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Mosaico per Procida sulla via dell’imbottigliamento

Gaetano CataldoBy Gaetano Cataldo31 Dicembre 2021Updated:7 Gennaio 2022Nessun commento7 Mins Read
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Dopo il mio incontro con Roberto Cipresso nella giornata del 1 settembre del 2021 e che sembrava essere avvenuto ieri, ne è davvero passata di acqua sotto i ponti ma da allora Identità Mediterranea per far nascere, progredire e realizzare il progetto Mosaico per Procida non si è mai fermata.

Ho personalmente selezionato su criteri di territorialità, sostenibilità ambientale, viticultura ed enologia etica, reputazione e qualità le cantine che idealmente potevano meglio rappresentare la Campania e non è stato affatto facile. Non è stato facile né scegliere né escludere, giacché in molti casi si doveva attendere un rifiuto prima di procedere, e certo non ne sono mancati, piuttosto che risposte mai ricevute, in tal altri invece, messa la bandierina su un territorio e datane la assegnazione esclusiva ad un’unica azienda, bisognava purtroppo lasciarsi alle spalle altrettante cantine valide e meritevoli: siamo consapevoli di vivere in una terra benedetta per la vitivinicultura dove la biodiversità ed il valore delle cose ben fatte certo non mancano. Si fosse trattato di un’operazione commerciale sarebbe stato tutto più semplice, sarebbe bastato gettare una rete nel Mare Magnum del mondo enologico, ottenendo sicuramente più vino ed anche dei contributi che avrebbero sollevato da subito da tantissime preoccupazioni ed incognite, invece abbiamo preferito fare diversi passi indietro, ragionare col cuore e non di profitto, creare qualcosa che potesse unire attorno le anime del vino della mia regione, realizzare un simbolo di coesione, virtù e fierezza tale da poter diventare il dono sincero di ciascuno a Procida, in segno di una altrettanto sincera riconoscenza di ciascuno di noi per la sua investitura a Capitale della Cultura Italiana e perché ne potesse scaturire un segno tangibile di senso di appartenenza spontanea, sincero amore per il territorio, non solo a chiacchiere, e di intelligenza imprenditoriale collettiva ove molti, e a torto, millantano che non vi sia.

Non è stato per niente facile ma alla fine, dopo fraintendimenti, indifferenza, porte chiuse in faccia, trabocchetti e qualche franco tiratore dell’ultimo minuto, ci siamo riusciti e non perché io abbia avuto un merito particolare in tutto questo ma semplicemente per i seguenti fattori…

La selezione è diventata autoselezione, chi c’era agli inizi e ci ha creduto fin da subito è rimasto a bordo, gli altri attendevano a braccia conserte che le cose non funzionassero o stavano lì semplicemente per curiosare.

I protagonisti hanno dimostrato una grandissima autonomia di pensiero e, a differenza di altri, non hanno dovuto chiedere il permesso a nessuno per poter partecipare.

Dotati di libertà imprenditoriale e di onestà intellettuale, tutti hanno compreso che poter contare sull’indiscusso talento enologico dell’internazionalmente celebre Roberto Cipresso era una necessità non soltanto dal punto di vista mediatico ma funzionale: la Campania è stracolma di enologi formidabili ma nessuno avrebbe assicurato la neutralità e quello spirito super partes così necessari a mantenere la coerenza di valori di cui il progetto è sempre stato foriero e la coesione necessaria a fare teamwork. Non a caso determinate cantine con gli stessi consulenti enologici hanno avuto un atteggiamento diversamente corretto e per fortuna si sono scartate da sole, evitando fratture interne ed interferenze.

Per ogni singola cantina che oggi costituisce una tessera irrinunciabile di Mosaico per Procida, il territorio non è un elemento da sfruttare nello storytelling, banale e privo di significato, ma un’entità da rispettare e valorizzare, esattamente come loro fanno da sempre.

Insomma questo progetto è stato e continua ad essere per me una palestra di vita ed una maniera di imparare, nel bene o nel male, cose nuove, ma…

Le persone che hanno donato il vino, e stanno dando tutto il supporto possibile, per la realizzazione del vino bianco celebrativo dedicato all’isola partenopea diventata Capitale della Cultura, hanno dimostrato di essere in grado di cogliere la grande visione dietro tutto ciò, hanno dato prova di essere dei sognatori e di avere la capacità di saper sognare assieme. Infatti sono benvolute nella loro terra, considerano i loro collaboratori delle risorse umane, non dei meri dipendenti, e guai a parlar male di loro.

Ed è così che una selezione complicata è finita col diventare l’unica scelta possibile tra persone che hanno deciso di fare un percorso sinergico insieme e che condividono oggi, oltre ad un progetto, idee, sogni, valori, sentimenti e la ferma volontà di dimostrare, grazie a Procida, che la Campania è fatta di persone straordinarie, laboriose, creative e sinceramente generose.

