La serata di gala del 215° Anniversario della Liberazione del Messico verrà celebrata domani in Italia presso l’Ambasciata del Messico a Roma e le indiscrezioni promettono che sarà un evento che, visto l’altissimo profilo, vedrà la partecipazione di diverse autorità del mondo culturale, politico e religioso: tutto l’asset della diplomazia in Italia vorrà dare infatti il benvenuto a Genaro Fausto Lozano Valencia, il neo eletto ambasciatore del Messico in Italia.
Il Senato Italiano ha ratificato la nomina di Genaro Fausto Lozano Valencia il 20 agosto scorso in qualità di nuovo ambasciatore del Messico in Italia, subentrando a Sua Eccellenza Carlos Eugenio Garcia de Alba Zepeda.

Politologo, accademico e giornalista, Genaro Fausto Lozano Valencia sarà il prossimo ambasciatore del Messico in Italia e Il Parlamento del Paese Centro-Americano ha infatti ratificato la nomina fatta nel mese scorso dalla presidente del Messico, Claudia Sheinbaum. Lozano Valencia, noto in patria anche per il suo attivismo in campagne per la difesa dei diritti umani, ha presentato un programma in otto punti per rafforzare le relazioni bilaterali con l’Italia e le sedi concorrenti del suo mandato diplomatico, tra cui Albania, Malta e Repubblica di San Marino, aumentando il “soft power” del Messico sulla scena europea. Il futuro ambasciatore, che rileva la sede retta per sei anni da Carlos Garcia de Alba, fondatore della Camera di Commercio Messicana in Italia, ha posto tra l’altro l’accento sulla necessità di aumentare le relazioni economiche bilaterali, forti già di uno scambio pari a oltre undici miliardi di euro nel 2024, ma proponendosi di riequilibrare a favore del Messico la bilancia commerciale. Si cercheranno “nuove opportunità per le esportazioni messicane, così come investimenti italiani in settori strategici” del Paese, con un focus speciale sulle imprese della zona sud-orientale del Messico, regione ricca soprattutto di potenziale culturale ma che sconta un ritardo di sviluppo. Tra le priorità fissate da Lozano Valencia, c’è quella di mostrare nel cuore del Vecchio continente “l’enorme muscolo di cui il Messico dispone come potenza culturale“.

In una serata così esclusiva e rilevante per presenza di autorità, come quella del 215° Anniversario di Liberazione del Messico, viene riconfermata Identità Mediterranea, associazione culturale fondata da Gaetano Cataldo, in qualità di partner dell’evento. Dopo un dialogo costante e la partecipazione ad altri eventi di rilievo, al di là dell’anniversario dell’anno passato, tra cui quella dedicata agli accordi bilaterali per la partecipazione dell’Italia alla Fiera Internazionale del Libro di Guadalajara, il brindisi celebrativo per la ballerina Triana Botaya e la presentazione del libro sulla biografia di Julio Iglesias, identità Mediterranea avrà nuovamente l’onore di rappresentare il Vino Italiano presso l’Ambasciata del Messico.
Saranno 12 le cantine selezionate da Gaetano Cataldo, miglior sommelier dell’anno al Merano Wine Festival e giornalista enogastronomico, oggi più che mai impegnato nella lotta per la valorizzazione della viticoltura a piede franco, a rendere omaggio al nuovo ambasciatore messicano in Italia.
Da Nord a Sud, e con una diversificazione dal punto di vista enologico-produttivo, le cantine che avranno il privilegio di officiare il brindisi alla serata di gala provengono da distretti vitivinicoli di assoluto pregio: il Veneto con le bollicine di Prosecco, simbolo distintivo del made in Italy in tutto il mondo, la Lombardia e il Lago di Garda con l’eleganza del Turbiana, quale territorio cerniera interregionale tra enoiche culture, la Campania con le sue iconiche Docg, le Terre Vulcaniche, l’Alberata Aversana e il vino più acclamato dell’Antica Roma e, last but not least, la quintessenza di Puglia con il Primitivo di Gioia del Colle.

Alla presenza di un parterre di altissimo rilievo celebreranno la serata di gala Cantina Bottignolo, Vini Bulgarini, Cantina Vezzoso, Il Quarto Miglio, Cantine Palazzo Marchesale, Casa Setaro, Cantina Ambrosio, Urciuolo Vini, Tenuta Donna Elvira, Cantina Giovanni Molettieri, Agricola Bellaria e Cantina Fatalone.
“Identità Mediterranea non può che essere fiera delle cantine che la sostengono e che partecipano in maniera proattiva a tali eventi”, sostiene Gaetano Cataldo aggiungendo che “non è facile aderire ad attività impegnativa come questa, specialmente in epoca vendemmiale, eppure replicano quest’anno cantine come Bulgarini, Il Quarto Miglio, Giovanni Molettieri e Agricola Bellaria; ciò vuol dire non soltanto che abbiamo portato a termine, nello scorso anno, un lavoro ben fatto, ma che avevamo visto bene, segnalando il Messico da oltre due anni quale partner strategico per il Vino Italiano, specialmente dopo le risultanze del secondo mandato presidenziale di Donald Trump”.

