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Cultura

Vallone Scuro Rosato Igt Paestum 2021 di Viticoltori Cocozza

Gaetano CataldoBy Gaetano Cataldo19 Marzo 2025Updated:21 Marzo 2025Nessun commento3 Mins Read
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L’antica popolazione residente ad Agropoli,  storica città definita da sempre la “porta del Cilento”, è stata da sempre dedita alla caccia, alla pesca, all’attività agricola e ai commerci: infatti, frequentata fin dal Neolitico, è stata il fulcro di una civiltà fiorente, sia prima che dopo la fondazione della vicinissima Paestum, e le attività mercantili di Greci, Fenici, Etruschi e Romani, attestate dai ritrovamenti di ancore di diverso tipo sul fondale marino, erano favorite dall’antica baia alla foce del fiume Testene, dominata dal promontorio di Petra, su cui un tempo si ergeva il tempio di Artemide, edificato nel VII secolo; a partire dal IV secolo d.C. il fulcro dei commerci marittimi sarà l’approdo vicino alla Baia Trentova: qui venivano caricate anfore vinarie e olearie sulle navi onerarie destinate alle città più opulente, inclusa l’antica Roma.

Ad Agropoli, borgo dal sapore antico e dal fascino moderno, tanto da riuscire ad attrarre turismo culturale, balneare ed enogastronomico, Costabile Cocozza acquistò negli anni ’60 un’azienda agricola, precisamente in contrada Moio, gettando solide fondamenta per la nascita di Viticoltori Cocozza;  Costabile, venuto a mancare agli inizi degli anni ’80, ha lasciato a suo figlio Giuseppe, ancora minorenne, una grande responsabilità: gestire l’attività nei campi e prendersi soprattutto cura delle vigne. L’eredità storica dei vigneti, coltivata senza prodotti di sintesi, è la mission di Giuseppe Cocozza, il quale ha saputo consolidarsi e specializzarsi sempre più nel ruolo di viticoltore.

Viticoltori Cocozza, nella sua veste attuale, inizia l’attività nel 2000, diventando un punto di riferimento irrinunciabile per il conferimento di uve alle storiche cantine dell’area cilentana. Nel 2021, con una gestione di ben 7 ettari di proprietà, Giuseppe Cocozza, forte delle sue conoscenze agronomiche inaugura una nuova stagione della sua vita con il primo imbottigliamento da uve Aglianico e Fiano.

È così che nasce la linea enologica Vallone Scuro, in onore del ruscello che ha da sempre costituito una via di passaggio entro le terre vitate alle spalle della Baia Trentova: un Fiano, un rosato di Aglianico e un rosso di Aglianico, le cui uve sono tutte allevate a guyot, figli della terra agropolese e del soffio del Mar Mediterraneo, oltre che frutto di rigorose pratiche vitivinicole ed enologiche col più alto senso di sostenibilità e coerenza territoriale. Viticoltori Cocozza è pertanto una cantina diffusa tra le vigne di Agropoli, sospese tra il mare, la collina e le attrazioni archeologiche della Magna Grecia.

Il Vallone Scuro Rosato Igt Paestum 2021 di Viticoltori Cocozza è un vino androgino e non comune alla sua categoria: Il rosa ramato ammanta di luce il calice al suo interno alla rotazione, lasciando un tratto consistente. Le profumazioni sanno di pot-pourri di viola, del fruttato fresco di rosa canina, a cui segue la ginestra, poi la grafite e la nota di scorza d’arancia essiccata. In bocca è piacevolmente affilato e virile con sapidità e acidità quasi alla pari, note di teina e di pompelmo rosa. Eccellente con i paccheri al ragù di totano.

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Gaetano Cataldo
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Un destino in viaggio. E il viaggio comprende tutta la persona. Salernitano del ’74. Dagli studi alberghieri e nautici impara le materie da praticare, con l’esperienza e la cultura acquisita nel tempo il gusto per la giusta misura delle cose. Amante dell’Oceano-Mare e del Mondo Vino tanto da farne una doppia esistenza: uno dei mestieri che svolge regolarmente l’ha condotto in molti luoghi e al confronto con altre culture, l’altro gli ha insegnato a gustare ed apprezzarne differenze e sfumature. Navigante e sommelier professionista, Gaetano incarna e traduce il rapporto tra il Vino e il Mare senza tralasciare la terraferma ed i legami malgrado i frequenti cambi di stagione trasversali. Lo si vede di tanto in tanto propinar cibi su qualche yacht di lusso e imporre abbinamenti suoi ai malcapitati oppure in coperta tra la ciurma di cargo, velieri e navi da crociera; ha conseguito un master in food & beverage management e svolge consulenze per ristoranti e cantine; ha ottenuto anche la patente di maestro assaggiatore di salumi ed il diploma di sommelier certificato del sake; è numismatico, pratica il jeet kune do e continua ad indagare da eterno studente attraverso la Cultura del Mare Nostrum, quasi fosse l'alter ego di Corto Maltese ma con un forte attaccamento alla sua terra, così da essere insieme local e global. Ha fondato Identità Mediterranea nel 2016, associazione grazie alla quale ha realizzato Mosaico per Procida, primo vino a celebrare una capitale della cultura, e con la quale promuove la cultura del Mare Nostrum e del Piede Franco. Inoltre, è stato il primo sommelier ad essere ricevuto da un Papa ad un'udienza generale ed è stato nominato Miglior Sommelier dell'Anno alla 31^ edizione del Merano Wine Festival.

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