Close Menu
  • Home
    • Archivio mediterraneaonline
  • Cultura
    • Storie meridiane
    • Arte
      • Art Up
    • Musica
    • Incipit Letterari
    • Libri
      • Ebook
      • Luoghi letterari
      • Poesia
  • Edizioni Speciali
    • 150 Anni Grazia Deledda
    • Panico Covid-19
    • Potere della cultura
    • Turismo Culturale
    • Vacanze Cult
  • Photogallery
  • Blog
  • Economia
  • In Viaggio
    • Miniracconti Erranti
  • Sapori
    • Racconti di viaggio
    • Vini del Mediterraneo
    • Medfood
  • Politica
  • Scienze
  • Naturalistica
    • Cos’è Naturalistica
    • Approfondimenti Naturalistica
    • Redazione Naturalistica
  • News ed Eventi
    • Breaking News
Facebook X (Twitter) Instagram
Facebook X (Twitter) Instagram YouTube LinkedIn
Mediterranea Online
Iscriviti
  • Home
    • Archivio mediterraneaonline
  • Cultura
    • Storie meridiane
    • Arte
      • Art Up
    • Musica
    • Incipit Letterari
    • Libri
      • Ebook
      • Luoghi letterari
      • Poesia
  • Edizioni Speciali
    • 150 Anni Grazia Deledda
    • Panico Covid-19
    • Potere della cultura
    • Turismo Culturale
    • Vacanze Cult
  • Photogallery
  • Blog
  • Economia
  • In Viaggio
    • Miniracconti Erranti
  • Sapori
    • Racconti di viaggio
    • Vini del Mediterraneo
    • Medfood
  • Politica
  • Scienze
  • Naturalistica
    • Cos’è Naturalistica
    • Approfondimenti Naturalistica
    • Redazione Naturalistica
  • News ed Eventi
    • Breaking News
Mediterranea Online
Cultura

Pithecusa Rosso Epomeo Igt 2021 di Tommasone

Gaetano CataldoBy Gaetano Cataldo16 Dicembre 2024Nessun commento5 Mins Read
Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr WhatsApp VKontakte Email
Share
Facebook Twitter LinkedIn Pinterest Email

Ad Ischia, la famosa isola verde, la viticoltura ha una tradizione millenaria, risalente almeno all’VIII secolo a.C., come dimostra il ritrovamento della Coppa di Nestore nella Necropoli di San Montano nel 1955 ed oggi conservata nella storica Villa Arbusto, ubicata sulle alture di Lacco Ameno e recentemente diventata il primo plesso museale ad essere stato insignito della bandiera delle Città del Vino.

La Pietra di Tommasone, sinonimo di vino ischitano di qualità in Campania e nel mondo, persevera nella scia degli Eubei, ossia la stirpe di coloni greci che per primi introdussero sull’isola, allora chiamata “Pithecusa”, l’arte di allevare la vite e di vinificare le uve.

