Con 21 ettari di proprietà e circa 100 mila bottiglie prodotte ogni anno, a seconda dell’andamento vendemmiale, Agricola Bellaria si attesta tra le cantine più interessanti del panorama vitivinicolo irpino e ciò grazie ad una visione etica del vino, capace di coniugare tradizione e processi innovativi.
Fondata nel 2002 dalla famiglia Maffei per l’olio extravergine di oliva, Agricola Bellaria ha iniziato la produzione vitivinicola nel 2007 in collaborazione con Antonio Pepe, oggi alla direzione aziendale e alla terza generazione di viticoltori, la cantina si è ormai affermata sul mercato nazionale e si attesta a livello internazionale come ambasciatrice della Verde Irpinia, un risultato dovuto appunto alla lotta integrata nel vigneto e a una duplice visione enologica: a gestire la produzione dei vini a denominazione con le sole uve autoctone c’è l’enologo Luca Zirpoli per ancorare le referenze enologiche al territorio e Mario Ronco per farle volare, in maniera calibrata e coerente, verso le alte vette della piacevolezza.

Sostenibile in tutti i processi della filiera, performante in termini di presenza ad eventi decisamente esclusivi e dinamica nell’accoglienza, Agricola Bellaria ha vinto non pochi riconoscimenti, grazie alla lungimiranza di Antonio Pepe e di tutto lo staff, forte di una struttura compatta e moderna che si integra tra i vigneti e nel paesaggio rurale di Roccabascerana.
Tra gli ultimi arrivati della maison vitivinicola l’Aimée Rosato, la traduzione dell’eleganza che il vitigno Aglianico è capace di generare, un rosato di precisione che appare quasi come il frutto di una vinificazione in bianco.
Dalla veste di un rosa tenue, tendenzialmente verso il colore della buccia di cipolla ramata di Montoro, l’Aimée Rosato Irpinia Doc 2024 di Agricola Bellaria si presenta di media consistenza all’esame visivo. L’intensità olfattiva non eccede, diversamente dalla complessità: le note floreali di ciclamino, sambuco e passiflora sono il preludio al fruttato di rosa canina e di fragoline di bosco e, infine, il balsamico del basilico. Ciò che al naso è timido in termini di intensità rende dirompente il sorso: sapidità e freschezza si contendono il podio, mentre un filo esile di astringenza cede subito spazio alla succulenza indotta anche da un umami ricco. Ritorna la fragola, dentro una percezione cheesy, poi passion fruit e finger lime. Voluminoso, verticale e persistente l’Aimée Rosato è ideale per una lunga serie di specialità gastronomiche, sia di terra che di mare, ma con i tubetti con vellutata di cicale di mare e pomodorino giallo sarebbe perfetto.
