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Festival “Musica sulle bocche”. Il rituale della musica che si immerge nella natura

Maggie S. LorelliBy Maggie S. Lorelli23 Agosto 2020Updated:23 Agosto 20204 commenti7 Mins Read
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Enzo Favata
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Musica sulle bocche, vent’anni di musica del mondo. Un festival che unisce arte e natura, bellezza del paesaggio e performance musicali di altissima qualità.

Dopo il successo del concerto di apertura della XX edizione dell’International Jazz Festival “Musica sulle Bocche”, che ha preso il via sabato 16 agosto dal palco di Lo Quarter ad Alghero col nuovo progetto del musicista e direttore artistico del Festival Enzo Favata, “The Crossing”, si replica a soggetto domenica 23 agosto nel suggestivo open space naturalistico dell’isola dell’Asinara e il 25 a Nulvi, nella Chiesa di Santa Tecla.

Un progetto visionario capace di dar vita a un caleidoscopico sound che costruisce attorno alle suggestioni mediterranee evocate dalle melodie del sassofonista sardo, intrecci sonori travolgenti che spaziano dagli incanti desertici del Nord Africa agli ipnotici ritmi asiatici, dalle distopie dello space rock agli echi metropolitani del jazz contemporaneo, il tutto impreziosito dalle trame avvolgenti del live electronics. 

“L’idea nasce dalla volontà di riprendere alcuni punti fermi della mia formazione – racconta Enzo Favata a Mediterranea – in particolare richiamandomi alla grande libertà espressiva degli anni ’70, senza alcuna tendenza nostalgica o volontà celebrativa, semplicemente con l’esigenza di esprimere le tendenze sociali del momento attraverso una musica in continua evoluzione.

Del resto, citando la famosa frase di Louis Armstrong “Se vuoi sapere che cos’è il jazz, non lo saprai mai”. Le diverse influenze musicali che si ritrovano in “The Crossing” – continua – esprimono proprio quest’idea di evoluzione attraverso l’incontro di personalità musicali portatrici di esperienze molto diverse fra loro. Questa è anche la mia idea di talento: la curiosità nei confronti di culture diverse che porta a creare sempre qualcosa di nuovo”. 

Una band in effetti quanto mai eclettica per età e esperienze musicali, quella che dà vita al progetto “The Crossing”, costituita dallo stesso Favata al sax soprano e al clarinetto basso, Pasquale Mirra, considerato tra i vibrafonisti più interessanti della scena italiana e internazionale, Rosa Brunello al basso elettrico, talentuosa artista formatasi tra Berlino, Parigi e Amsterdam, e Marco Frattini, batterista di razza perfezionatosi al Berklee College of Music e al New England Conservatory di Boston. Una formazione che, pur costituitasi di recente, ha già calcato importanti palcoscenici internazionali, ospite di rinomati festival come il Festival jazz di Edimburgo, l’European Jazz Conference di Novara e il Festival Jazz di Montevideo. 

“La maggior parte delle musiche eseguite – spiega il musicista – sono mie composizioni originali, anche se ogni tanto mi piace inserire brani della tradizione che abbiano un significato simbolico o rituale. Penso per esempio a “Brown Rice” di Don Cherry, col quale ho fatto cantare il pubblico algherese, grazie a un’idea sacrale di mantra collettivo che il brano suggerisce. I temi comunque spesso sono solo un pretesto per innescare la grande capacità improvvisativa di questo gruppo, che a ogni concerto si distingue per la voglia di donarsi completamente al pubblico, senza mai risparmiarsi”.

Anche quest’anno il Festival si atterrà al concept che lo ha sempre caratterizzato: la musica che esce dai contesti di fruizione tradizionali e si immerge negli scenari naturalistici della Sardegna, che diventano essi stessi protagonisti dell’esperienza sonora. 

“Sin dalla prima edizione – chiarisce Favata – “Musica sulle Bocche” ha inaugurato un’idea green di festival che è diventata poi di moda un po’ ovunque, in cui la musica si vive a contatto con la natura, non solo per una vocazione ambientalista che punta al risparmio energetico grazie allo sfruttamento della luce naturale, ma anche perché offre al pubblico la possibilità di ascoltare musica inusuale in luoghi inusuali, in cui l’immersione sonora nella natura diventa una sorta di happening. Quest’anno questa “carovana itinerante” che è il Festival – prosegue – partita da Alghero e dopo il concerto all’Asinara, in cui si vivrà un’esperienza rituale condivisa dal pubblico in tutti i suoi aspetti, dal viaggio collettivo in traghetto all’ascolto del concerto al tramonto tra sabbia e onde, approderà nell’Anglona, un territorio sardo ricco di storia e ancora poco apprezzato, con le sue colline ridenti che improvvisamente aprono squarci inaspettati di mare di un azzurro intenso.

Toccheremo splendidi paesi come Perfugas, con un concerto nella chiesa di Santa Maria degli Angeli, antistante al pozzo sacro di Predio Canopoli, un gioiello archeologico, Martis con un concerto nella chiesa di San Pantaleo illuminata dal sole al tramonto e circondata da colline di uliveti e vigneti, e Chiaramonti, con un concerto nel castello medievale dei Doria, costruito su un’altura che regala una vista mozzafiato a 360 gradi fino ai luoghi della Gallura”. 

