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Cultura

La Locanda Nonna Rosa celebra il matrimonio tra baccalà e tartufo

Gaetano CataldoBy Gaetano Cataldo9 Dicembre 2024Nessun commento4 Mins Read
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Se un forestiero, non esperto in ristorazione campana e della geogastrosofia dei luoghi, si trovasse per caso a Somma Vesuviana e gli venisse portato il menu con la lista delle pietanze e s’accorgesse che è rivestito in pelle autentica di baccalà, non avrebbe alcun dubbio: sta sedendo sicuro ad uno dei tavoli della Locanda Nonna Rosa e saprà qual è l’ingrediente che domina nella cucina di Vincenzo Nocerino.

Una famiglia dedita all’interpretazione culinaria del baccalà

Infatti, se è vero che la cittadina vesuviana pullula di locali con proposte a base di baccalà, e qui ci sta poco da sorprendersi vista la tradizione sommese, è altrettanto palese che solo alla Locanda Nonna Rosa è celebrato dentro e fuori dal menu, persino come elemento che compone fisicamente la copertina del menu, idea di Rosaria Truvolo, moglie di Vincenzo, dando un’equivocabile evidenza di quale ingrediente sia la colonna portante del ristorante e conferendo una sensazione sia visiva che tattile anche all’ospite più distratto.

La Locanda Nonna Rosa è il luogo consacrato per eccellenza, dove la cucina celebra a 360° il suo ingrediente principe, prodotto esclusivamente dalla salagione del merluzzo nordico grigio, di cui la Campania è tra le maggiori regioni italiane a consumarlo.

La locanda porta il nome della nonna di Vincenzo Nocerino, cresciuto a pochi passi dal suo locale odierno, presso l’emporio di uno dei più importanti commercianti di baccalà dell’area vesuviana, consentendogli di coglierne tutti i segreti. Nel frattempo anche Rosaria, originaria di una famiglia di ristoratori, inizierà a fare palestra nell’arte dell’accoglienza e, dopo un’importante esperienza formativa di Vincenzo in Germania, presso il ristorante di suo fratello, il loro amore darà vita al ristorante nel 2012 e a loro figlio Alessio Nocerino, anima innovativa di tantissime ricette. Grazie ad un rinnovamento sobrio avvenuto nel 2020, la Locanda Nonna Rosa indossa una veste elegante e accogliente, dove senz’altro gli elementi vulcanici e partenopei restano parte integrante di una location che si può considerare l’atelier del baccalà per antonomasia.

Per Vincenzo Nocerino baccalà fa rima con creatività e stagionalità

La Locanda Nonna Rosa è il punto di riferimento più significativo per gli amanti del baccalà e, oltre a celebrare questa prelibatezza ittica in ogni sua espressione, avvalora gli ingredienti locali, come ad esempio il Piennolo e la Pellecchiella del Vesuvio, celebrando la stagionalità.

E proprio in onore della stagionalità la Locanda Nonna Rosa nella serata di giovedì 12 dicembre celebrerà il matrimonio tra il baccalà e il tartufo con un menu a dir poco spaziale, estroverso e intrigante: si inizia con delle entrée di benvenuto come il bon bon ripieno di baccalà e tartufo bianco, poi una cialdina con tuorlo marinato baccalà e tartufo bianco ed infine una tartelletta con tartare di carne, maionese di alici e tartufo nero; gli antipasti vedranno invece una tartare di baccalà con tuorlo d’uovo fondente e tartufo bianco e un ragù di patate novelle, spuma di parmigiano stagionato 36 mesi e tartufo nero uncinato. Ben due i primi piatti: tagliolino fresco al burro con mela verde, baccalà affumicato e tartufo bianco, poi risotto alla rapa rossa, nocciola e tartufo nero uncinato. Il secondo piatto previsto per questa sontuosa cena sarà costituito da baccalà cotto a bassa temperatura con cavolfiore, salsa allo champagne e tartufo nero uncinato. Dopo un pre-dessert a sorpresa, a coronamento del menu, ci sarà un tiramisù con gelato al tartufo bianco e la piccola pasticceria della casa. Sembra proprio vi siano tutte le premesse per gioire di un matrimonio straordinario e decisamente gustoso, tra il re della cucina di Somma Vesuviana e il tartufo bianco. Non resta che affrettarsi e scoprire se vi siano ancora posti liberi.

Per info e prenotazioni

La locanda di Nonna Rosa a Somma Vesuviana

Via Mercato Vecchio 106

Mobile 3395834227

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Gaetano Cataldo
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Un destino in viaggio. E il viaggio comprende tutta la persona. Salernitano del ’74. Dagli studi alberghieri e nautici impara le materie da praticare, con l’esperienza e la cultura acquisita nel tempo il gusto per la giusta misura delle cose. Amante dell’Oceano-Mare e del Mondo Vino tanto da farne una doppia esistenza: uno dei mestieri che svolge regolarmente l’ha condotto in molti luoghi e al confronto con altre culture, l’altro gli ha insegnato a gustare ed apprezzarne differenze e sfumature. Navigante e sommelier professionista, Gaetano incarna e traduce il rapporto tra il Vino e il Mare senza tralasciare la terraferma ed i legami malgrado i frequenti cambi di stagione trasversali. Lo si vede di tanto in tanto propinar cibi su qualche yacht di lusso e imporre abbinamenti suoi ai malcapitati oppure in coperta tra la ciurma di cargo, velieri e navi da crociera; ha conseguito un master in food & beverage management e svolge consulenze per ristoranti e cantine; ha ottenuto anche la patente di maestro assaggiatore di salumi ed il diploma di sommelier certificato del sake; è numismatico, pratica il jeet kune do e continua ad indagare da eterno studente attraverso la Cultura del Mare Nostrum, quasi fosse l'alter ego di Corto Maltese ma con un forte attaccamento alla sua terra, così da essere insieme local e global. Ha fondato Identità Mediterranea nel 2016, associazione grazie alla quale ha realizzato Mosaico per Procida, primo vino a celebrare una capitale della cultura, e con la quale promuove la cultura del Mare Nostrum e del Piede Franco. Inoltre, è stato il primo sommelier ad essere ricevuto da un Papa ad un'udienza generale ed è stato nominato Miglior Sommelier dell'Anno alla 31^ edizione del Merano Wine Festival.

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