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Vino, peccato e servizi segreti: il noir di Roncone in cui Roma affoga (nel cinismo)

RedazioneBy Redazione10 Ottobre 2025Nessun commento3 Mins Read
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(Adnkronos) – Se Roma fosse una persona, sarebbe uno dei clienti abituali della vineria Mezzolitro: un po’ cinico, affascinante in modo disordinato, con un passato torbido e un presente che profuma di carbonara e peccato. Fabrizio Roncone sa raccontare perfettamente questo mondo, e in “Ogni nostro castigo” (Marsilio) ci regala un noir che ha il sapore di un maritozzo con la panna della pasticceria Bruschini: “un’esperienza mistica”. 

Il libro, che sarà presentato lunedì 13 ottobre alle 18.30 alla libreria Spazio Sette, in via dei Barbieri 7, ha come protagonista Marco Paraldi, ex cronista di guerra finito vinaio per via di “quella cosa là” (un pugno a un ministro che finisce nella fontana di Montecitorio, ovviamente), che odia gli ombrelli, adora le sue Adidas Tobacco color tortora e ha con il gin tonic un rapporto più che terapeutico. Ma il fiuto della notizia non si è mai spento, e nemmeno una naturale predisposizione ai guai. Quando Charlotte, una giovane americana con la “scucchia”, irrompe nella sua vita raccontandogli di un nonno pilota eroico, lui si butta in un’indagine che coinvolge apparentemente la Cia, i servizi segreti israeliani e una Roma sotto un diluvio biblico.  

Una galleria di personaggi indimenticabili e spesso ripugnanti, in cui un ambasciatore alcolista, un ricco con l’hobby di preparare dolci per cani e una parrucchiera convivono nello stesso palazzo del Settecento. In cui s’intrecciano un viscido avvocato predatore, la sua vittima Fatima, e il sublime Mago Gino Puppo, un nano che, dopo un’infanzia terribile, ha trovato il suo posto nel mondo vendendo incantesimi e rassicurazioni a una clientela disperata e credulona. 

C’è Chicca, la fidanzata-non-fidanzata aristocratica, irresistibile e gelosissima, e un trio di amici fraterni, uniti da un passato di rugby e comunismo, che ora trovano il senso della comunità rivedendo vecchie partite della Roma e dissertando sulla perfezione della mortadella tartufata. 

Roncone scrive con il ritmo secco e fulminante del cronista – che ha affinato in questi anni al “Corriere della Sera” raccontando una giungla di “strepitosa trasversalità” – ma con l’anima di un romanziere che ama i suoi personaggi anche e soprattutto nelle loro miserie. Dialoghi brillanti, cene ad altissimo tasso di tensione emotiva e feste mondane dove il potere si mescola al grottesco.  

“Ogni nostro castigo” racconta la bellezza crudele di Roma, l’eterna battaglia tra cinismo e sentimento. Un libro che si legge sorridendo, e che in mezzo alla mostruosità fa emergere idee, passione e fratellanza, condite dall’epica malinconia di un ex cronista in crisi che, in qualche modo, dovrà imparare ad accettarsi. 

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