Durante il cammino sono tantissime le benedizioni che ci hanno raggiunto: Leonardo Costagliola, assessore al turismo ed alle attività produttive del Comune di Procida, ci segue con affetto ed ha lavorato in favore del progetto facendoci ottenere il patrocinio morale dalla locale Amministrazione; abbiamo ottenuto il patrocinio morale dell’Associazione Nazionale Donne del Vino a firma del presidente Donatella Cinelli Colombini, dell’Associazione Nazionale Città del Vino con grande interessamento del presidente Floriano Zambon e del MAVV-Wine Art Museum con la preziosa collaborazione del direttore Eugenio Gervasio, che si è da subito prodigato per un contest artistico da cui possa affiorare l’etichetta che indosserà Mosaico per Procida. Un formidabile contributo è giunto grazie al coordinamento nazionale dell’Associazione Italiana Sommelier ed Antonello Maietta col direttivo campano: il presidente Nicoletta Gargiulo ha accolto molto favorevolmente lo spirito di Mosaico per Procida ed ha siglato il patrocinio morale dell’AIS Campania, accompagnandolo con queste parole significative in un bellissimo pezzo di Chiara Giorleo:

“Abbiamo voluto manifestare la nostra vicinanza immediatamente offrendo la massima disponibilità per le degustazioni che si svolgeranno: dalla prima di presentazione a Procida a tutte le altre che seguiranno nelle diverse province.  Ritengo si tratti di un’iniziativa lodevole in termini di coesione e diffusione della cultura del vino campano. D’altronde, in passato sarebbe stato impossibile pensare alla collaborazione di 25/30 produttori e questa è, evidentemente, un’espressione di maturità importante. Non solo, una grande occasione di visibilità”.

Ci seguono con altrettanto affetto oltre a Chiara Giorleo, Valentina Taccone, collega sempre attenta su Impakter, Luisa Trezza di RTA Live, Marina Alaimo e tutta la redazione di Foodclub.it, il bravissimo Marco Contursi sul blog del Lucianone Nazionale, Andrea Moscariello, nostro MasterWine di fiducia, Davide Bortone di WineMag.it, Felice Sorrentino e Felice Siniscalchi, direttore di Bi News, nonché il sempre attento Francesco Pascuzzo di Pagina Sette e Antonio Fiore con Il Critico Maccheronico.

Un particolare ringraziamento a Gianmarco Murru, direttore e fondatore di Mediterranea Online, per dare voce attraverso questa testata giornalistica a Mosaico per Procida e consentirmi di scrivere da oltre un decennio ormai.

Con questo pezzo un po’ strampalato chiudiamo col 2021 e daremo seguito a raccontare chi sono i Protagonisti di Mosaico per Procida, vino celebrativo che ha visto la fusione di masse vinicole differenti per località di provenienza, uve e modello enologico in un irripetibile ed inedito assemblaggio che ha avuto luogo il 20 dicembre 2021 a Roccabascerana, con la direzione del winemaker Roberto Cipresso, coadiuvato dagli enologi Luca Zirpoli e da Mario Mazzitelli.

Mosaico per Procida è la dimostrazione di quanto grande sia il cuore della Campania, di quanto i progetti più significativi non siano mossi dal denaro ma dai sentimenti e da punti di valore veraci: ogni giorno si uniscono a noi nuovi partner, tutti consapevoli di essere davanti ad un grandissimo banco di prova il cui unico risultato possibile è poter affermare che Procida è senza ombra di dubbio la nostra Capitale della Cultura ma è anche quella di tutti gli Italiani. Il successo di Procida è responsabilità di ciascuno di noi, ecco perché questa bottiglia celebrativa sta diventando ogni giorno un abbraccio sempre più caloroso all’Isola non soltanto da parte delle splendide cantine che tra poco vi racconteremo ma di tutto il mondo dell’Enogastronomia della Campania.

Felice Nuovissimo giro attorno al Sole a tutte le preziosissime tessere del Mosaico ed auguri alla splendida Procida per un 2022 all’insegna della cultura che non isola!

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Gaetano Cataldo
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Un destino in viaggio. E il viaggio comprende tutta la persona. Salernitano del ’74. Dagli studi alberghieri e nautici impara le materie da praticare, con l’esperienza e la cultura acquisita nel tempo il gusto per la giusta misura delle cose. Amante dell’Oceano-Mare e del Mondo Vino tanto da farne una doppia esistenza: uno dei mestieri che svolge regolarmente l’ha condotto in molti luoghi e al confronto con altre culture, l’altro gli ha insegnato a gustare ed apprezzarne differenze e sfumature. Navigante e sommelier professionista, Gaetano incarna e traduce il rapporto tra il Vino e il Mare senza tralasciare la terraferma ed i legami malgrado i frequenti cambi di stagione trasversali. Lo si vede di tanto in tanto propinar cibi su qualche yacht di lusso e imporre abbinamenti suoi ai malcapitati oppure in coperta tra la ciurma di cargo, velieri e navi da crociera; ha conseguito un master in food & beverage management e svolge consulenze per ristoranti e cantine; ha ottenuto anche la patente di maestro assaggiatore di salumi ed il diploma di sommelier certificato del sake; è numismatico, pratica il jeet kune do e continua ad indagare da eterno studente attraverso la Cultura del Mare Nostrum, quasi fosse l'alter ego di Corto Maltese ma con un forte attaccamento alla sua terra, così da essere insieme local e global. Ha fondato Identità Mediterranea nel 2016, associazione grazie alla quale ha realizzato Mosaico per Procida, primo vino a celebrare una capitale della cultura, e con la quale promuove la cultura del Mare Nostrum e del Piede Franco. Inoltre, è stato il primo sommelier ad essere ricevuto da un Papa ad un'udienza generale ed è stato nominato Miglior Sommelier dell'Anno alla 31^ edizione del Merano Wine Festival.

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