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Cultura

Celebrata a Minori una tappa di In Viaggio con Eleonora Duse

Gaetano CataldoBy Gaetano Cataldo18 Maggio 2025Updated:10 Ottobre 2025Nessun commento5 Mins Read
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Nella scorsa serata di ieri 17 maggio, presso l’aula consiliare del Comune di Minori, si è svolto un importante convegno su Eleonora Duse, organizzato dal Progetto Scientifico Internazionale “Duse Centenario” con il patrocinio dell’amministrazione della cittadina in Costiera Amalfitana.

Eleonora Giulia Amalia Duse, è nata a Vigevano il 3 ottobre 1858 e si è spenta a Pittsburgh il 21 aprile 1924, è stata un’attrice teatrale italiana, la più grande dell’epoca ed è considerata tutt’oggi quale simbolo del teatro moderno, anticipando anche l’aspetto enfatico dell’esser diva. Hermann Bahr, critico contemporaneo, la definì la più grande attrice del mondo e, di fatto, Eleonora Duse era acclamata in tutto il mondo, compiendo tournée all’estero recitando sempre in italiano. Soprannominata “divina”, di lei Anton Čechov scrisse «Ho proprio ora visto l’attrice italiana Duse in Cleopatra di Shakespeare. Non conosco l’italiano, ma ella ha recitato così bene che mi sembrava di comprendere ogni parola; che attrice meravigliosa!».

Il progetto “Duse Centenario”, approdato ieri in Costiera Amalfitana, ha visto sin dalla nascita una grande articolazione organizzativa di natura multidisciplinare e non pochi personaggi, tra scrittori, giornalisti ed esponenti del mondo dell’arte e dello spettacolo, che vi hanno aderito; di seguito gli enti proponenti: Ophelia’s friends Cultural Projects e Verso un Nuovo Rinascimento APS; tra i partner gemellati si menzionano la Comunità Montana Valli del Verbano, Publierre Communication, il bookstore Mondadori Milano, La Camelia Collezioni di Vigevano, Biblioteka Publike “Thimi Mitko” Korçë in Albania, Luino TV, OraQuadra.info Magazine, Associazione culturale “ApertaMente”, Apsec – Promozione Scienza Educazione e Cultura, Il Pianeta della Danza di Isabella Sisca, Studio Scopelliti – Ugolini, Associazione della Tuscia, Associazione culturale “…incostieraAmalfitana.it”, Bobino di Milano, VerbumlandiArt APS, La Casa delle Culture di Cosenza, Stravinsky Russkie Motivi, CinqueW News, Università UniTreEdu e Castello di Piea d’Asti.

Con la moderazione di Alfonso Bottone, giornalista e promoter culturale minorese, è intervenuta Stefania Romito, vice-direttrice del giornale “La Voce dell’Alto Verbano” e responsabile del Progetto Duse, e Antonella Monaco, ballerina di danza classica, scrittrice e poetessa.

In occasione della serata di ampio respiro culturale è stata appositamente allestita dagli organizzatori, in anteprima mondiale e in esclusiva per “Duse Centenario, l’esposizione, di inediti cimeli dusiani provenienti dalla prestigiosa raccolta museale privata “La Camelia Collezioni” di Vigevano, curata da Marialuisa Siviero e Alessandra Restelli: la stessa esposizione, in cui faceva bella mostra di sé anche un abito privato di Eleonora Duse, ha affascinato il pubblico, proiettandolo in un’atmosfera di altri tempi.

Nel corso della manifestazione è stata fatta la presentazione di due libri: il primo, un tomo collettaneo dal titolo “Eleonora Duse – Il mito di una Dea”, con la copertina realizzata da Davide Foschi, rientrante nella collana “Nuovo Rinascimento Milano” di Passerino Editore, e curato dalla stessa Stefania Romito. Il libro, per la sua realizzazione, ha visto il contributo dei seguenti saggisti: Maria Cristina Cantàfora, Lidia Caputo, Anna D’Andrea, Marvi del Pozzo, Emilio Filieri, Davide Foschi, Paolo Jachia, Arian Kallço e Jorida Tollkuçi, Rosella Maspero, Antonella Monaco, Simone Saccomani, Lorena Silvia Sambruna, Pino Sassano, Luca Siniscalco, Maria Luisa Siviero, Alessandra Restelli, Larissa Yudina. Il secondo libro, dello stesso editore e compreso nella stessa collana, è stato scritto da Stefania Romito con il titolo di “Il primo amore”, incentrato sulla relazione amorosa tra la diva e Arrigo Boito.

