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Ultimi libri per Stephen King? Il maestro dell’horror riflette sul ‘ritiro’

RedazioneBy Redazione20 Ottobre 2025Nessun commento3 Mins Read
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(Adnkronos) – “Non mi ritiro domani, ma sto facendo ordine sulla scrivania”. Stephen King, maestro dell’horror all’americana, uno degli scrittori più prolifici, di maggior successo e influenti dell’ultimo mezzo secolo, ha dichiarato in un’intervista a ‘Usa Today’ di sentirsi ormai “fuori garanzia”. A 78 anni, l’autore di ‘Carrie’, ‘Shining’ e ‘Il miglio verde’ non attacca ufficialmente la penna al chiodo, ma lascia intendere che la fine della sua carriera letteraria si avvicina. Non per mancanza di idee, ma per una crescente consapevolezza del tempo che passa, e del rischio, come ammette lui stesso, di “iniziare a ripetersi”. 

King lo dice con il suo consueto umorismo nero: sta cercando di “svuotare il cassetto” prima di considerare una vera forma di ritiro. Ha ancora due libri in lavorazione: il terzo capitolo della saga ‘Il Talismano’, iniziata con il compianto Peter Straub, e un ultimo romanzo con protagonista Holly Gibney, il personaggio rivelazione nato da ‘Mr. Mercedes’ e reso celebre in ‘The Outsider’. “Mi piace Holly… Sto rileggendo ‘The Outsider’ perché ho un’idea per questo ultimo libro su di lei, e ho bisogno di rinfrescarmi la memoria”, ha raccontato. Ma dopo questi due titoli, tutto è in forse. “Vedremo”, ha dichiarato King, lasciando la porta aperta, ma senza promesse. 

Più del tempo o dell’età, ciò che King sembra temere davvero è la ripetizione. “Vorrei fermarmi prima di diventare noioso. Odio l’idea di cominciare a ripetermi”, ha confessato. È un’autoanalisi rara nel mondo della narrativa di successo, dove molti autori continuano a pubblicare a oltranza. King, invece, rivendica “il diritto alla sorpresa”, al cambiamento, all’inquietudine stilistica. E soprattutto, alla dignità. 

King non parla di pensionamento, ma orchestra una sorta di uscita “soft”, senza enfasi, ma con chiarezza. Dopo oltre sessanta romanzi pubblicati, centinaia di milioni di copie vendute, e decine di adattamenti cinematografici e televisivi, l’autore si concede il lusso di scegliere il momento della chiusura. Con una frase che suona come un testamento ironico e consapevole: “Mi restano forse dieci o quindici anni, ma non si può contarci. Ecco tutto”. 

Fin dal suo esordio nel 1974 con ‘Carrie’, King ha vissuto la scrittura come un gioco creativo e quotidiano. “Adoro quelle tre o quattro ore al giorno in cui posso giocare in un mondo immaginario”, ha detto. Ma oggi, anche quel gioco subisce il peso dell’età, della memoria che vacilla, delle ferite del passato, come il grave incidente d’auto che lo colpì nel 1999, proprio nel momento in cui si sentiva “nel pieno delle forze”. (di Paolo Martini) 

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