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NURARCHEOFESTIVAL 2022

RedazioneBy Redazione29 Luglio 2022Updated:29 Luglio 2022Nessun commento3 Mins Read
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Giuliana Musso
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Doppio appuntamento di richiamo domani, sabato 30 luglio, al NURARCHEOFESTIVAL, a Nurri, al Nuraghe Sardajara, sotto le insegne del Crogiuolo. Alle 22 sarà in scena Giuliana Musso, una delle signore del nostro teatro contemporaneo, attrice, autrice, regista di grande sensibilità (Premio Hystrio per la drammaturgia 2017, Premio della Critica 2021, ha dedicato gli ultimi vent’anni alla scrittura e l’interpretazione di spettacoli di teatro d’indagine), che propone MIO EROE, di cui cura testo e regia, con la collaborazione alla drammaturgia di Alberto Rizzi, le musiche eseguite da Andrea Musto (produzione La Corte Ospitale).

Il tema generale è la guerra contemporanea, il soggetto è ispirato alla biografia di alcuni dei 53 militari italiani caduti in Afghanistan durante la missione ISAF (2001- 2014), la voce è quella delle loro madri, che testimoniano con devozione la vita dei figli che non ci sono più, ne ridisegnano il carattere, il comportamento, gli ideali. Costruiscono un altare di memorie personali che trabocca di un naturale amore per la vita. Cercano parole e gesti per dare un senso al loro inconsolabile lutto ma anche all’esperienza della morte in guerra, in tempo di pace.

Nell’alveo di questi racconti intimi, a tratti lievi, a tratti drammatici, prende però forza e si fa spazio un discorso etico e politico. In Mio Eroe la voce stigmatizzata della madre dolorosa esce dagli stereotipi e si pone interrogativi puntuali sulla logica della guerra, sull’origine della violenza come sistema di soluzione dei conflitti, sul mito dell’eroe e sulla sacralità della vita umana.

Il dolore delle madri può superare la retorica militaristica che impedisce di ragionare sulla guerra quando si è di fronte al feretro coperto dal tricolore e in queste testimonianze femminili il tema della pace e quello della maternità risuonano per quello che ancora sono: pubblicamente venerati e segretamente dileggiati. Solo alla fine del monologo sarà forse visibile, come una filigrana in controluce, che la voce delle madri piangenti è la voce della razionalità umana.

Prima, alle 20.30, con la regia proprio di Giuliana Musso, arriva per la prima volta in Sardegna CATTIVO, monologo tratto dall’omonimo romanzo di Maurizio Torchio, adattamento del testo ed interpretazione di Tommaso Banfi, attore di solida formazione fra teatro e cinema (musiche, progetto sonoro e disegno luci di Claudio Parrino, scene di Francesco Fassone).

Il testo di questo monologo nasce dal romanzo di Torchio “Cattivi” (Einaudi, 2015). Secondo romanzo dell’autore, ha per protagonista un detenuto condannato all’ergastolo e “dimenticato” nella cella di isolamento di un carcere-isola. Una scrittura tesa e sospesa, una voce che ascolta mentre dice, che a volte abdica senza resistenza al silenzio e che diventa gesto, sospiro, sguardo. Un racconto a tratti lirico, come quando osserva dall’alto il mondo-carcere o il tempo immobile dell’isolamento, a tratti essenziale e semplice come l’umanità resiliente del protagonista. La vita prima, la vita dopo, l’istante del crimine che segna l’intera esistenza, la nudità della propria colpa: la poesia si annida nei dettagli degli eventi, nei particolari dove la vita del carcere si raccoglie. La forza poetica di questo monologo sta anche nella recitazione di Tommaso Banfi, così tecnicamente sofisticata da far scomparire l’attore e dimenticare ogni teatralità.

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