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Cultura

Aimée Rosato Irpinia Doc 2024 di Agricola Bellaria

Gaetano CataldoBy Gaetano Cataldo12 Ottobre 2025Updated:13 Ottobre 2025Nessun commento3 Mins Read
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Con 21 ettari di proprietà e circa 100 mila bottiglie prodotte ogni anno, a seconda dell’andamento vendemmiale, Agricola Bellaria si attesta tra le cantine più interessanti del panorama vitivinicolo irpino e ciò grazie ad una visione etica del vino, capace di coniugare tradizione e processi innovativi.

Fondata nel 2002 dalla famiglia Maffei per l’olio extravergine di oliva, Agricola Bellaria ha iniziato la produzione vitivinicola nel 2007 in collaborazione con Antonio Pepe, oggi alla direzione aziendale e alla terza generazione di viticoltori, la cantina si è ormai affermata sul mercato nazionale e si attesta a livello internazionale come ambasciatrice della Verde Irpinia, un risultato dovuto appunto alla lotta integrata nel vigneto e a una duplice visione enologica: a gestire la produzione dei vini a denominazione con le sole uve autoctone c’è l’enologo Luca Zirpoli per ancorare le referenze enologiche al territorio e Mario Ronco per farle volare, in maniera calibrata e coerente, verso le alte vette della piacevolezza.

Sostenibile in tutti i processi della filiera, performante in termini di presenza ad eventi decisamente esclusivi e dinamica nell’accoglienza, Agricola Bellaria ha vinto non pochi riconoscimenti, grazie alla lungimiranza di Antonio Pepe e di tutto lo staff, forte di una struttura compatta e moderna che si integra tra i vigneti e nel paesaggio rurale di Roccabascerana.

Tra gli ultimi arrivati della maison vitivinicola l’Aimée Rosato, la traduzione dell’eleganza che il vitigno Aglianico è capace di generare, un rosato di precisione che appare quasi come il frutto di una vinificazione in bianco.

Dalla veste di un rosa tenue, tendenzialmente verso il colore della buccia di cipolla ramata di Montoro, l’Aimée Rosato Irpinia Doc 2024 di Agricola Bellaria si presenta di media consistenza all’esame visivo. L’intensità olfattiva non eccede, diversamente dalla complessità: le note floreali di ciclamino, sambuco e passiflora sono il preludio al fruttato di rosa canina e di fragoline di bosco e, infine, il balsamico del basilico. Ciò che al naso è timido in termini di intensità rende dirompente il sorso: sapidità e freschezza si contendono il podio, mentre un filo esile di astringenza cede subito spazio alla succulenza indotta anche da un umami ricco. Ritorna la fragola, dentro una percezione cheesy, poi passion fruit e finger lime. Voluminoso, verticale e persistente l’Aimée Rosato è ideale per una lunga serie di specialità gastronomiche, sia di terra che di mare, ma con i tubetti con vellutata di cicale di mare e pomodorino giallo sarebbe perfetto.

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Gaetano Cataldo
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Un destino in viaggio. E il viaggio comprende tutta la persona. Salernitano del ’74. Dagli studi alberghieri e nautici impara le materie da praticare, con l’esperienza e la cultura acquisita nel tempo il gusto per la giusta misura delle cose. Amante dell’Oceano-Mare e del Mondo Vino tanto da farne una doppia esistenza: uno dei mestieri che svolge regolarmente l’ha condotto in molti luoghi e al confronto con altre culture, l’altro gli ha insegnato a gustare ed apprezzarne differenze e sfumature. Navigante e sommelier professionista, Gaetano incarna e traduce il rapporto tra il Vino e il Mare senza tralasciare la terraferma ed i legami malgrado i frequenti cambi di stagione trasversali. Lo si vede di tanto in tanto propinar cibi su qualche yacht di lusso e imporre abbinamenti suoi ai malcapitati oppure in coperta tra la ciurma di cargo, velieri e navi da crociera; ha conseguito un master in food & beverage management e svolge consulenze per ristoranti e cantine; ha ottenuto anche la patente di maestro assaggiatore di salumi ed il diploma di sommelier certificato del sake; è numismatico, pratica il jeet kune do e continua ad indagare da eterno studente attraverso la Cultura del Mare Nostrum, quasi fosse l'alter ego di Corto Maltese ma con un forte attaccamento alla sua terra, così da essere insieme local e global. Ha fondato Identità Mediterranea nel 2016, associazione grazie alla quale ha realizzato Mosaico per Procida, primo vino a celebrare una capitale della cultura, e con la quale promuove la cultura del Mare Nostrum e del Piede Franco. Inoltre, è stato il primo sommelier ad essere ricevuto da un Papa ad un'udienza generale ed è stato nominato Miglior Sommelier dell'Anno alla 31^ edizione del Merano Wine Festival.

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