Oltre 800 professionisti del settore culturale, in rappresentanza di 479 organizzazioni di 40 paesi, ritengono che il futuro bilancio dell’UE debba includere un programma Europa creativa solido e autonomo.
Mentre la Commissione europea si prepara a presentare la sua prima proposta per il prossimo bilancio a lungo termine dell’UE 2028-2034 a metà luglio, Culture Action Europe ribadisce il suo appello ai decisori politici europei e, soprattutto, al Presidente della Commissione:
- Europa Creativa deve rimanere un programma autonomo dedicato alla cultura e alla creatività.
- Il suo bilancio deve essere aumentato in modo significativo, fino a raggiungere il 2% della spesa totale dell’UE.
Attualmente, Europa Creativa rappresenta solo lo 0,2% del bilancio dell’UE, ovvero 2,44 miliardi di euro in sette anni. Questa cifra è sproporzionata non solo rispetto al contributo economico del settore (un ritorno stimato di 11 euro sul PIL per ogni euro investito), ma anche rispetto al suo valore nel promuovere la coesione sociale, l’identità condivisa e la resilienza in tutta Europa.
È come guardare un film di due ore e vederne proiettati solo 15 secondi. Come tagliare una torta in 500 fette e offrirne solo una agli artisti. Come dedicare alla cultura meno di un giorno sul calendario.
E nessuna metafora può davvero catturare il potere esistenziale e trasformativo di un grande libro, di una performance mozzafiato o di un’audace opera d’arte.
Consideriamo il futuro di Europa Creativa forte, autonomo e accessibile. Un programma che rispetti la libertà artistica, con parametri propri e schemi di finanziamento personalizzati. Un programma che sostenga la diversità, i professionisti emergenti e un’ampia partecipazione culturale.
Alle istituzioni dell’UE diciamo: chiedete. Pagate. Fidatevi.
Non solo artisti e organizzazioni culturali, ma Europa Creativa stessa: una storia di successo comprovata, sostenuta da competenza e reputazione.
