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Isola di Albarella ospita “Evoluzioni”, mostra open-air di Officinadïdue ispirata ai cambiamenti climatici

RedazioneBy Redazione2 Luglio 2020Nessun commento5 Mins Read
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installazione La Foglia
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 Attraverso le loro sette installazioni della mostra open-air “Evoluzioni”, Vera Bonaventura e Roberto Mainardi, i due artisti di Officinadïdue, creano un dialogo uomo-arte-natura per sensibilizzare al rispetto e sostegno dell’ambiente.

È il racconto sulla fragilità della natura quello intessuto da Vera Bonaventura e Roberto Mainardi nella loro “Evoluzioni”, la mostra open-air che sarà ospitata fino al 18 ottobre dall’Isola di Albarella, nel cuore del Parco del Delta del Po. La monografica dei due artisti di Officinadïdue è un percorso in sette installazioni che testimonia le conseguenze del cambiamento climatico sul territorio e sulla biodiversità, ma allo stesso celebra la resilienza e la forza rigeneratrice della natura.

Autori dell’opera “Urlo di Vaia”, evocazione sonora della tempesta che nel 2018 ha devastato le Alpi orientali e l’Altopiano di Asiago, Bonaventura e Mainardi considerano l’arte il medium ideale per il dialogo tra uomo e natura perché, come spiegano, “esprime concetti che le sole parole non riescono, toccando leve emotive, sensorialità e percezioni profonde. Per questo l’arte deve superare l’estetica per diventare etica”.

“Usando un gioco di parole, con ‘Evoluzioni’ abbiamo voluto portare la cultura all’interno dell’ambiente dell’isola, rafforzando così la cultura ambientale di tutti i nostri ospiti”, aggiunge Mauro Rossatti, direttore di Albarella Srl. “Attraverso la creatività abbiamo voluto valorizzare gli elementi naturali e legare ancora di più l’isola al proprio territorio”.

L’arte come cronaca degli effetti del cambiamento climatico

Le sculture di Evoluzioni sono immerse negli spazi verdi dell’Isola di Albarella, a sua volta colpita nell’agosto 2017 dalla furia del maltempo che ha divelto oltre 8mila alberi su una superficie di quasi 600 ettari.

A questo evento sono dedicate le prime installazioni del percorso, “Quiescenza” e “Attesa”. Se da un lato le due opere narrano la nuda cronaca di quanto vissuto in questo angolo della Laguna Veneta – immortalata dai trucioli delle piante abbattute e da una grande quercia sradicata che diventano parte integrante delle installazioni –, dall’altro mettono in luce l’intelligenza biologica della natura, in grado di rinnovarsi in presenza delle condizioni più adatte. Ciò non significa tuttavia che non sia necessario proteggerla e aiutarla a sopravvivere, come ribadiscono gli artisti con la scultura “La Foglia”, dove una foglia di ferro sorregge un albero piegato dal vento e destinato a cadere.

installazione Attesa
Attesa

L’altro volto del cambiamento climatico è quello della desertificazione. Posta idealmente al termine del percorso per sottolinearne l’opposizione agli episodi di maltempo, spesso legati a forti piogge, “Zolla” riporta alla memoria l’estate del 2018, caratterizzata da un lungo periodo di basse precipitazioni ed elevate temperature. Salinizzazione, impoverimento del suolo e perdita di fertilità sono i principali fenomeni legati alla desertificazione che arriva a porre in serio pericolo la stessa sopravvivenza delle persone e degli animali ed è tra i fattori che danneggiano, spesso irreversibilmente, la biodiversità.

Il tema della biodiversità è affrontato anche dalle altre tre restanti opere di Evoluzioni. “Ovuli” è una composizione in cui sementi di fiori, graminacee e piante sono custoditi in sfere di vetro soffiato di Murano poste su canne di bambù: una rappresentazione delle oltre mille banche dei semi che esistono a livello internazionale e hanno lo scopo di preservare la varietà biologica della flora. “Lettino per Farfalle” punta i riflettori sul drastico calo della popolazione di insetti nel mondo, dalle farfalle alle api, a causa della perdita degli habitat, inquinamento e cambiamenti climatici. Un danno non solo ambientale: dagli insetti dipende un terzo della produzione alimentare e due terzi della frutta e verdura consumata quotidianamente.

Presentato in anteprima l’8 giugno in occasione della Giornata Mondiale degli Oceani, “Il Grande Orecchio” è un vortice che sgorga dal laghetto Palancana di Albarella, accompagnato dal rumore della natura del mare: un invito a mettersi in ascolto del fragile ecosistema marino. “L’orecchio ha una grande antica simbologia ed è associato alla saggezza dell’ascolto”, raccontano Bonaventura e Mainardi. “Il movimento archetipo dell’acqua è la spirale che permette a due mondi di comunicare fra loro.”

Un’isola sempre più “green”

Le installazioni di Evoluzioni s’inseriscono perfettamente nella cornice dell’Isola di Albarella che, dopo la tempesta del 2017, ha promosso “Immersi nella Natura”, un ampio progetto paesaggistico di riqualificazione del patrimonio ambientale e naturale realizzato in collaborazione con l’atelier Coloco di Parigi. Tra le iniziative sviluppate anche il parco giochi ecosostenibile AlbarellaLand, inaugurato nel giugno 2020. Inserito tra le dune e le valli naturali dell’isola, il parco è dotato di strutture ludiche realizzate in materiali naturali come legno e corde nel rispetto dell’ambiente.

L’anima sempre più green di Albarella si riflette nell’attenzione che si dimostra in ogni azione e comportamento promosso verso l’ambiente, dall’uso di biciclette all’abolizione della plastica sul suo territorio. Inoltre, la destinazione punta a diventare la prima isola al mondo a garantire un impatto nullo sulle emissioni di CO2. Il progetto “Albarella Futuro – Zero Carbon Emission” è stato elaborato da Augusto Zanella e Cristian Bolzonella dell’Università di Padova, Mauro Rosatti ed Enrico Longo di Albarella Srl, in collaborazione con altri esperti nazionali e internazionali di ecologia, economia, biodiversità e di gestione ambientale. L’obiettivo è dimostrare che è possibile vivere e lavorare, in questo caso nel turismo e nella ristorazione, diminuendo la propria impronta ambientale.

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