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Urso: “Nostra industria di marca ha soft power”

RedazioneBy Redazione9 Giugno 2025Nessun commento3 Mins Read
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(Adnkronos) – “Il valore della nostra industria di marca non è solo un motore economico e sociale, ma ha un potere superiore: quello del soft power. Questo, in uno scenario di tensioni commerciali, è fondamentale, anche nella prospettiva che i consumatori americani non siano disposti e non saranno disposti a rinunciare al Made in Italy”. Lo ha affermato oggi il ministro delle Imprese e Made in Italy, Adolfo Urso, intervenendo all'assemblea 2025 di Centromarca, in corso a Milano. “Le nostre produzioni sono riconosciute come eccellenze che potrebbero risentire meno dei dazi rispetto ad altri competitor proprio perché hanno una loro unicità” ha aggiunto. “Il valore delle esportazioni italiane nei beni di largo consumo, tra il 2014 e il 2024, è cresciuto in modo incredibile, passando da 3,8 miliardi a quasi 10 miliardi di euro, quasi triplicando il proprio valore. Un traguardo – prosegue il ministro – che ci lascia ottimisti, ma anche un tesoro da preservare, lavorando insieme tra pubblico e privato, ma soprattutto con gli altri Stati membri e con l’Unione Europea”.  Centromarca "rappresenta oltre 2.600 marchi di rilievo, attivi in numerosi settori, in grado di portare il Made in Italy presso i consumatori italiani e sempre più tra quelli internazionali. I vostri quasi 100.000 addetti generano un fatturato di circa 67 miliardi di euro, con un valore complessivo di oltre 87 miliardi lungo tutta la filiera, pari al 4,2% del Pil nazionale". L’Italia "si è posta come leader in Europa per riportare la manifattura al centro della crescita e del benessere. Lo abbiamo fatto presentando sette non paper tematici, documenti di indirizzo di riforma alla Commissione europea e lo abbiamo fatto disegnando una strategia di politica industriale sintetizzata nel Libro che sta per uscire, Libro bianco Made in Italy 2030, cioè una chiara visione strategica che in questo Paese manca da troppi anni". Si tratta di "uno strumento che, accanto alle risorse per le imprese (circa 20 miliardi di euro), si prefigge di orientare le politiche pubbliche – ha spiegato il ministro -, così da rafforzare le filiere produttive, favorire l’innovazione, stimolare la competitività sui mercati internazionali e tutelare le produzioni di qualità". "In questa visione gioca un ruolo rilevante la rinnovata strategia di attrazione degli investimenti, che sta trasformando il nostro Paese nella destinazione preferita di molti capitali esteri: uno strumento che intendiamo utilizzare in modo mirato per sostenere le nostre imprese, preservandone naturalmente l’identità" ha poi concluso Urso. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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