In una mite serata autunnale, quella dello scorso 30 ottobre, la Pizzeria Saporì ha accolto Antonella Amodio nella splendida cornice del Grand Hotel Angiolieri a Seiano, piccola frazione di Vico Equense.

È stata un’occasione immersiva a partire dal paesaggio sorrentino che si apre al mare del Golfo di Napoli, proprio dinanzi al Vesuvio, ma anche dal punto di vista culturale e gustativo: infatti la Pizzeria Saporì – Pizza e Qualcos’altro è diventata il palcoscenico per la presentazione della nuovissima e fiammante edizione di Calici & Spicchi di Antonella Amodio, compassata giornalista con una spiccata passione per l’enogastronomia, e per un abbinamento perfetto tra cultura, dieta mediterranea e vini di territorio.

Un successo annunciato già lo scorso anno, quello di Calici & Spicchi, libro dedicato al pairing tra la pizza e il nettare dionisiaco, che ha venduto ben 2000 copie, numero ragguardevole se si considera il contesto dei lettori, a prevalenza campano, e che oggi si annuncia altrettanto avvincente e prestigioso, proiettando il quadro narrativo in ambito nazionale e internazionale stavolta.

Durante la serata, tra il nutrito pubblico di appassionati lettori e gastronomi, era presente niente poco di meno che Luciano Pignataro, giornalista, scrittore ed enogastronomo di fama nazionale che ha curato la prefazione del libro di Antonella Amodio, assieme a Renato Rocco, direttore de La Buona Tavola Magazine e moderatore della presentazione, assieme ad altri giornalisti, sommelier e aficionados della Pizzeria Saporì.


Il successo della serata è stato garantito dalla prova effettuata sul campo e quindi dai sapori elegantemente confezionati dal maestro pizzaiolo Fernando Speranza coadiuvato per il topping dallo chef Fabrizio De Simone, in forza al ristorante Accanto, nella stessa struttura alberghiera e segnalato dalla Guida Michelin.

Il percorso edonistico non poteva non essere arricchito dall’abbinamento pizza-vino celebrato grazie alla partecipazione di Ida Giordano, giovane produttrice e proprietaria delle Cantine Ida Giordano in frazione Capitignano a Tramonti, uno dei rari borghi della viticoltura a piede franco.



Pizze e vini eccellenti hanno dimostrato, durante la serata, quanto la produzione enologica e l’arte bianca possano costituire un viaggio sensoriale e cultura al tempo stesso, attraversando ideologicamente i distretti vitivinicoli ed agronomici attraverso un connubio avvincente di sapori.



La celebrazione del percorso enogastronomico organizzata al Saporì ha visto l’esordio con Vellutata, pizza con impasto napoletano condito con crema di zucca, provola delle colline vicane, pancetta affumicata “Sabatino Cillo“, funghi porcini e noci della penisola sorrentina, abbinata con “CapitiRosè” Tramonti Rosato Costa d’Amalfi Doc; successivamente, una Pizza in Pala farcita con funghi porcini impanati e fritti, broccoli e zuppetta di patate e porcini, accompagnata con “Il Colle” Tramonti Bianco Costa d’Amalfi Doc e un Padellino in Tre Cotture, condito con crema di castagne, seppia scottata, melograno e mandorle in abbinamento con “Notaro” Tramonti Bianco Costa d’Amalfi Doc; infine, la Diavoletta: pizza con impasto napoletano condito con fiordilatte delle colline vicane, diavoletto di Arola, spianata piccante, olive taggiasche in abbinamento con “Tinto Rè” Tramonti Rosso Riserva Costa d’Amalfi Doc.
La gastronomia di Saporì – Pizza e Qualcos’altro si è rivelata, grazie agli impasti di Fernando Speranza e nella combinazione di materie prime eccellenti di Fabrizio De Simone, un modello culinario coraggioso, consapevole e sfizioso che porta la pizza ai più alti livelli interpretativi nell’area sorrentina. Al termine della riuscitissima cena, la presentazione della seconda edizione di Calici & Spicchi ha portato una rinnovata consapevolezza negli ospiti, rispetto al consumo della pizza e alla capacità di intellegere i vini abbinati, grazie ad Antonella Amodio che con disinvolta semplicità ha saputo darne motivazione, rilanciando, così come nel pensiero di Luciano Pignataro, l’idea che il modo migliore di comunicare l’enologia italiana oggigiorno sia proprio attraverso il fenomeno globale della pizza e del suo essere fortemente social.