La storia di questa iconica cantina situata a Lacco Ameno ha inizio verso la fine del 1700, anche se ufficialmente nata e registrata alla camera di commercio nel 1870. Siamo precisamente nel comune di Lacco Ameno e le tracce del passato sono ancora visibili nei resti dell’antico palmento: il vecchio torchio di pressatura e la bottaia scavata nel tufo verde, sono le tracce che accompagnano la tradizione vitivinicola della famiglia Monti da oltre 300 anni, unite al sapere tramandato di padre in figlio da ben cinque generazioni. Il bisnonno Pietro, figlio di contadini, è colui che darà inizio alla tradizione vitivinicola che contraddistingue questa storica famiglia del vino. A Pietro, segue il figlio Tommaso, detto “Tommasone“, per arrivare ai giorni nostri con Antonio e la sua grande passione per la ristorazione che, anni fa, l’ha portato a trasferirsi a Colonia per avviare un ristorante di successo. In Germania incontra e sposa Birgit e nascono le figlie, Lucia e Barbara ma Antonio non ha mai dimenticato il forte richiamo per la sua terra e gli insegnamenti di papà Tommaso. Nel 1999, Antonio Monti intraprende la ristrutturazione delle antiche cantine e il reimpianto delle vecchie vigne di proprietà. Oggi, dopo gli studi in viticoltura ed enologia in Germania, e dopo vari stage ed esperienze lavorative in Italia e all’estero, è la figlia Lucia Monti che dal 2009 conduce l’azienda, per continuare il progetto avviato dal padre, avvalendosi di consulenze enologiche prestigiose come quella di Pier Paolo Sirch, in campo agronomico, e di Renato Germini, per quanto attiene alla razionalizzazione degli impianti aziendali, dalla vinificazione all’ imbottigliamento. Con la felice unione in matrimonio di Lucia con l’attuale enologo l’azienda ha saputo consolidare il suo brand: Giuseppe Andreoli infatti ha saputo rispettare, caratterizzare ed interpretare con la sua esperienza la visione della famiglia Monti e proiettarla in un contesto internazionale assieme a sua moglie, mantenendo un’identità spiccatamente isolana, e lanciare La Pietra di Tommasone nella dimensione  dei vini anfora e del cantinamento subacqueo. Infatti, Tommasone è la prima e, al momento, unica azienda vitivinicola ischitana ad aver creato una vera e propria cantina sui fondali del Tirreno, posta a 40 metri di profondità ad un miglio al largo della località di Casamicciola Terme.

Nella misura in cui la gastronomia campana recita che Ischia sia un’isola di terra, ossia dove, per quanto il pescato sia all’ordine del giorno, la tradizione culinaria dispensa prevalentemente verdure, ortaggi ed ingredienti di estrazione contadina, non ultimo il celebre coniglio di fossa, altrettanto si deve poter reputare che il vino non sia del tutto prodotto a base di Biancolella e Forastera, notoriamente a bacca bianca e costituenti il grosso della produzione enologica isolana.

Il Pithecusa Rosso celebra infatti l’antico nome dell’isola flegrea, la gastronomia a base dei sapori di terra e la peculiarità di due vitigni storici campani a bacca rossa, mostrandone un volto inedito per le speciali condizioni pedoclimatiche e la marittimità.

Il Pithecusa Rosso Epomeo Igt 2021 di Tommasone è prodotto con uve Aglianico e Piedirosso, allevate a Guyot su terreni vulcanici ad altimetria variabile tra i 50 e i 250 metri, raccolte manualmente nella seconda metà di ottobre. Dopo la diraspatura ed una soffice pigiatura, segue la fermentazione alcolica a temperatura controllata con lieviti selezionati in acciaio, durante cui il batonnage, eseguito con frequenza, ha contribuito al rilascio degli aromi, donando struttura al mosto. Al termine della fermentazione malolattica il vino è stato trasferito in tonneaux di rovere francese per circa un anno.

Tuttavia di un colore rosso rubino impenetrabile, con riflessi granata e grande consistenza, il Pithecusa Rosso non manca al naso di una certa sferzata iodata, sostituita quasi subito da note da pot-pourri di viola e rose essiccati, dissipate a loro volta dai riconoscimenti di susina e carruba, poi confettura di more e visciole, cacao e polvere di caffè, con sprazzi di ginepro, il sentore di radice di liquirizia e un finale calibrato, lievemente boisé.  Il mélange di Piedirosso e Aglianico, rispettivamente al 40 e 60%, restituisce al vino disinvoltura, austerità ed eleganza al sorso: il paziente lavoro del mare e del vento nel vigneto ha saputo evidentemente levigare con naturalità il tannino, vivo ma non impattante, donando una verticalità più in sapidità che freschezza, con accenti a dir poco da umami. Ritorna in retro-olfattiva la frutta rossa, la prugna, anche se stavolta essiccata, la percezione di scorza d’arancia candita e una nota di tè nero che pare voglia volgere al tabacco. Un abbinamento territoriale è d’obbligo: i bucatini al ragù di coniglio all’ischitana, rigorosamente cotto nel forno a legna, come sanno fare al ristorante Montecorvo.

