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Cultura

Brianò Vino Spumante Brut 2023 di Cantina Palazzo Marchesale

Gaetano CataldoBy Gaetano Cataldo22 Febbraio 2025Nessun commento4 Mins Read
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Nel borgo un tempo appartenente al distretto di Terra di Lavoro e conosciuto con il nome di Frignano Minore, in provincia di Caserta, sorge l’antico palazzo marchesale che dà il nome alla cantina, sorta da un antico sodalizio tra le famiglie Benfidi e Vanacore.

Alcuni cenni storici sul Palazzo Marchesale

Qui nell’attuale Villa di Briano, neo-toponimo cittadino instaurato da una delibera del consiglio comunale del 17 novembre 1950, presieduto dal sindaco Costantino Vanacore, si erge tuttavia lo storico palazzo, un tempo appartenuto alla nobile famiglia Pallavicini, di origini genovesi e che governò un esteso feudo col titolo di marchesato; tantissimi gli aneddoti sullo storico maniero, eccone alcuni: vi sarebbero studi accreditati che testimoniano il passaggio della Sacra Sindone durante il periodo di Corradino di Svevia, da cui si evincerebbe che nei tunnel del palazzo che lo collegavano con un monastero dei cavalieri teutonici, questi avrebbero custodito le bende funeree del Cristo; altri documenti invece vorrebbero il palazzo brianese fosse stato alle origini della dinastia longobarda-bizantina dei Principi Puoti, pronipoti di re Desiderio, ultimo re dei Longobardi, padre di re Adelchi e nonno di re Poto. Pare che la Principessa Yasmin von Hohenstaufen, che nel 2012 ha rivendicato la proprietà del Real Sito di Carditello, sia nata proprio in questo palazzo e che vi sia rimasta solo per quattro anni.

Cantina Palazzo Marchesale, tradizione di famiglia

Durante il periodo di massimo splendore del Regno dei Borbone, i caparbi viticoltori aversani continuarono il millenario allevamento della vite maritata di matrice etrusco-laziale, da cui l’Asprinio di Aversa trae le sue origini, e sin dagli inizi dell’800 le due famiglie, Benfidi e Vanacore, diedero inizio alla produzione dello storico vino grazie alle uve provenienti dai loro tenimenti.

Eredi di una tradizione secolare e sotto l’impulso del raggiungimento della doc nel 1993 per l’Asprinio, i cugini Corrado Benfidi e Leonardo Vanacore portano avanti un’attività vitivinicola pressoché ininterrotta fino ad oggi, con una cantina diffusa che abbraccia vigneti in diverse aree, tra cui una vigna storica ad alberata aversana, da cui provengono i loro cru, la corte familiare e le grotte di tufo, di superba bellezza, scavate a mano e che raggiungono una profondità di 15 metri.

Brianò di Cantina Palazzo Marchesale: la degustazione

Il Brianò Vino Spumante Brut 2023 di Cantina Palazzo Marchesale nasce dalla cooperazione dei due cugini brianesi con gli enologi Stefano Ferrante e Danilo Trabucco per dare vita a bollicine di assoluto appeal territoriale da uve Asprinio in purezza, raccolte rigorosamente durante la vendemmia a mezzo del tipico “scalillo”. Prodotto per un massimo di 4000 bottiglie, il Brianò è frutto della presa di spuma a mezzo del Metodo Martinotti e viene affinato per almeno 3 mesi in bottiglia.

Dalla veste di colore giallo dorato carico, colore desueto per la sua giovinezza, con bollicine persistenti e numerose, il Brianò è intrigante sin dall’aspetto. Al naso, una lieve ed apparente nota ossidativa scompare, lasciando subito spazio alle note agrumate del limone, sia fresco che in forma di caramella, del kiwi giallo e della mela champagne, con un vago ricordo di pera e ananas in scatola, e note di pane appena sfornato. Al sorso è cremoso per la voluttà delle bollicine e la stuzzicante acidità che veicola le note citriche e lievitate precedentemente percepite, con una sapidità di sottofondo che fanno presagire ad una beva più evoluta del metodo di spumantizzazione impiegato. Per quanto il Brianò presenti una beva disinvolta e sbarazzina, oltre ad essere eccellente per l’aperitivo, è decisamente gastronomico e si presta ad una miriade di abbinamenti ma, grazie alla sua buona persistenza ed acidità, si abbina perfettamente alla mozzarella di bufala, a patto che sia quella di Nicola Franzese.

abbinare Asprinio Asprinio di Aversa Asprinio Spumante Benfidi Brianò Briano spumante Caserta Corradino di Svevia Corrado Benfidi Costantino Vanacore Danilo Trabucco Enogastronomia famiglia Pallavicini Frignano Minore Frignano Piccolo Gaetano Cataldo Gaetano Cataldo Food & Beverage Manager Gaetano Cataldo Giornalista Enogastronomico Gaetano Cataldo miglior sommelier 2022 Merano Wine Festival Gaetano Cataldo recensioni Gaetano Cataldo Sommelier Professionista Il Verro Cantina Leonardo Vanacore Metodo Martinotti mozzarella di bufala Nicola Franzese Palazzo Marchesale di Villa di Briano re Adelchi Sacra Sindone Sommelier Spumante Brut Stefano Ferrante Terra di Lavoro Vanacore Villa di Briano Vino wine
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Gaetano Cataldo
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Un destino in viaggio. E il viaggio comprende tutta la persona. Salernitano del ’74. Dagli studi alberghieri e nautici impara le materie da praticare, con l’esperienza e la cultura acquisita nel tempo il gusto per la giusta misura delle cose. Amante dell’Oceano-Mare e del Mondo Vino tanto da farne una doppia esistenza: uno dei mestieri che svolge regolarmente l’ha condotto in molti luoghi e al confronto con altre culture, l’altro gli ha insegnato a gustare ed apprezzarne differenze e sfumature. Navigante e sommelier professionista, Gaetano incarna e traduce il rapporto tra il Vino e il Mare senza tralasciare la terraferma ed i legami malgrado i frequenti cambi di stagione trasversali. Lo si vede di tanto in tanto propinar cibi su qualche yacht di lusso e imporre abbinamenti suoi ai malcapitati oppure in coperta tra la ciurma di cargo, velieri e navi da crociera; ha conseguito un master in food & beverage management e svolge consulenze per ristoranti e cantine; ha ottenuto anche la patente di maestro assaggiatore di salumi ed il diploma di sommelier certificato del sake; è numismatico, pratica il jeet kune do e continua ad indagare da eterno studente attraverso la Cultura del Mare Nostrum, quasi fosse l'alter ego di Corto Maltese ma con un forte attaccamento alla sua terra, così da essere insieme local e global. Ha fondato Identità Mediterranea nel 2016, associazione grazie alla quale ha realizzato Mosaico per Procida, primo vino a celebrare una capitale della cultura, e con la quale promuove la cultura del Mare Nostrum e del Piede Franco. Inoltre, è stato il primo sommelier ad essere ricevuto da un Papa ad un'udienza generale ed è stato nominato Miglior Sommelier dell'Anno alla 31^ edizione del Merano Wine Festival.

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