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Metodo Classico 021 di Podere 1925: quando la falanghina beneventana bolle

Cosimo OrlacchioBy Cosimo Orlacchio13 Dicembre 2025Updated:14 Dicembre 2025Nessun commento4 Mins Read
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La sala di Caveau14, a Giugliano in Campania, aveva il respiro lungo delle attese importanti. Le luci illuminavano i calici ancora vuoti, come a preparare lo sguardo a un incontro non solo con un vino, ma con un’idea. Quando la giornalista Antonella Amodio ha preso la parola, accanto a Raffaele Di Maro di Podere 1925 e all’enologo Gianluca Tommaselli, il pubblico di addetti ai lavori, appassionati e curiosi del gusto ha capito che non si trattava di una semplice presentazione: 021 aveva qualcosa da raccontare, qualcosa che parlava di territori, di famiglia e di tempo.

021 – Metodo Classico millesimato da uve Falanghina beneventana –

La conduzione di Amodio ha intrecciato narrazione e tecnica: dal racconto del progetto alla degustazione guidata, con Raffaele Di Maro a portare la voce della famiglia e dell’azienda, e Gianluca Tommaselli a rivelare i tratti identitari del vino.

Perché “021”: numeri che raccontano una famiglia

È stato svelato anche il “segreto” del numero: 021 non è solo una sigla, ma un codice affettivo e territoriale, le colline beneventane incontrano la freschezza della Falanghina e la tensione minerale del Metodo Classico, ma soprattutto è una dedica, 021 celebra la nascita di Serena, figlia di Raffaele Di Maro e Flavia, arrivata nel 2021: un numero che diventa parola, una data che diventa progetto. È la prova che una famiglia può farsi azienda e che ogni bottiglia può contenere una storia.

La storia inizia nel 1956, quando Vincenzo Di Maro – nato nel 1925 – getta le fondamenta di un’azienda che oggi porta nel nome la memoria del suo anno. Oggi, in prima linea, la terza generazione: Amalia, Stefania e Raffaele, sostenuti da papà Nicola e mamma Angelina. Dalle prime vinificazioni artigianali ai vini sfusi di qualità, fino alla svolta del 2016 con le prime etichette imbottigliate: un percorso fatto di scelte, investimenti, tecnologia, ma senza mai tradire la propria identità. Nel 2018 la gamma cresce con aglianico (rosso e rosato), falanghina, greco, fiano, primitivo, e una Falanghina spumante metodo Charmat, mentre le DOP Campi Flegrei (Piedirosso e Falanghina) siglano un legame profondo con la terra ardente. 021 è, in questo viaggio, il passo successivo: alzare l’asticella con un Metodo Classico millesimato.

La sfida del Metodo Classico: tecnica e carattere

021 nasce da uve Falanghina del beneventano, selezionate e raccolte nell’ultima settimana di agosto. La vinificazione è attenta ai dettagli e ai tempi della varietà; completata la presa di spuma, il vino viene imbottigliato dopo quattro mesi. Ne risultano 1.500 bottiglie: una produzione piccola per scelta, che custodisce la precisione e l’ambizione del progetto.

Il Metodo Classico, qui, non è esercizio di stile, ma linguaggio. La Falanghina beneventana porta in dote acidità, fragranza e tensione; il lavoro di cantina ne modella il profilo in direzione dell’eleganza, cercando finezza del perlage, profondità aromatica e un equilibrio gustativo che non rinuncia alla verticalità. Nel calice 021 si presenta giallo paglierino con riflessi dorati, illuminati da un perlage fine e persistente. Al naso emergono nette note di nocciola tostata e scorza di pane, segni di un rapporto virtuoso con il tempo e i lieviti; progressivamente si affacciano fiori bianchi, una lieve nota agrumata e un’eco minerale. In bocca il sorso è teso e sapido, sostenuto da una buona acidità. Senza residuo zuccherino, 021 sorprende per la sua morbidezza cremosa, una carezza che non toglie slancio, ma anzi accompagna il finale pulito e lungo che invita al secondo assaggio.

021 è uno spumante di ampio spettro gastronomico. Perfetto come aperitivo identitario, trova la sua vocazione a tavola:

da Caveau 14 Wine Boutique a Giugliano sono state degustate le due annate ‘21 e ’24 in pairing con frittura marinara, pinza con gamberi crudi e una selezione di quattro formaggi francesi.

Un racconto che resta

C’è una frase che, a fine serata, è rimasta nell’aria del Caveau14: “Una famiglia che si è fatta azienda”. 021 è esattamente questo: il passaggio di testimone di tre generazioni che hanno custodito un’idea di qualità e appartenenza. È il simbolo di una Campania che non ha paura di innovare senza rinnegare la propria anima, di un Sud che trova nella precisione tecnica e nella narrazione del territorio la sua forza.

021 è una chicca – per produzione, per dettaglio, per carattere – ma soprattutto è un invito: aprite la bottiglia, ascoltate la bolla, lasciate che il calice racconti il Sannio più vero.

Campi Flegrei enogastronomia Campania Falanghina beneventana Metodo Classico 021 perlage fine e persistente Podere 1925
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Cosimo Orlacchio

Beneventano di nascita ma Flegreo di adozione, laureato in Ingegneria Elettronica, lavora presso il Dipartimento di Ingegneria Elettrica e delle Tecnologie dell’Informazione della Università degli studi di Napoli, Federico II. Dopo i quarant’anni si avvicina al mondo del vino e della gastronomia. Blogger e scrittore enogastronomico per diletto, scrive per riviste tra le quali il blog della delegazione Ais di Napoli. Sommelier e Degustatore AIS, partecipa ai panel di degustazione per la stesura di alcune guide vini come per il concorso e guida di Decanto Untold: membro dell’Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Formaggi, per il quale ha intrapreso il precorso per diventare Maestro Assaggiatore, oltre che membro dell’Associazione Nazionale Ostricari, dopo aver partecipato al corso di primo livello. Ha conseguito l’attestato del primo livello di Assaggiatore della Scuola Italiana Sake, mentre, con l’Accademia Popolare del Gusto di Slow Food, ha frequentato il corso di avvicinamento al caffè e quello sull’olio extra vergine di oliva. È attivo presso la Comunità Slow Food Agriculturale Flegrea per l’Inclusione, si prodiga per progetti divulgativi a sostegno del territorio organizzando laboratori e masterclass. Inoltre è responsabile della regione Campania per il Comitato Italiano per la Tutela del Piede Franco. Tra i suoi interessi principali l'enogastronomia, la scrittura gastronomica e la promozione dei Campi Flegrei. Ama scrivere di buon cibo, vino e tematiche tecnologiche in chiave leggera e accessibile a tutti.

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