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Lavoro, De Rose (Croil): “Sulla sicurezza tecnologia alleato che deve entrare nei cantieri”

RedazioneBy Redazione8 Luglio 2025Nessun commento2 Mins Read
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(Adnkronos) – “La tecnologia è oggi a nostra disposizione per migliorare la sicurezza. È assurdo pensare che in 30 anni nell'automotive abbiamo visto la nascita non solo delle cinture di sicurezza ma anche di una serie di strumenti tecnologici che oggi permettono all'automobile di frenare da sola e correggere la traiettoria in caso di uscita dalle strisce, mentre in cantiere rispetto a molti anni fa oggi non è cambiato niente. Gli unici dispositivi di protezione individuale che abbiamo sono ancora il caschetto e le scarpe antinfortunistiche. La tecnologia non è praticamente ancora entrata in cantiere”. Lo ha affermato Massimiliano De Rose, presidente della Croil – Consulta Regionale degli Ordini degli Ingegneri della Lombardia, a margine dell’evento ‘La cultura della sicurezza nei cantieri, organizzato a Palazzo Lombardia a Milano dall'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano e dalla stessa Croil. L’obiettivo dell’incontro è contribuire attivamente alla sensibilizzazione della società civile sulla tutela della salute e della sicurezza sul lavoro.  “C'è bisogno di rompere questo paradigma e questa barriera culturale, perché oggi la tecnologia c'è, è a disposizione di tutti e costa poco – aggiunge De Rose, che porta poi un esempio di tecnologia al servizio della sicurezza in ambito domestico che, declinata a dovere, potrebbe raggiungere i cantieri – Nelle nostre case abbiamo i robottini che aspirano e lavano i pavimenti e possiamo mettere delle fotocellule per impedire che cadano dalle scale”. Se abbiamo queste tecnologie "perché non posso” usarle per “impedire ad un escavatore di cadere in uno scavo?”.  Lo stesso vale anche per i passi avanti fatti nell'abbigliamento tecnico, “i piloti di MotoGp e di Formula1 hanno tute con airbag che proteggono in caso di caduta. Non capisco quindi perché l'operaio, invece, debba stare senza indumenti di protezione individuale. Questa situazione è colpa delle istituzioni e degli addetti ai settori, non degli operai, naturalmente – precisa – Questi eventi vanno benissimo per diffondere la cultura della sicurezza, ma poi bisogna anche fare. Una cosa che sicuramente noi, come Ordini e come professionisti, possiamo fare è introdurre noi per primi la sicurezza, perché noi abbiamo ‘la penna’, ossia abbiamo l'opportunità di mettere su carta quelle che sono le cose che vogliamo vedere in cantiere. Dobbiamo quindi avere il coraggio di spendere i soldi che abbiamo per fare piani di sicurezza e per introdurre la tecnologia – conclude – anche contro la volontà delle amministrazioni e delle imprese esecutrici”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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