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Proteggere la Street Art, dall’Università di Pisa le linee guida

RedazioneBy Redazione2 Aprile 2025Nessun commento3 Mins Read
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(Adnkronos) – L'arte urbana è ormai riconosciuta come parte integrante del patrimonio culturale contemporaneo e tuttavia resta una presenza fragile nelle nostre città spesso minacciata da degrado, vandalismo e agenti atmosferici. Per proteggere questa ricchezza, l'Università di Pisa ha lanciato per la prima volta una serie di linee guida con soluzioni innovative e sostenibili. Le indicazioni sono il risultato di SuPerStAr (Sustainable Preservation Strategies for Street Art), un progetto Prin2020 coordinato dall'Ateneo pisano e finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca che ha coinvolto altre quattro università italiane (Torino, Bologna, Milano e Venezia) e il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), con il supporto di enti e amministrazioni locali. La sfida è partita dalla chimica e in particolare dal gruppo guidato dalla professoressa Francesca Modugno del Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell’Università di Pisa. Nei tre anni del progetto, ricercatori e ricercatrici hanno testato e validato tecniche e protocolli sui più importanti murales in tutta Italia: "Tuttomondo" (1989), una delle opere più iconiche di Keith Haring, situata su una parete del Convento di Sant'Antonio a Pisa; "Necesse – Smoe" (2021) realizzato a Milano dopo la pandemia su una parete di 1.300 metri quadrati su cui, dopo la diagnosi in sito e le analisi spettroscopiche, sono stati applicati rivestimenti protettivi per testare la resistenza agli agenti atmosferici; Alessandro Caligaris e Mauro 149 (2013), parte del primo museo a cielo aperto dedicato alla street art in Italia, dove è stata condotta una campagna di analisi spettroscopiche per monitorare il degrado e testare nuove strategie di conservazione. "Le strategie di conservazione e di valorizzazione della street art sono ancora oggi lacunose e lontane dall’essere chiaramente definite – spiega Francesca Modugno – il progetto rappresenta una svolta da questo punto di vista. Le linee guida sviluppate si basano su un approccio scientifico multidisciplinare e tengono conto di diversi aspetti legati alla protezione, al monitoraggio e al restauro delle opere urbane". Si parte dalla documentazione e dal monitoraggio attraverso fotografie ad alta risoluzione, rilievi multispettrali e analisi chimico-fisiche per identificare materiali e tecniche pittoriche. L'utilizzo di sensori, immagini satellitari e rilievi spettroscopici può quindi aiutare a individuare precocemente fenomeni di degrado come sbiadimento dei colori, distacco della pittura o contaminazioni biologiche. Il passo successivo sono i metodi di pulizia. SuPerStAr, ad esempio, ha sperimentato sistemi con laser selettivi e metodi a basso impatto ambientale basati su solventi green per rimuovere graffiti vandalici senza danneggiare la pittura originale. Una ulteriore linea di ricerca ha riguardato la protezione delle opere da umidità e inquinanti atmosferici, grazie all’applicazione di protettivi. "Ma è fondamentale coinvolgere le amministrazioni locali, le comunità e gli artisti per sensibilizzare sul tema e stabilire interventi preventivi a più livelli – sottolinea la professoressa Ilaria Degano, membro del team di ricerca del Dipartimento di Chimica – la speranza è che grazie a SuPerStAr, la conservazione della street art entri in una nuova fase di consapevolezza scientifica, garantendo che le opere più importanti di questo patrimonio urbano possano essere preservate per le future generazioni". Il gruppo di ricerca delle professoresse Modugno e Degano da anni si occupa applicare la chimica ai beni culturali. In particolare, hanno collaborato al progetto Superstar i Dipartimenti di Chimica delle Università di Torino, Bologna, Bari e Venezia, il Politecnico di Milano, tre istituti del Cnr – Istituto di Scienze e Tecnologie Chimiche "Giulio Natta", Istituto di Chimica dei Composti Organometallici, Istituto Scienze per il Patrimonio e il Centro di Conservazione e restauro della venaria reale, in collaborazione con l'Istituto Centrale del Restauro, enti pubblici, restauratori e imprese. —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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