Abbinamenti Antonio Monti chef biancolella cantinamento subacqueo Casa D'Ambra coniglio di fossa Consorzio Vini dei Campi Flegrei Crateca Vini Eubei Forastera Gaetano Cataldo Gaetano Cataldo Food & Beverage Manager Gaetano Cataldo forastera Gaetano Cataldo giornalista Gaetano Cataldo Ischia Gaetano Cataldo Pithecusa Gaetano Cataldo recensioni Gaetano Cataldo Sommelier Professionista Gastronomia Campana Giuseppe Andreoli ischia Ischia Isola Verde La Pietra di Tommasone Lucia Monti Merano Wine Festival paestum wine festival Piedirosso Renato Germini ricette ristorante Montecorvo Tommasone Vini vini anfora Vini dei Campi Flegrei vini di Ischia vini marittimi Vini rossi vinodabere Ischia Visit Ischia
Share. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr WhatsApp Email
Previous ArticleErrori comuni nella gestione delle note spese e come fornire un’app ai dipendenti può risolvere la situazione
Next Article Associazione enologi Sardegna: costruiamo una cantina in Tanzania!
Gaetano Cataldo
  • Facebook
  • Instagram
  • LinkedIn

Un destino in viaggio. E il viaggio comprende tutta la persona. Salernitano del ’74. Dagli studi alberghieri e nautici impara le materie da praticare, con l’esperienza e la cultura acquisita nel tempo il gusto per la giusta misura delle cose. Amante dell’Oceano-Mare e del Mondo Vino tanto da farne una doppia esistenza: uno dei mestieri che svolge regolarmente l’ha condotto in molti luoghi e al confronto con altre culture, l’altro gli ha insegnato a gustare ed apprezzarne differenze e sfumature. Navigante e sommelier professionista, Gaetano incarna e traduce il rapporto tra il Vino e il Mare senza tralasciare la terraferma ed i legami malgrado i frequenti cambi di stagione trasversali. Lo si vede di tanto in tanto propinar cibi su qualche yacht di lusso e imporre abbinamenti suoi ai malcapitati oppure in coperta tra la ciurma di cargo, velieri e navi da crociera; ha conseguito un master in food & beverage management e svolge consulenze per ristoranti e cantine; ha ottenuto anche la patente di maestro assaggiatore di salumi ed il diploma di sommelier certificato del sake; è numismatico, pratica il jeet kune do e continua ad indagare da eterno studente attraverso la Cultura del Mare Nostrum, quasi fosse l'alter ego di Corto Maltese ma con un forte attaccamento alla sua terra, così da essere insieme local e global. Ha fondato Identità Mediterranea nel 2016, associazione grazie alla quale ha realizzato Mosaico per Procida, primo vino a celebrare una capitale della cultura, e con la quale promuove la cultura del Mare Nostrum e del Piede Franco. Inoltre, è stato il primo sommelier ad essere ricevuto da un Papa ad un'udienza generale ed è stato nominato Miglior Sommelier dell'Anno alla 31^ edizione del Merano Wine Festival.

Articoli correlati

Tre poesie dell’autore Yari Lepre Marrani

3 Settembre 2026

Senza età sulle punte del benessere. Sempre più adulti scelgono di danzare.

31 Agosto 2026

Fiero che abbiano levato di mezzo Sigfrido Ranucci, difendo il libero pensiero

29 Agosto 2026

Successo di pubblico per la 2^ Edizione di Caseus

26 Agosto 2026

Comments are closed.

Facebook X (Twitter) Instagram Pinterest
© 2026 ThemeSphere. Designed by ThemeSphere.

Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.