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Vini del Mediterraneo

Quinta do Carmo Vinho Regional Alentejano 1998 di Bacalhôa Vinhos de Portugal

Gaetano CataldoBy Gaetano Cataldo1 Marzo 2022Updated:6 Marzo 2022Nessun commento5 Mins Read
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Ci sono delle bottiglie che incredibilmente mantengono una carica esplosiva e complessiva in tutte le loro sfumature, regalando a distanza di anni non soltanto il piacere di una beva edonistica ma anche quello di ripercorrere le tappe storiche di annate, di cantine e territori di origine.

Il 1998 non è affatto un anno casuale: papa Giovanni Paolo II approda a Cuba il 21 gennaio e durante una visita pastorale incontra Fidel Castro, il 2 maggio il Consiglio dei Ministri Europei annuncia ufficialmente la nascita della moneta unica, faccenda che dimostrerà col tempo quanto Romano Prodi c’abbia preso, Larry Page e Sergey Brin fondano ufficialmente la Google, esattamente il 4 settembre. In Italia, non benissimo: il 5 maggio le località di Sarno, Quindici, Bracigliano e Siano, vengono colpite da gravissimi fenomeni franosi e rapide colate di fango, provocando la distruzione di molte abitazioni e la morte di 137 persone nella sola Sarno, Marco Pantani vince il Tour de France il 2 agosto, mentre il 9 settembre invece Lucio Battisti si spegne per sempre nella città di Milano. Vi direi di come, nell’ottobre di quell’anno, un cuore spezzato trova riparo in Egitto, tra Al-Qarafa al-Kobra al Cairo, la cittadella di Qaitbay ed il ristorante Samakmak, di proprietà di una ex danzatrice del ventre innamorata di Venezia, lì ad Alessandria d’Egitto ed al sacrario di El Alamein nei pressi di Marsa Matrouh, dove mancò la fortuna non il valore e si rinuncia volentieri ad una notte desertica a Quota 33 per non sconsacrare la nobile memoria di quel luogo voluto dall’ingegnere Paolo Caccia Dominioni, ufficiale del Genio Alpini e comandante del XXXI battaglione guastatori di quel corpo, dislocato in Africa Settentrionale durante la seconda guerra mondiale, rimasto oltre il conflitto per seppellire i resti mortali dei suoi compagni. Potrei, ma questa è un’altra storia che non so se ho voglia di raccontare, sono passati più di vent’anni in fondo, il vino ha cominciato ad aprirsi e col vino ed il tempo si impara a ridersela di tutto un po’, a berci su insomma, quasi come a quando pensiamo al Millennium bug ed ai tanti timori risultati poi infondati.

Comunque sia nel ’98, ripeto annata niente affatto casuale, il commendator José Berardo acquista Quinta do Carmo da Orlena Scoville e da Julio Bastos, diventando anche il principale azionista del gruppo Bacalhôa, investe nell’impianto di nuovi vigneti, nell’ammodernamento delle cantine e nell’acquisizione di nuovi tenimenti, concludendo persino una partnership con il gruppo Lafite Rothschild proprio nella proprietà a pochi chilometri da Estremoz nella regione dell’Alentejo, letteralmente Oltretago. La tenuta in questione al tempo contava una superficie totale di 1.000 ettari, comprendente 100 ettari di uliveti e colture di cereali, piantagioni di sugheri e foreste, superficie che Bacalhôa, diventando a sua volta il maggiore azionista di Aliança nel 2007 e rilevando definitivamente le quote di Lafite Rothschild, porterà a 1200 ettari.

Quinta do Carmo, sempre in riferimento alla tenuta, deve la sua rinascita al re Giovanni IV di Portogallo, il primo della dinastia di Braganza, che nel XVII secolo la diede in dono, cherche toujours la femme, ad una dama della sua corte, per quanto la regale fattoria fosse possedimento di questa famiglia nobiliare già dal 1400. Oggi come ieri i vini che un tempo erano apprezzati alla sua corte continuano ad essere prodotti nei vigneti di proprietà della cantina, la quale coniuga i suoi prodotti enologici all’arte ed alla passione in scenari sospesi tra modernità e tradizione dove sovente prendono luogo mostre artistiche.

Accarezzati dal lungo e turbolento soffio dell’Oceano Atlantico i vitigni utilizzati in questa annata, i quali si trovano su suoli di argilla e scisto, sono stati l’Alicante Bouschet, la Periquita, la Trincadeira e l’Aragonez, poi vinificati separatamente in acciaio inox con macerazione e fermentazione variabile in durata dai 7 ai 15 giorni, per poi affinare in barrique di rovere francese per un anno.

