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Mediterranea Online
Vini del Mediterraneo

Peperosso Igt Paestum 2020 dell’Azienda Agricola Rosa Pepe

Gaetano CataldoBy Gaetano Cataldo11 Giugno 2023Updated:13 Giugno 2023Nessun commento4 Mins Read
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Il comune di Castel San Lorenzo supera di poco i 2200 abitanti, fa parte della provincia di Salerno ed è compreso nel Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano. Dista dalla costa tirrenica, con un’elevazione dal livello del mare di 358 metri, soltanto 26 km, è attraversato dal fiume Calore Lucano e circondato da boschi, la cui flora è costituita principalmente da Macchia Mediterranea e castagneti, in cui è facile imbattersi in cinghiali, volpi e fagiani. Il centro storico di questo borgo cilentano è fatto risalire al Medioevo, ne costituisce un esempio il palazzo dei principi Carafa; la presenza di un piccolo Museo della Civiltà Contadina si prepone non soltanto l’obiettivo di raccogliere materiale testimoniante il mondo rurale, bensì di avvicinare i giovani alle tradizioni ed alla cultura agricola, molto sentita in queste terre: non a caso Castel San Lorenzo costituisce da sempre un rinomatissimo distretto vitivinicolo, elevato a denominazione di origine controllata nel ’91, ed è famoso anche per la produzione di olio extravergine di oliva.

In questa area lussureggiante del Cilento è stata fondata l’Azienda Agricola Rosa Pepe, precisamente nel 2014, il cui logo è un omaggio alla nonna dell’omonima proprietaria, che ne porta il nome, e che rappresenta le iniziali sulla federa di un cuscino ricamato a mano, datato 1870, rimarcando l’origine familiare di questa realtà aziendale: Rosa Pepe appartiene infatti ad un ramo di storici frantoiani e olivicoltori da parte materna e di viticultori da parte paterna… infatti suo nonno è stato socio fondatore di quella che è stata la storica Cantina Sociale di Castel San Lorenzo, coinvolgendo pertanto i genitori di Rosa nel mestiere del vino e dell’olio.

Rosa Pepe in uno dei suoi vigneti

L’azienda consta di tre corpi aziendali, a circa 2 km l’uno dall’altro: la sede legale è presente nel comune di Castel San Lorenzo in località San Paolo, circondata da un frutteto e castagneto, mentre il vigneto si trova in località Farneta e l’oliveto è presente in località Olivella, ricadente però nel comune di Roccadaspide. A quattro anni dalla sua fondazione la realtà agricola di Rosa Pepe è entrata a far parte delle 68 aziende del Parco Nazionale del Cilento autorizzate a fregiarsi del marchio del Parco sulle etichette dei loro prodotti: uno step fondamentale a conferma che il senso di appartenenza al territorio e la serietà dell’azienda, rispettosa dei parametri stabiliti dal disciplinare e praticante la procedura di qualità Geo-Bio®, vengono monitorati, riconosciuti e ricompensati degli sforzi.

Il vino PepeRosso, assaggiato per essere proposto ai lettori di Mediterranea Online, è esposto al Museo degli Artisti Contemporanei del Terzo Millennio, sito nel comune di Policastro Bussentino, nella sezione di tecnica, arte della conoscenza, del sapere e della tradizione. In etichetta “L’Attesa” del maestro Antonio Balbi da Roccagloriosa, a ricordare la campagna vitivinicola del 2017 caratterizzata da gelate primaverili e da un lungo periodo di siccità.

Queste le caratteristiche sensoriali del PepeRosso Igt Paestum 2020: rosso rubino cupo, di media consistenza. Naso rustico ed un po’ uggioso, con riconoscimenti più vegetali che fruttati, da cui si evince una soffusa nota di mora selvatica e pot pourri di fiori rossi, nota di foglia di pomodoro, peperone crusco essiccato, pepe nero e talco mentolato. Vibra decisamente più in bocca: sorso intrigante, con succosità e sapidità, oltre che un tannino finale non invadente ma che richiede succulenze nel cibo e buona compagnia a tavola. Al sorso la nota piperita è più evidente, arriva un sottofondo di scorza di arancia, tabacco nero e il ricordo del raspo. Prodotto da un blend di uve Barbera, Sangiovese e Cabernet Sauvignon, raccolte a mano, questo vino si presenta in definitiva genuino, sostanzioso, fatto per tavole allegre e pietanze della tradizione culinaria cilentana.

Antonio Balbi assaggiare il vino azienda agricola Barbera Cabernet Sauvignon Cabernet Sauvignon Gaetano Cataldo Carafa Castel San Lorenzo Cilento cucina cilentana Fiume Calore Gaetano Cataldo Assaggiatore Gaetano Cataldo Food & Beverage Manager Gaetano Cataldo giornalista Gaetano Cataldo Navigante e Sommelier Geo Bio Identità Mediterranea Igt Paestum il profumo del vino miglior sommelier dell'anno Museo della Civiltà Contadina Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano Rosa Pepe Sangiovese Gaetano Cataldo Vigneto Vino Rosso Viticultura
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Gaetano Cataldo
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Un destino in viaggio. E il viaggio comprende tutta la persona. Salernitano del ’74. Dagli studi alberghieri e nautici impara le materie da praticare, con l’esperienza e la cultura acquisita nel tempo il gusto per la giusta misura delle cose. Amante dell’Oceano-Mare e del Mondo Vino tanto da farne una doppia esistenza: uno dei mestieri che svolge regolarmente l’ha condotto in molti luoghi e al confronto con altre culture, l’altro gli ha insegnato a gustare ed apprezzarne differenze e sfumature. Navigante e sommelier professionista, Gaetano incarna e traduce il rapporto tra il Vino e il Mare senza tralasciare la terraferma ed i legami malgrado i frequenti cambi di stagione trasversali. Lo si vede di tanto in tanto propinar cibi su qualche yacht di lusso e imporre abbinamenti suoi ai malcapitati oppure in coperta tra la ciurma di cargo, velieri e navi da crociera; ha conseguito un master in food & beverage management e svolge consulenze per ristoranti e cantine; ha ottenuto anche la patente di maestro assaggiatore di salumi ed il diploma di sommelier certificato del sake; è numismatico, pratica il jeet kune do e continua ad indagare da eterno studente attraverso la Cultura del Mare Nostrum, quasi fosse l'alter ego di Corto Maltese ma con un forte attaccamento alla sua terra, così da essere insieme local e global. Ha fondato Identità Mediterranea nel 2016, associazione grazie alla quale ha realizzato Mosaico per Procida, primo vino a celebrare una capitale della cultura, e con la quale promuove la cultura del Mare Nostrum e del Piede Franco. Inoltre, è stato il primo sommelier ad essere ricevuto da un Papa ad un'udienza generale ed è stato nominato Miglior Sommelier dell'Anno alla 31^ edizione del Merano Wine Festival.

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