forze dell’ordine chiamate a reprimere la “rivolta”. La pièce debutta in prima regionale mercoledì 7 gennaio alle 21 al Teatro Comunale di San Gavino Monreale, per approdare giovedì 8 gennaio alle 21 all’AMA / Auditorium Multidisciplinare di Arzachena (in collaborazione con Deamater), venerdì 9 gennaio alle 21 al Cine/Teatro “Olbia” di Olbia, sabato 10 gennaio alle 20.30 all’Auditorium Comunale di Dorgali, domenica 11 gennaio alle 20.30 al Teatro Centrale di Carbonia e infine lunedì 12 gennaio alle 20.30 al Teatro “Antonio Garau” di Oristano.
“A Mirror” suggerisce, attraverso un intrigante gioco metateatrale, interessanti spunti di riflessione sulla società contemporanea e sulle conseguenze di un intensificarsi e perfezionarsi delle strategie di controllo messe in atto dai governi, magari con la finalità di garantire un certo grado di sicurezza, che corrispondono a una limitazione dell’autonomia e una riduzione dei diritti individuali non in funzione di un auspicabile “bene comune” ma semmai di un consolidamento delle oligarchie al potere. Sulla spinta di un impulso primordiale come la paura – che può essere indotta e incrementata attraverso i ben noti meccanismi della (dis)informazione e della “distrazione di massa” – si diffonde la convinzione di doversi difendere da potenziali pericoli confidando nella costruzione di muri e confini e nella minaccia e nell’inasprimento delle condanne invece che nella giustizia e nella ridistribuzione delle risorse, nell’educazione e nell’integrazione culturale.
Una involuzione della politica, da sistema di governo della polis a semplice e rigido apparato di potere, in difesa di privilegi e impunità, indifferente o insofferente alle manifestazioni del dissenso, con metodi più o meno energici e espliciti di dissuasione o repressione: “A Mirror” è una coinvolgente commedia nera ricca di coups de théâtre, che pone interrogativi cruciali sul ruolo dell’arte e della cultura nel risveglio delle coscienze e nell’assunzione delle proprie responsabilità. La drammaturga britannica Sam Holcroft – già autrice, dopo gli esordi con la Edinburgh University Theatre Company, di testi come “Cockroach” (2008), prodotto dal Traverse Theatre e “Vanya” (2009) dal dramma di Anton Čechov, per il Gate Theatre, con la regia di Natalie Abrahami, cui seguono “Edgar and Annabel” (2011), “The Wardrobe” (2014), e “Rules for Living” (2015) messi in scena dal Royal National Theatre – firma una pièce avvincente e attuale, un vero gioco di specchi tra verità e finzione. “A Mirror” (2023), dopo il successo nel successo nel West End di Londra, approda in Italia nella versione di Giancarlo Nicoletti che mette l’accento sull’eterno dilemma degli artisti, tra l’ambizione e la sincerità: nel mondo distopico inventato da Sam Holcroft, come accade sotto una dittatura o un regime autoritario, la censura svolge un compito fondamentale nel soffocare ogni intento “rivoluzionario” e mettere a tacere le voci del dissenso. Nel cast Ninni Bruschetta, affermato attore di teatro e cinema (noto al grande pubblico nel ruolo di Duccio Patanè, il direttore della fotografia cocainomane in “Boris” e come Gualtiero Valle di “Un posto al sole”) che interpreta Celik, il temuto Direttore del Ministero della Cultura, e Claudio “Greg” Gregori (del duo Lillo e Greg), nei panni di Bax, uno scrittore ribelle ormai adeguatosi alle regole del sistema, accanto a Fabrizio Colica nel ruolo di Adem, un giovane artista dissidente e Paola Michelini in quello di Mei, la segretaria di Celik e Gianluca Musiu… con un personaggio tutto da scoprire…
“A Mirror”– si legge nella presentazione – è «uno spettacolo di teatro totale, ambiguo e sfuggente, in cui nulla è come sembra e che chiede al pubblico di essere continuamente parte attiva della messinscena»: in uno stato autoritario dove ogni forma d’arte deve superare il vaglio della censura, una festa di nozze si trasforma in «una performance clandestina e senza autorizzazione» e mentre si mette in discussione il significato della verità, tra capovolgimenti di ruolo e inattese rivelazioni… si attende da un momento all’altro l’arrivo della polizia… In una situazione di alta tensione, è inevitabile chiedersi se gli attori riusciranno a portare a compimento la rappresentazione e quali saranno le conseguenze per il pubblico, coinvolto suo malgrado in un «gesto di insubordinazione». “A Mirror” è «un elettrizzante thriller dark ad alto tasso di ironia e adrenalina» che affronta temi come «la libertà di parola, l’autoritarismo e la censura» alle soglie del Terzo Millennio e ponendo una serie di interrogativi: «Qual è il confine fra politica, potere e arte?» e «Siamo veramente liberi da qualsiasi forma di censura?»; «I politici possono condizionare la libertà di espressione?» e soprattutto «Il pubblico ha bisogno di sentirsi dire la verità o una bugia?».
“A Mirror” di Sam Holcroft infrange la quarta parete e suggerisce importanti spunti di riflessione su questioni cruciali per le moderne democrazie occidentali, proponendo una proiezione distopica che rimanda ai romanzi di George Orwell e di altri autori di una letteratura di fantascienza spesso ormai diventata realtà, e sull’importanza della libertà e del pensiero critico.
