Verso la luce. Bisogna attraversare il buio per scorgere spazi luminescenti. Giovanna Espa, originaria di San Basilio, e residente a Quartu Sant’Elena, con una malattia invalidante agli occhi, ne ha fatto una narrazione fotografica, 11 scatti, in mostra, gratuitamente, dal 29 giugno al 6 luglio a Palazzo Tirso. È la sua prima esposizione.
Il racconto fotografico si sviluppa per tappe, immagini e riflesso degli stati dell’animo. Nella prima foto gli occhi sono immersi nel buio, specchio di un cuore sopraffatto dal dolore a causa della diagnosi medica, ma, pian piano, l’occhio, protagonista della storia, assume sfumature diverse, il buio e la nebbia si diradano, le farfalle, simbolo di trasformazione e rinascita, volano libere.
Nell’ ultimo scatto, l’autoritratto, Giovanna dà alla luce sé stessa. “Sembra che il volto si nasconda”, spiega, “ma non è un occultarsi dal dolore, al contrario, la nebbia è bianca con qualche sfumatura colorata che mette in risalto il rosso delle mie labbra. Il rossetto mi caratterizza. Mio padre in punto di morte mi disse, perché non hai il rossetto e sono corsa a rimetterlo”. Sono immagini in cui a tratti vi si legge uno stile onirico, surreale e anche iperrealista.

Un lavoro artistico che contiene in sé anche un messaggio di speranza e gratitudine, “La malattia mi ha insegnato a gioire e godere anche delle piccole cose. La famiglia è il mio pilastro. Vivo tutto con serenità, senza problemi, perché sono forte dell’amore che ho”.
Che cos’è per te l’arte? È Pace.
La mostra è frutto di un progetto personale sviluppato all’interno del corso avanzato alla scuola di fotografia di Alessandro Galimberti “La bottega della luce”. Il maestro osserva con orgoglio i progressi di Giovanna, e gioisce perché niente è più importante dello sguardo luminoso degli allievi che con soddisfazione sono riusciti a realizzare qualcosa di speciale, “Le fotografie sono storie a sé e la tecnica si può acquisire a qualunque età.
Ancora una volta Palazzo Tirso apre i suoi spazi ai talenti del territorio, in campo non solo enogastronomico ma anche artistico e sociale – sottolinea il direttore Daniele Bassetti- “uno spazio di dialogo e confronto con la città e con l’intera Isola”.
