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Anna Maria Basso: “Il fragore del ricordo”

Giulio PisanoBy Giulio Pisano26 Maggio 2025Nessun commento7 Mins Read
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·  Nel suo romanzo Il fragore del ricordo, affronta il tema della memoria e delle malattie neurodegenerative. Cosa l’ha spinta a esplorare questi argomenti così profondi e delicati?

Ho sempre considerato la memoria come un elemento fondamentale per la nostra identità e la continuità narrativa del proprio sé. I ricordi ci aiutano a dare un senso al nostro passato, ma anche a interpretare meglio il nostro presente e a proiettarci con maggiore consapevolezza verso il futuro. Da questa considerazione scaturisce l’attenzione verso il tema della memoria e delle malattie neurodegenerative, ad essa collegate, destinate a diventare purtroppo un problema mondiale per gli anni a venire. Tale considerazione è inoltre sostenuta anche dal mio interesse verso i temi della medicina in generale e delle neuroscienze in particolare.

·  Lara è una giovane neurologa lucana che si trasferisce negli Stati Uniti per inseguire la sua passione per la ricerca. Crede che la sua storia possa rappresentare un modello o uno specchio per molte giovani donne di oggi alle prese con la costruzione di un’identità professionale, spesso lontano da casa?

Ci sono storie che insegnano sempre qualcosa. Quella che ho raccontato, spero che possa rappresentare un modello o uno specchio per altre giovani donne come Lara che trova il coraggio di intraprendere una strada, non priva di incognite e difficoltà, rinunciando a una possibile, più comoda, ma meno soddisfacente sistemazione lavorativa nel territorio in cui vive. A sostenerla è la sua forte passione per la ricerca scientifica nel campo delle patologie neurodegenerative, a cui si aggiunge la preoccupazione per la nonna Adelina che ne soffre. La costruzione di una identità professionale che corrisponda ai propri interessi e alla formazione, raggiunta con i percorsi di studi universitari, non è purtroppo garantita nel nostro paese. È per questo motivo che molti giovani vanno via dalle proprie regioni per poter realizzare i loro obiettivi.

·  Il diario della nonna Adelina rappresenta un filo conduttore potente nella narrazione. Com’è nata l’idea di intrecciare le due linee temporali femminili attraverso questo espediente narrativo?

Ho ritenuto il diario di Adelina l’espediente più efficace per mettere in contatto due vite appartenenti a linee temporali diverse. Lara, da piccola, ama farsi raccontare storie dalla nonna e Adelina, forse spinta da un senso premonitore, decide di raccontarle la sua scrivendola su un quaderno prima che la malattia la privi dei suoi ricordi. In questo modo mi è stato anche possibile evidenziare come i tempi e i retaggi culturali ad essi connessi, possano influenzare i progetti di ogni persona e le loro destinazioni. E in particolar modo quelli delle donne che non godono ancora di una piena parità di genere. Negli anni ’50 Adelina è costretta a ripiegare su una scuola professionale e a rinunciare al suo sogno di diventare medico, perché destinata solo a costruirsi una famiglia. La figlia Marina va alla ricerca di uno stile di vita alternativo, attratta dalla cultura hippie degli anni ’70, per Lara invece non ci sono pregiudizi culturali sfavorevoli, tanto che riesce ad ottenere una borsa di ricerca negli USA e ad emigrare dalla sua terra.

·  Il romanzo si muove tra Napoli, Maratea, Dallas. Il legame con la terra d’origine è molto presente. Che ruolo ha la Basilicata nella sua scrittura?

La mia regione ha un ruolo molto importante soprattutto in questo mio nuovo lavoro narrativo. Parte della narrazione è ambientata a Maratea, uno splendido borgo marino che si affaccia sul golfo di Policastro col suo Cristo Redentore, ma entra tra le pagine anche uno dei borghi storici più suggestivi di Potenza, definita la città verticale dalle cento scale. È in questo territorio che sono nata e cresciuta ed ho osservato il mondo, da questa terra ho ricevuto stimoli per la mia scrittura, trovato spunti per affrontare temi sociali diffusi nella regione e soprattutto quello che caratterizza il fenomeno della fuga dei cervelli. Ma è anche da questo territorio che ho imparato ad apprezzare la bellezza della natura e degli scenari paesaggistici che amo descrivere nelle mie narrazioni.

· Ha pubblicato diverse raccolte poetiche prima di dedicarsi al romanzo. In che modo la sua esperienza poetica influenza la sua prosa?