Non resta dunque che seguire le nuove tappe del Festival e godere, oltre che della musica, delle bellezze dei paesaggi sardi. Dopo il concerto di questa sera all’Asinara, la manifestazione continuerà il 2 settembre con una suggestiva esibizione al tramonto del trio Favata-Peghin-Maiore nella spiaggia di Chiscinagghju ad Aglientu, in un viaggio musicale che, partendo dalla terra comune di Sardegna, attraversa l’Africa e il Sud America per giungere fino in Oriente.

Si proseguirà con tre giorni di concerti a Perfugas, da venerdì 4 a domenica 6 settembre, che vedranno in scena dapprima la pianista Giuliana Soscia con “Sophisticated Ladies – A tribute to Women Composers in Jazz”, un progetto che mira a valorizzare il ruolo delle donne nel jazz. Sarà poi un doppio appuntamento al femminile quello in programma venerdì 5 settembre. Si partirà alle 19.30 con il concerto della violista argentina Luciana Elizondo che proporrà in “Tarde adentro en los caminos” un repertorio per viola da gamba sola dal Rinascimento ai nostri giorni, per proseguire in serata col duo formato dalla cantante Camilla Battaglia e dalla contrabbassista Rosa Brunello che si esibirà in un repertorio di brani legati alla memoria musicale delle due musiciste.

Chiuderà la tre giorni il trio composto da Peppe Servillo, Javier Girotto e Natalio Mangalavite col progetto “Parientes”, un viaggio nell’immaginario di un popolo migrante che pur accostandosi a nuove culture mantiene intatta la propria, apportandovi nuova linfa. Martedì 8 settembre si farà tappa a Chiaramonti con la produzione originale “African skies” in cui la voce di Dudù Kouaté, percussionista senegalese noto per la sua recente collaborazione con l’Art Ensemble of Chicago, guiderà il gruppo Mama Africa, impreziosito dalle poliritmie di marimbe e vibrafoni di Pasquale Mirra insieme a due giovani talenti della nuova generazione jazz della Sardegna: il chitarrista e polistrumentista Paolo Corda e il batterista sperimentatore Alessandro Cau, con l’apporto dell’esperienza di Enzo Favata ai sassofoni e live electronics.

Mercoledì 9 sarà la volta della contrabbassita Silvia Bolognesi e gli Young Shouts, che proporranno, presso La Cava di Sennori, un repertorio ispirato alle traditional folk songs afroamericane. Ci si sposterà il giorno successivo, 10 settembre, a Martis per l’esibizione del Kekko Fornarelli Trio, col suo stile unico caratterizzato dal tentativo di dar vita, attraverso la musica, a un racconto emozionale in un viaggio continuo che, conservando un substrato mediterraneo, raggiunge il moderno sound delle lande nordeuropee.

La ventesima edizione del Festival si concluderà infine con tre concerti stanziali presso la terrazza panoramica della Sala XI del Museo dell’Intreccio Mediterraneo di Castelsardo, da venerdì 11 a domenica 13 settembre. Aperti l’11 dal Simone Graziano Trio col progetto “Snailspace”, basato sull’idea della ribellione ai canoni tradizionali del jazz alla ricerca di nuove frontiere timbriche, si avvicenderanno a seguire, il 12, il consolidato duo “Voice’n’bass” Petra Magoni e Ferruccio Spinetti, identificato ormai col nome di Musica Nuda, per finire con un doppio appuntamento il 13 settembre dapprima col concerto all’alba del chitarrista Gavino Loche in solo sugli Spalti Manganella, e in serata Enzo Favata col progetto “The Crossin” feat. Roy Paci, l’originale e esuberante trombettista e compositore siciliano, per un finale all’insegna di un ricco e energetico melting pot musicale.

Valore aggiunto del Festival edizione 2020, la preponderanza delle “note rosa”. “Non è stata fatta una selezione pensando banalmente di dover integrare le “quote rosa” – conclude il direttore artistico – semplicemente è evidente che rispetto al passato, quando salivano alla ribalta soprattutto le cantanti jazz, attualmente sono numerosissime le strumentiste di valore, quindi ci siamo limitati a fare una scelta musicale di qualità, senza pensare alle differenze di genere, che nella musica devono ormai essere superate”.

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Maggie S. Lorelli

Maggie S. Lorelli, dopo aver conseguito la laurea in Lettere all'Università degli Studi di Torino, si laurea in Pianoforte al Conservatorio “G. Verdi” di Torino e in Didattica della Musica al Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma, svolgendo parallelamente studi di composizione e di musica elettronica. Lavora per dieci anni presso la Feltrinelli e, come autrice radiofonica, collabora con Radio Tre Rai e Radio Vaticana scrivendo e conducendo programmi musicali. Dopo uno stage giornalistico presso l'agenzia di stampa Adnkronos, scrive per varie riviste musicali specializzate e in diversi portali e blog. Svolge attività concertistica come pianista in vari ensemble musicali fra i quali il Trio Arcadia di Roma e il Musae Ensemble, ma il suo mestiere principale è insegnare in un Liceo. Alla passione per la musica affianca quella per la scrittura: ha al suo attivo numerosi racconti e “Automi”, il suo romanzo d'esordio.

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