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Sapori

Rea, l’Olio Extravergine strutturato del Frantoio Torretta

Gaetano CataldoBy Gaetano Cataldo1 Dicembre 2023Nessun commento2 Mins Read
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Lo racconta il paesaggio della periferia dalle colline ondulate, colme di ulivi, e lo attesta pure il lavoro costante della famiglia Provenza: la città di Battipaglia, oltre che della mozzarella di bufala campana, è capitale dell’olio extravergine di oliva o, quantomeno, uno tra i più importanti distretti dell’olivicoltura del sud Italia.

Sorto nel 1960 il Frantoio Torretta diventa subito un punto di riferimento per gli olivicoltori, radunando nel tempo circa 160 soci e apportando costanti migliorie, tanto da edificare un nuovo e più prestazionale stabilimento, sempre in via serroni, nella prima decade degli anni ’90.

Oggi alla terza generazione e capitanato da Maria Provenza, il Frantoio Torretta non ha mai smesso di perseguire la qualità e il perfezionamento di tutti i processi di filiera, tanto da vincere numerosi riconoscimenti, non ultimi quelli di quest’anno della guida del Gambero Rosso: infatti il Dafne, di cui abbiamo già parlato qui, vince le tre foglie, ma è Rea il protagonista di questo pezzo.

Prodotto dalle varietà Rotondella, Frantoio e Carpellese, rispettivamente al 10, 40 e 50%, il Rea Olio Extravergine di Oliva Dop delle Colline salernitane ha ottenuto anch’esso degli importanti riconoscimenti.

Dal colore oro intenso e piacevolmente denso, il Rea profuma di foglia di olivo, kiwi e mela verde, cicoria selvatica e basilico disidratato, con accenni di pomodoro, sedano e pepe bianco. Avvolgente e voluttuoso al palato, grazie a un sorso che crea volume, presenta un tocco umami delicato, con nota ammandorlata e piccante con buona persistenza. Con i suoi 92 grammi di grassi totali, di cui 10 saturi per 100 ml di prodotto, questo olio evo presenta una bella connotazione materica, la struttura e l’austera eleganza del nome della dea di cui porta il nome. È stata assaggiata, mea culpa, una bottiglia del 2021: questo dimostra però quanto il Frantoio Torretta lavori con materia prima di pregio e quanto i suoi metodi di lavorazioni siano precisi, tanto da rendere un prodotto di due anni stabile e godibilissimo. Sconsigliando di consumarlo ad oltre un anno dalla produzione comunque, onde non perderne tutto il potenziale, il Rea persino oggi si presta ad accompagnare un abbinamento intrigante, quanto complesso: una pita spalmata con baba ganoush che abbia, oltre alla tahina, un pizzico di cumino.

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Gaetano Cataldo
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Un destino in viaggio. E il viaggio comprende tutta la persona. Salernitano del ’74. Dagli studi alberghieri e nautici impara le materie da praticare, con l’esperienza e la cultura acquisita nel tempo il gusto per la giusta misura delle cose. Amante dell’Oceano-Mare e del Mondo Vino tanto da farne una doppia esistenza: uno dei mestieri che svolge regolarmente l’ha condotto in molti luoghi e al confronto con altre culture, l’altro gli ha insegnato a gustare ed apprezzarne differenze e sfumature. Navigante e sommelier professionista, Gaetano incarna e traduce il rapporto tra il Vino e il Mare senza tralasciare la terraferma ed i legami malgrado i frequenti cambi di stagione trasversali. Lo si vede di tanto in tanto propinar cibi su qualche yacht di lusso e imporre abbinamenti suoi ai malcapitati oppure in coperta tra la ciurma di cargo, velieri e navi da crociera; ha conseguito un master in food & beverage management e svolge consulenze per ristoranti e cantine; ha ottenuto anche la patente di maestro assaggiatore di salumi ed il diploma di sommelier certificato del sake; è numismatico, pratica il jeet kune do e continua ad indagare da eterno studente attraverso la Cultura del Mare Nostrum, quasi fosse l'alter ego di Corto Maltese ma con un forte attaccamento alla sua terra, così da essere insieme local e global. Ha fondato Identità Mediterranea nel 2016, associazione grazie alla quale ha realizzato Mosaico per Procida, primo vino a celebrare una capitale della cultura, e con la quale promuove la cultura del Mare Nostrum e del Piede Franco. Inoltre, è stato il primo sommelier ad essere ricevuto da un Papa ad un'udienza generale ed è stato nominato Miglior Sommelier dell'Anno alla 31^ edizione del Merano Wine Festival.

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