A supporto delle sue tesi, ecco quanto Gaetano Cataldo asserisce:
“Il Messico nel 2022 è risultato essere il ventiduesimo mercato di sbocco a livello mondiale per le esportazioni italiane del vino, ma l’interesse per il prodotto italiano è in forte crescita e c’è necessità di attività promozionale per aumentare il livello di conoscenza della varietà enologica italiana e recepire l’eventuale introduzione di nuove tipologie. Con una popolazione complessiva di 130 milioni di abitanti, ben oltre il doppio del nostro Paese, di cui il 51% femminile, un tasso di fertilità annua di 1,80 nascite per donna e un’età media di 32 anni il Messico si conferma come una nazione relativamente giovane dal punto di vista demografico. I dati economici del Paese centro-americano sono decisamente incoraggianti: sono oltre 3,207 le migliaia di miliardi di USD quelle che compongono il reddito nazionale lordo, 1,789 migliaia di miliardi di USD attengono al prodotto interno lordo, con un tasso di crescita del PIL del 3,2% annuo e un PIL pro capite di 13.790,02 USD. Tre messicani su quattro vivono nei principali centri urbani e solo una esigua parte della popolazione vive nei pueblos. Uno degli aspetti che meglio lega il Messico all’Italia, al di là della latinità, è l’approccio alla gastronomia: entrambi i Paesi vedono, più che una cucina nazionale, un mosaico di cucine regionali, fatto di saperi e tradizioni che contano millenni, oltre che di materie prime eccellenti. Se non si volesse considerare che i messicani sono dei veri e propri gourmet, si tenga presente che la sola Città del Messico è una delle metropoli con la più alta concentrazione di ristoranti italiani al mondo. Naturalmente ciò costituisce la ratio su cui si basa la necessità di prendere in seria considerazione il mercato messicano per il commercio del Made in Italy. Naturalmente sarebbe riduttivo immaginare che il target debba essere rappresentato dalla sola Città del Messico, poiché il Paese tutto, dalla Penisola dello Yucatan all’isola di Cozumel, dalla regione di Guadalajara alla Baja California, ha desiderio di prodotto italiano, e lo dicono i dati: dal 2019 ad oggi, nonostante la parentesi della pandemia da coronavirus, le esportazioni del Made in Italy, tra automotive, moda e agroalimentare, sono aumentate del 300%. Particolarmente per il vino italiano ecco alcuni dati: l’esportazione totale di materia prima enologica in tutte le forme è valsa 52 milioni di euro nel 2019, 40 milioni nel 2020, 49 milioni nel 2021, 58 milioni nel 2022, 65 milioni nel 2023 e 40 milioni nel 2024 (statistiche effettive della Commissione UE). Non si può parlare di contrazioni o flessione del mercato messicano rispetto al vino, malgrado il trend altalenante dei volumi di affari: intanto non scendere sotto la soglia dei 40 milioni di euro è un dato assolutamente positivo, ma ciò che deve poter essere considerato è uno scarso impegno sulle attività di marketing e di comunicazione del vino in Messico; guarda caso, nel 2023 le esportazioni verso il Messico risultano quelle con una quota di vendite più consistente. È un caso? Assolutamente no: l’ICE promosse quell’anno la Borsa Vini a Città del Messico con la partecipazione di importatori, distributori, ristoratori, giornalisti e wine bloggers, portando a compimento un lavoro avviato con le aziende vitivinicole nel 2022. Se in quell’anno, come specificato all’inizio di questo modesto rapporto, il Messico è risultato essere il 22° mercato di sbocco mondiale per le esportazioni di vino. Cosa è successo durante la seconda presidenza Trump, la contrazione effettiva del mercato statunitense e l’applicazione imminente dei dazi? Semplice: il mercato messicano è diventato più favorevole, decisivo ed essenziale per il vino italiano. Oltretutto, se si considera che il corridoio Messico-California è la migliore opportunità di tariff jumping rispetto ad una esportazione diretta verso gli Stati Uniti, le conclusioni che si possono trarre sono evidenti”.
La serata verrà officiata domani 19 settembre 2025 presso la sede diplomatica di Roma.