Ad arricchire la disamina dei convenuti alla relazione i video proiettati: collage di immagini, suggestioni, testimonianze sulla vita della divina, sono stati nell’insieme elementi di ulteriore sinestesia ed esperienza immersiva, guidando i presenti nel complesso universo dusiano.

Entro il progetto anche un raro vino: dedicato a Eleonora Duse è il Brandisio in Rosa dell’ammiraglio Oreste Tombolini, a base di primitivo in purezza, e la cui prima bottiglia è stata realizzata nel 2016. La bottiglia, realizzata presso la sede a Carosino, in provincia di Taranto, accompagnerà tutte le tappe del “progetto Duse” e sfoggia l’apposita fascia che attesta la partnership esclusiva a “Duse Centenario”. Il vino rosato, al termine della manifestazione, è stato posto in assaggio con sommo compiacimento ed entusiasmo dei presenti, guidati da Oreste Tombolini attraverso gli elementi che hanno contribuito alla sua realizzazione, dalla storia ai processi produttivi, fino alla scelta della musicoterapia per concentrarne il bagaglio in polifenoli, come dimostrato da evidenze di laboratorio.

Dopo i saluti istituzionali di apertura anche Andrea Reale, primo cittadino minorese, ha dato il suo contributo, dimostrando grande sensibilità per le tematiche affrontate e pieno soddisfacimnento, nonché orgoglio, nell’aver ospitato a Minori una delle tappe più significative del progetto “Duse Centenario”. Impegnata nel suo ruolo di partner e coordinatrice, anche Arcangela “Lilli” Chimenti D’Amicis, fondatrice e direttrice di OraQuadra.info, ha voluto dare un contributo fondamentale alla disamina con le sue forbite osservazioni in merito all’esempio esistenziale di Eleonora Duse, certo non immune al narcisismo patologico di Gabriele D’Annunzio.

Eleonora Duse, non a caso, soleva dire…

«Il fatto è che mentre tutti diffidano delle donne, io me la intendo benissimo con loro! Io non guardo se hanno mentito, se hanno tradito, se hanno peccato – o se nacquero perverse – perché io sento che hanno pianto, – hanno sofferto per sentire o per tradire o per amare… io mi metto con loro e per loro e le frugo, frugo non per mania di sofferenza, ma perché il mio compianto femminile è più grande e più dettagliato, è più dolce e più completo che non il compianto che mi accordano gli uomini.».

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Gaetano Cataldo
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Un destino in viaggio. E il viaggio comprende tutta la persona. Salernitano del ’74. Dagli studi alberghieri e nautici impara le materie da praticare, con l’esperienza e la cultura acquisita nel tempo il gusto per la giusta misura delle cose. Amante dell’Oceano-Mare e del Mondo Vino tanto da farne una doppia esistenza: uno dei mestieri che svolge regolarmente l’ha condotto in molti luoghi e al confronto con altre culture, l’altro gli ha insegnato a gustare ed apprezzarne differenze e sfumature. Navigante e sommelier professionista, Gaetano incarna e traduce il rapporto tra il Vino e il Mare senza tralasciare la terraferma ed i legami malgrado i frequenti cambi di stagione trasversali. Lo si vede di tanto in tanto propinar cibi su qualche yacht di lusso e imporre abbinamenti suoi ai malcapitati oppure in coperta tra la ciurma di cargo, velieri e navi da crociera; ha conseguito un master in food & beverage management e svolge consulenze per ristoranti e cantine; ha ottenuto anche la patente di maestro assaggiatore di salumi ed il diploma di sommelier certificato del sake; è numismatico, pratica il jeet kune do e continua ad indagare da eterno studente attraverso la Cultura del Mare Nostrum, quasi fosse l'alter ego di Corto Maltese ma con un forte attaccamento alla sua terra, così da essere insieme local e global. Ha fondato Identità Mediterranea nel 2016, associazione grazie alla quale ha realizzato Mosaico per Procida, primo vino a celebrare una capitale della cultura, e con la quale promuove la cultura del Mare Nostrum e del Piede Franco. Inoltre, è stato il primo sommelier ad essere ricevuto da un Papa ad un'udienza generale ed è stato nominato Miglior Sommelier dell'Anno alla 31^ edizione del Merano Wine Festival.

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