Malgrado l’età il Quinta di Carmo 1998 si mostra spavaldo e fiero già nell’aspetto: rosso granato con accenni appena di rosso aranciato ed arcate fitte che scoscendono lentamente. Dopo aver tagliato la coltre di canfora e cenere di sigaro con la lama del tempo, la decantazione ed un buon avvinamento dei calici gli odori che ne scaturiscono sono persistenti, decisi e complessi: profumazioni ematiche fuse assieme alla scorza di arancia confit, prugna essiccata, peperone crusco, cacao amaro, ciliegia sotto spirito ed una sfumatura di cuoio e pietra focaia. In bocca è dirompente per acidità, cui segue un tannino molto fine ed una chiusura salina elegantissima. In tutto ciò ritorna la scorza d’arancia ed il tamarindo assieme, la ciliegia, stavolta più fresca e succosa, datteri e fichi essiccati, peperone, pepe nero e tabacco in dissolvenza. A calice vuoto torna la canfora unita alla pietra focaia, la scatola di sigaro ed un’idea di acqua di rose. Con una persistenza aromatica intensa da maratona e le proprietà organolettiche il Quinta do Carmo conserva tutto lo stile del vinho alentejano con quel tocco di classe in più e sarà ottimo anche tra 5 anni. Ascoltando la sinfonia n.7 in A maggiore, opera 92, allegretto, di Ludwig van Beethoven.

Alentejo Alessandria d'Egitto Aliança Alicante Bouschet Alluvione del 1998 annata 1998 Aragonez argilla Arte e Vino Assaggiatore Bacalhôa Bacalhôa Vinhos de Portugal Braganza calice di vino Castel San Giorgio cuba danzatrice del ventre dinastia di Braganza edonismo Egitto Enologia estremoz Fidel Castro Fondazione Berardo Frana del 1998 Gaetano Cataldo Gaetano Cataldo AIS Gaetano Cataldo Aragonez Gaetano Cataldo Assaggiatore Gaetano Cataldo Castel San Giorgio Gaetano Cataldo enogastronomo Gaetano Cataldo Food & Beverage Manager Gaetano Cataldo Identità Mediterranea Gaetano Cataldo Mosaico per Procida Gaetano Cataldo Navigante e Sommelier Gaetano Cataldo periquita Gaetano Cataldo sommelier Gaetano Cataldo Sommelier Professionista Gaetano CataldoAlicante Bouschet Genio Alpini Giovanni IV di Portogallo google Grupo Bacalhôa Ingresso dell'euro José Berardo Julio Bastos Lafite Rothschild Larry Page Lucio Battisti Ludwig van Beethoven Marco Pantani Marsa Matrouh milano Milano da bere Millennium bug moneta unica oltretago Orlena Scoville Paolo Caccia Dominioni Periquita persistenza aromatica intensa Portogallo proprietà organolettiche Qaitbay Qarafa al-Kobra querce da sughero Quindici Quinta do Carmo ristorante Samakmak Romani Prodi euro rovere francese sacrario di El Alamein Sarno scisto Sergey Brin Siano sinfonia 7 in A maggiore allegretto sugheri Tasting Territorio tour de France Trincadeira venezia Villa Calvanese Vinho Regional Alentejano vinhos vini del 1998 Vini rossi Vino vino e clima Viticultura Wine Tasting XXXI battaglione guastatori genio alpini
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Gaetano Cataldo
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Un destino in viaggio. E il viaggio comprende tutta la persona. Salernitano del ’74. Dagli studi alberghieri e nautici impara le materie da praticare, con l’esperienza e la cultura acquisita nel tempo il gusto per la giusta misura delle cose. Amante dell’Oceano-Mare e del Mondo Vino tanto da farne una doppia esistenza: uno dei mestieri che svolge regolarmente l’ha condotto in molti luoghi e al confronto con altre culture, l’altro gli ha insegnato a gustare ed apprezzarne differenze e sfumature. Navigante e sommelier professionista, Gaetano incarna e traduce il rapporto tra il Vino e il Mare senza tralasciare la terraferma ed i legami malgrado i frequenti cambi di stagione trasversali. Lo si vede di tanto in tanto propinar cibi su qualche yacht di lusso e imporre abbinamenti suoi ai malcapitati oppure in coperta tra la ciurma di cargo, velieri e navi da crociera; ha conseguito un master in food & beverage management e svolge consulenze per ristoranti e cantine; ha ottenuto anche la patente di maestro assaggiatore di salumi ed il diploma di sommelier certificato del sake; è numismatico, pratica il jeet kune do e continua ad indagare da eterno studente attraverso la Cultura del Mare Nostrum, quasi fosse l'alter ego di Corto Maltese ma con un forte attaccamento alla sua terra, così da essere insieme local e global. Ha fondato Identità Mediterranea nel 2016, associazione grazie alla quale ha realizzato Mosaico per Procida, primo vino a celebrare una capitale della cultura, e con la quale promuove la cultura del Mare Nostrum e del Piede Franco. Inoltre, è stato il primo sommelier ad essere ricevuto da un Papa ad un'udienza generale ed è stato nominato Miglior Sommelier dell'Anno alla 31^ edizione del Merano Wine Festival.

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