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La palamita di Peppe Guida, una ricetta ispirata a Procida

Gaetano CataldoBy Gaetano Cataldo21 Marzo 2022Updated:21 Marzo 2022Nessun commento3 Mins Read
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Tutti quelli che lo conoscono sanno che una delle frasi che meglio sintetizza il pensiero e la cucina di Peppe Guida, chef e patron dell’Antica Osteria Nonna Rosa, è la seguente: “Le mani nella Terra e gli occhi verso il Mare”. Da qui nasce anche il principio secondo il quale chi come lui padroneggia la gastronomia della regione Campania, specialmente se parliamo di Penisola Sorrentina, ha una marcia in più, ossia quella di saper valorizzare cucina contadina e marinara assieme, il gusto dei prodotti dell’entroterra al pescato stagionale.

La sensibilità di Peppe Guida è tanta per il territorio, lo dimostra anche il fatto che è uno dei pochi ristoratori campani, disseminati su tutto il territorio regionale, ad aver dato fiducia ad un progetto di valore come Mosaico per Procida, mediante cui è stato possibile iscrivere la nostra Capitale Italiana della Cultura 2022 nell’elenco delle Città dei Vino grazie a libere donazioni come la sua, raccolte da Identità Mediterranea.

Sensibilità che nasce innanzitutto da pensieri buoni, quelli ispirati anche dalla prestigiosa nomina della piccola isola partenopea e che si riflettono nella cucina e sulla creatività di Peppe Guida, tra l’altro incoronato “Re della Pasta” da Uqonic Chefs, una piattaforma di premium culinary delivery che mette in contatto il pubblico con chef iconici provenienti da tutto il mondo, creando così una esclusiva comunità culinaria globale.

Infatti lo chef ha pensato bene, giusto qualche tempo fa, di dedicare una ricetta proprio alla bella Procida, dimostrando quanto “fare avanguardia nella tradizione” sia altro fattore determinante nella sua arte culinaria e che qualifica ulteriormente il suo modo di interpretare la materia prima, evidenziando la complessità di riuscire ad esaltare le cose semplici.

Vi raccontiamo la sua Cotoletta di Palamita e Maionese di Limoni di Procida…

Occorre un filetto di palamita con passaggio nell’abbattitore, dei limoni procidani o che siano comunque biologici e che posseggano una buona quantità di olii essenziali, farina, uova, pangrattato, un cipollotto, poco aglio e del prezzemolo, sale ed olio extravergine di oliva con infine olio per friggere.

Dopo aver lavato ed asciugato accuratamente l’agrume, rimuovendo tutti i semi, si vanno ad aggiungere il prezzemolo, un’idea di aglio, sale ed olio evo in un bicchiere di sufficiente capienza, usando il frullatore ad immersione per ottenere una crema della consistenza della maionese. Per il filetto si dovrà avere cura di passarlo prima nella farina, poi nell’uovo ed infine nel pane grattugiato, quindi friggerlo in profondità in olio bollente il tempo appena che si formi una crosticina bella dorata. Tagliato il filetto in bocconi succulenti con accanto la maionese si andranno ad aggiungere alcune rondelle di cipollotto fresco.

Abbiamo chiesto allo chef Peppe Guida da cosa sia nata questa ricetta tipicamente mediterranea e queste sono state le sue parole:

“Se penso a Procida mi vengono in mente due cose: il mare ed i limoni, grandi e di un profumo spettacolare. Chi mi conosce sa che ho un debole per gli agrumi e per i limoni in particolare. Per questo piatto sono partito da un piatto tipico di Procida, ossia l’insalata di limoni, fresca, dal sapore intenso e delicato insieme. Quindi mi sono chiesto… perché non farne una sorta di maionese? L’abbinamento col pescato è stato facile, anche perché la palamita è uno dei miei pesci preferiti”.

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Un destino in viaggio. E il viaggio comprende tutta la persona. Salernitano del ’74. Dagli studi alberghieri e nautici impara le materie da praticare, con l’esperienza e la cultura acquisita nel tempo il gusto per la giusta misura delle cose. Amante dell’Oceano-Mare e del Mondo Vino tanto da farne una doppia esistenza: uno dei mestieri che svolge regolarmente l’ha condotto in molti luoghi e al confronto con altre culture, l’altro gli ha insegnato a gustare ed apprezzarne differenze e sfumature. Navigante e sommelier professionista, Gaetano incarna e traduce il rapporto tra il Vino e il Mare senza tralasciare la terraferma ed i legami malgrado i frequenti cambi di stagione trasversali. Lo si vede di tanto in tanto propinar cibi su qualche yacht di lusso e imporre abbinamenti suoi ai malcapitati oppure in coperta tra la ciurma di cargo, velieri e navi da crociera; ha conseguito un master in food & beverage management e svolge consulenze per ristoranti e cantine; ha ottenuto anche la patente di maestro assaggiatore di salumi ed il diploma di sommelier certificato del sake; è numismatico, pratica il jeet kune do e continua ad indagare da eterno studente attraverso la Cultura del Mare Nostrum, quasi fosse l'alter ego di Corto Maltese ma con un forte attaccamento alla sua terra, così da essere insieme local e global. Ha fondato Identità Mediterranea nel 2016, associazione grazie alla quale ha realizzato Mosaico per Procida, primo vino a celebrare una capitale della cultura, e con la quale promuove la cultura del Mare Nostrum e del Piede Franco. Inoltre, è stato il primo sommelier ad essere ricevuto da un Papa ad un'udienza generale ed è stato nominato Miglior Sommelier dell'Anno alla 31^ edizione del Merano Wine Festival.

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