Il borgo di Avella, poco più di 7000 abitanti, è il primo comune irpino e un territorio cerniera tra la provincia di Napoli, Benevento e Avellino, un territorio la cui morfologia cambia a partire dai dolci declivi dell’Agro Nolano fino alla conca dell’Appennino Campano in cui è incastonato, circondato dai bastioni di Montevergine e i monti del Partenio.
Avella è altresì gemellata con l’isola di Ventotene, al largo del Mar Tirreno e luogo di origine di Santa Candida, per averne in comune il culto nel mese di settembre.
È il caso di dire che in questa cittadina si vive un’atmosfera di altri tempi, visto il retaggio del passato, le antiche vestigia e l’etimologia del toponimo cittadino: Avella deve il suo nome alla nux Abellana, ossia alla nocciola, cultivar allevata per secoli in questa terra e che conferisce designazione al frutto a guscio anche negli idiomi portoghese, castigliano, catalano e occitano.
Lunghe le vie acciottolate e i vicoli di Avella si rivive una storia antica, fatta risalire ai Sanniti e agli Antichi Romani, pregna di aneddoti e memore di episodi di altre epoche.

In questo contesto, durante le giornate dal 5 all’8 dicembre 2025, ha avuto luogo un’importantissima manifestazione presso il Palazzo Baronale Alvarez De Toledo: la retrospettiva artistica dal titolo “Carmine Guerriero: un pittore in Viaggio tra Terra e Cielo“, organizzata dalla società Editrice Audère daily e dal Comune di Avella, con il patrocinio morale della Pro Loco Avella, PMI International ed il supporto dell’associazione AvellaArte, presentando oltre 20 opere provenienti da prestiti ecclesiastici, collezioni pubbliche e private.

Questo percorso culturale, dedicato a Carmine Guerriero, in arte GuerrCa e nativo di Avella, ha svelato non soltanto gli aspetti più inediti e sensibili di uno dei maestri della pittura italiana contemporanea, ma ha costituito anche un vero e proprio viaggio attraverso l’Italia del ‘900.

Curata dai figli dello stesso artista, Carmen e Salvatore Guerriero, oltre che da Nelly Russo, responsabile dell’Ufficio Turismo e Cultura Comune Avella, l’esposizione ha dato visivamente prova della luce e della spiritualità delle opere, tracciando l’evoluzione e la cifra stilistica di Carmine Guerriero, ma ha rappresentato al tempo stesso un intreccio tra arte, archeologia e tradizioni locali, trasformandola in un’esperienza sinestetica multisensoriale e decisiva per la migliore rappresentazione del genius loci avellano.

La retrospettiva ha efficacemente dimostrato il grande radicamento territoriale delle opere, in un costante e immutato dialogo con i riferimenti storici della città, tra simbolismo e universalità, testimoniando pertanto l’amore di Carmine Guerriero per la propria terra, tra il ciclo artistico dei primi ritratti pittorici in bianco e nero, della serenità dei paesaggi e dei siti archeologici di Avella, della crisi e della fede salvifica, con i ritratti di San Pio ad esempio, dell’intimità e convivialità familiare con le nature morte, piuttosto che dei tramonti rosso fuoco di grande e vibrante vitalità. La retrospettiva è stata inserita in un progetto più ampio che, con la partecipazione di artisti e giornalisti, specializzati in diverse aree tematiche e provenienti da tutt’Italia, è volto a riaffermare l’evidente bellezza e fertilità di Avella da diverse prospettive, mirando alla valorizzazione territoriale, portando a beneficio degli operatori della comunicazione, durante le quattro giornate, percorsi guidati, visite presso i produttori locali e assaggi delle eccellenze gastronomiche.
