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Una rete tra Aree marine protette sarde tra tutela ambientale e sviluppo economico: Parte da Santa Teresa Gallura l’appello ai territori

RedazioneBy Redazione19 Settembre 2020Nessun commento4 Mins Read
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rete aree marine protette in Sardegna2
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Una rete tra le Aree marine protette della Sardegna per cogliere le opportunità che la difesa dell’ambiente e delle biodiversità marine aprono sul sistema economico territoriale.

La sfida è stata lanciata da Santa Teresa Gallura dove esperti e istituzioni si sono confrontati per tracciare un quadro sui riflessi che proprio le aree marine sarde possono avere su tutto il settore economico isolano, a partire dal comparto turistico. L’occasione è stata l’incontro intitolato: “Area marina protetta Capo Testa-Punta Falcone, startup e futuro: quali prospettive per il territorio?” che si è svolto ieri sera in piazza Libertà nel Comune gallurese. Un incontro voluto dall’amministrazione di Santa Teresa che proprio recentemente ha varato il nuovo Disciplinare della neo costituita Area Marina Protetta Capo Testa-Punta Falcone. Il regolamento permetterà una maggiore tutela del paesaggio marino e costiero ma offrirà anche nuove vie di sviluppo per cittadini e imprese, attraverso una più sostenibile fruizione delle bellezze naturalistiche del territorio.

PISCIOTTU. “Confidiamo e speriamo che nei prossimi dieci anni ci sia una presa di coscienza più forte del nostro patrimonio ambientale e che questo possa diventare sempre più anche un valore economico – dice il sindaco di Santa Teresa Gallura, Stefano Pisciottu, aprendo i lavori del dibattito – proprio il nostro ambiente protetto ci consentirà di continuare a fare attività turistica in modo sempre più sostenibile e consapevole e di far diventare questo patrimonio il punto di crescita della nostra comunità e di tutto il nord Sardegna – conclude – prossimo passo, sarà quello di permettere a tutte le aree marine dell’isola di dialogare tra loro e rappresentare il territorio in modo univoco”. 

OCCASIONI DI SVILUPPO. Che le aree marine protette della Sardegna possano giocare un ruolo decisivo per la tutela ambientale ma anche per la crescita economica dei territori se unite in rete, ne è convinto anche Augusto Navone, direttore dell’Area Marina Protetta Tavolara-Punta Coda Cavallo. “Crediamo in una strutturazione allargata delle aree marine protette – dice – dovremmo iniziare a ragionare su una grande riserva Mab-Unesco che vada dall’Asinara a Tavolara passando per Santa Teresa Gallura e non solo. È una strada percorribile oltre che un’ambizione che possiamo perseguire”. Dall’esperienza dell’Area marina di Tavolara, infatti, arriva l’esempio di come questi Enti possano offrire lavoro, generare un indotto economico legato alla gestione di progetti nazionali ed europei, creare nuove occasioni di turismo, anche di nicchia come quello subacqueo, e dare valore economico alla piccola pesca. “Le aree marine consentono agli Enti locali di appropriarsi della gestione integrata della fascia costiera – spiega Navone – e lo fanno in modo funzionale a un turismo sano ed equilibrato da una regolamentazione di contorno. Per creare veramente nuove opportunità, però, devono saper cooperare e fare sistema”.

MARE E ZONE INTERNE. “Non guardate solo alle onde del mare ma anche all’entroterra”. È questo, invece, il messaggio lanciato da Emiliano Deiana, presidente dell’Anci Sardegna. “Istituzioni ed Enti locali stanno facendo un grande sforzo per fronteggiare la crisi, puntando su assi importanti come l’innovazione, il superamento dei divari digitali, nuove reti e connessioni e la tutela dell’ambiente. In questo quadro, bisogna saper puntare sulle capacita locali di esprimere idee e capitale umano – sottolinea – bisogna far dialogare le comunità e superare l’etica della competizione in favore di quella della collaborazione o non ci saranno prospettive”. All’incontro ha partecipato anche il sottosegretario di Stato alla Difesa, Giulio Calvisi. “L’Italia avrà presto 209 miliardi di euro da spendere – ricorda – dentro questa partita ci si può giocare molto del nostro futuro per far crescere il territorio. Dobbiamo operare a livello di valorizzazione ambientale, di digitalizzazione e rafforzamento dello stato sociale – dice – dal connubio ambiente – sviluppo economico ci sono grandi opportunità”. Durante i lavori è intervenuto anche Guido Avallone, comandante in seconda della Guardia costiera di La Maddalena che ha messo in evidenza la vocazione ambientale marina della guardia costiera come braccio operativo del Ministero e l’impegno profuso nel monitoraggio delle aree marine protette sarde che dal prossimo anno potrà contare anche sul nuovo Disciplinare varato dal Comune di Santa Teresa. Da Stefania Pinna, ecologa marina ed esponente di Legambiente, infine l’appello a continuare gli sforzi per la tutela della biodiversità marina sarda che riveste un ruolo cruciale anche per occasioni si sviluppo perché “più si tutela la salute dei nostri mari, meglio si contrasta l’impatto dell’uomo sulla natura”. 

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