Credo che il mio percorso poetico abbia influenzato le mie opere di narrativa soprattutto sul piano dello stile linguistico e della struttura della narrazione. Poesia e prosa hanno strutture e approcci espressivi molto differenti tra loro, ma nel passaggio alla scrittura narrativa diventa quasi spontaneo per l’autore utilizzare un linguaggio più ricercato ed evocativo, ricorrere alle figure retoriche e dunque dare più importanza al potere della parola rendendola capace di creare immagini, suoni, atmosfere particolari e di comunicare emozioni più intense.  

· “Il fragore del ricordo” è anche un romanzo corale. Come ha costruito i personaggi secondari, come Jamila e Gregory, che arricchiscono la trama e i temi del libro?

Per rendere efficace la costruzione dei mei personaggi secondari, è stato importante definire con precisione il ruolo e lo scopo che essi dovevano avere all’interno della storia. Jamila e Gregory hanno avuto un ruolo molto integrato con quello dei due personaggi principali. Per cui ho ritenuto necessario definire in maniera più precisa e dettagliata le loro caratteristiche fisiche e sviluppare la loro personalità soprattutto attraverso le loro azioni, i dialoghi e le interazioni con le protagoniste. In tal modo pur essendo secondari hanno contribuito ad arricchire la trama generale del romanzo e a dare corpo alla narrazione con le loro vicende.

· Attraverso il personaggio di Lara, Il fragore del ricordo tocca anche il tema dell’emancipazione femminile e del rapporto tra donne e carriera. Quanto ritiene importante raccontare queste dinamiche nel contesto contemporaneo, soprattutto per ispirare le giovani lettrici?

Ritengo molto importante raccontare queste dinamiche che appartengono al contesto contemporaneo. È fondamentale promuovere la parità di genere e combattere gli specifici stereotipi che limitano spesso le scelte delle giovani donne. Ancora oggi molte di loro sono limitate nella scelta del percorso professionale; il lavoro femminile non è del tutto sostenuto da più efficaci politiche di welfare e da maggiori servizi di assistenza all’infanzia. I ruoli di leadership in vari settori non sono ancora presi in considerazione da molte donne proprio per le difficoltà di dover gestire in contemporanea i bisogni e le esigenze familiari con gli incarichi di lavoro. E ciò continua a consolidare l’egemonia maschile con un impatto negativo sulla società nel suo complesso.

· Coordina circoli di lettura e fa parte di importanti giurie letterarie. Quanto questo impegno nel mondo della lettura ha influenzato la sua scrittura e il suo approccio ai testi?

Interagire con dei lettori può aiutare lo scrittore a comprendere meglio il proprio lavoro i punti critici o di forza della propria scrittura.

I miei impegni come coordinatrice de “I lettori del Basilicata” e le attività di membro di giurie letterarie mi consentono di interagire con altre persone che assumono il compito di valutare le opere di scrittori o poeti. Essere lettori non presuppone di giudicare un testo solo in base al proprio gusto. Occorre tenere in conto della tenuta narrativa e del suo sviluppo, la costruzione e la resa dei personaggi, il linguaggio, lo stile, la correttezza della forma, i punti critici, i punti di forza e altro. Pertanto come scrittrice posso rendermi conto in maniera più diretta dell’impatto di una storia sui lettori e fare una autovalutazione della propria.   

· Il titolo del romanzo è suggestivo e potente. Cosa rappresenta per lei “il fragore” del ricordo?

La parola “fragore” implica un rumore forte, come quello di un tuono che scuote l’aria e le nostre percezioni con molta intensità. Accompagnata al “ricordo” l’espressione vuole esprimere la forza che hanno soprattutto alcune memorie di esplodere nelle teste di chi le rivive, di sconvolgere gli animi, di fare rumore, di lasciare impronte profonde. Questi ricordi assomigliano alle onde di un mare in tempesta che si schiantano sulle scogliere.

· Dopo L’impermanenza e Il fragore del ricordo, sta già lavorando a un nuovo progetto narrativo?

Sì, sto già lavorando ad una nuova idea che è, tuttavia, ancora in fase di elaborazione.

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Giulio Pisano
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Giulio Pisano è una delle figure più influenti del panorama editoriale italiano, noto per il suo ruolo di Senior Editor presso EditReal e per il suo impegno nella valorizzazione della cultura attraverso iniziative innovative e una costante presenza mediatica.

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