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Cultura

Tu chiamalo appulso se vuoi…

Gaetano CataldoBy Gaetano Cataldo30 Giugno 2020Updated:30 Giugno 2020Nessun commento4 Mins Read
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La lingua italiana è davvero straordinaria nella moltitudine di espressioni, combinazioni e sfumature che, attraverso i suoi termini, è capace di imprimere al nostro linguaggio. La lingua italiana è straordinariamente bella per il suo essere erudita, romantica, colloquiale, imperativa, colorita, tecnica, arcaica e moderna al tempo stesso a seconda dell’uso che se ne vuol fare, del contesto e dell’interlocutore.

Un patrimonio lessicale che ammonta ad un lemmario compreso tra le 215.000 e le 270.000 voci, voci che sovente restano attonite rinchiuse in quel prezioso scrigno di tesori nascosti, chiamato comunemente vocabolario, e che rende la lingua italiana un viaggio di scoperta, un dono estremamente meraviglioso che ci consente di descrivere il nostro pensiero, i nostri sentimenti ed il nostro stato emotivo, la nostra visone onirica della realtà, la nostra filosofia di vita, i neologismi e le frasi più disparate sino a determinare le espressioni con le quali esponiamo i progetti che vorremmo mandare in porto.

Ecco perché il linguaggio che esprimiamo è un biglietto da visita che, al netto di semiotica e semiologia, dovrebbe costituire sempre una delle più robuste espressioni descrittive dell’individuo e giammai un belletto per celare i propri pensieri, questo perché la parola è di fatto una delle forme più evidenti di traduzione del pensiero… pure perché quando non si ha voglia di esternarli, piuttosto che sottoporsi al poco onorevole sforzo di deformarli, basterebbe tenere la bocca chiusa.

Spesso ed erroneamente ritenuta un ricettacolo di terminologie astruse e desuete, nonché bollata come la cugina sfigata del nostro italico idioma, di cui è inequivocabilmente parte integrante, la lingua marinaresca resta purtroppo appannaggio quasi esclusivo nel costume orale e scritto di quel Popolo che si muove lungo le acque a discapito di una nazione con un periplo costiero di ben 8000 chilometri  e che fino a ieri l’altro, misconoscendone persino i lemmi più comuni, aveva nomea di repubblica marinara.

Potremmo fare tranquillamente degli esempi di lingua italiana ad uso dei naviganti citando parole come alighiero, amantiglio, arridatoio, bastingaggio, battagliola, bovo, cabestano, draglia, gherlino, matafione, pappafico, polaccone, sequaro e terrazzano appunto, ma per non scomodare termini che per qualcuno potrebbero apparire meramente tecnici, anche se in fondo è pur sempre di lingua italiana che si sta parlando, forse sarebbe d’uopo focalizzarci su una parola altrettanto marinara ma assolutamente poliedrica per le numerose interpretazioni a cui si presta:

Appulso, vi piace l’idea?

Esistono diversi significati per appulso che prima di essere caduto in disuso stava per punto cospicuo e vede tutt’oggi come sinonimi spinta, impulso e congiunzione astronomica. In anatomia si parla di appulso del sangue e talvolta l’effetto che le correnti d’aria o la diversa pressione in entrata ed uscita da una galleria vedono questo termine imprestato in frasi d’altri tempi così: l’udito con noja riceve gli appulsi intemperati de’ tremori dell’aria, che senza ordine e senza regola vanno a ferire sul timpano.

Appulso significa anche approdato e, in alcune locuzioni gergali proprie della navigazione astronomica, come si evince dal Trattato di Navigazione esposto in 50 lezioni del 1850 di Gaetano Poderoso appulso trova collocazione in frasi come: “culminazione dell’appulso del suo centro in meridiano” piuttosto che “quanto manca all’appulso del Sole in meridiano”; esso in fondo trova una valenza in “appulso delle onde”, ossia nel massimo sviluppo del moto ondoso, ed è presente in un vecchio dizionario analitico di diritto commerciale, sempre in riferimento ai trasporti marittimi, così come segue: “si intenderà seguito l’appulso ogni qual voltali bastimenti… veleggeranno nella distanza di 5 miglia dal litorale e terranno così una navigazione sospetta…” oppure “sarà permesso l’appulso ai bastimenti carichi di tabacchi destinati a essere scaricati nel porto franco di Genova….“

Ma calma e gesso prego! Appulso non è affatto un vocabolo in dismissione perché nella sua più moderna accezione, quando si affronta lo studio della Navigazione Tradizionale, esso sta ad indicare l’istante cronografato di entrata ed uscita dalle basi misurate. Lo trovate nei quaderni marinari di Aldo Nicoli nella relativa materia di studio e nel capitolo sulle basi misurate appunto che, giusto per un rimando, si suddividono nel loro scopo in allineamento di corsa, congiungente di corsa, rotta su segnale di terra e rotta.

L’italiano è una lingua meravigliosa assai, dunque parliamolo e teniamolo vivo nella nostra comunicazione di tutti i giorni senza immaginare che i suoi termini debbano essere contingentati necessariamente ed esclusivamente ad un determinato settore. La lingua italiana è la più alta forma del nostro patrimonio culturale immateriale e tocca a noi difenderlo.

Aldo Nicoli alighiero allineamento di corsa amantiglio appulso appulso del sangue arridatoio Basi Misurate Basi Misurate Navali bastingaggio battagliola bovo cabestano congiungente di corsa congiunzione astronomica Dizionario Dizione draglia Gaetano Cataldo Gaetano Poderoso gergo marinaro gherlino impulso Italiana italiano marinaresco italiano tecnico navale Lemma Lemmario lingua italiana Lingua Marinaresca matafione navigazione tradizionale pappafico Patrimonio Lessicale polaccone Quaderni Marinari rotta rotta su segnale semiologia semiotica sequaro terrazzano Trattato di Navigazione esposto in 50 lezioni Vocabolario Vocaboli
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Gaetano Cataldo
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Un destino in viaggio. E il viaggio comprende tutta la persona. Salernitano del ’74. Dagli studi alberghieri e nautici impara le materie da praticare, con l’esperienza e la cultura acquisita nel tempo il gusto per la giusta misura delle cose. Amante dell’Oceano-Mare e del Mondo Vino tanto da farne una doppia esistenza: uno dei mestieri che svolge regolarmente l’ha condotto in molti luoghi e al confronto con altre culture, l’altro gli ha insegnato a gustare ed apprezzarne differenze e sfumature. Navigante e sommelier professionista, Gaetano incarna e traduce il rapporto tra il Vino e il Mare senza tralasciare la terraferma ed i legami malgrado i frequenti cambi di stagione trasversali. Lo si vede di tanto in tanto propinar cibi su qualche yacht di lusso e imporre abbinamenti suoi ai malcapitati oppure in coperta tra la ciurma di cargo, velieri e navi da crociera; ha conseguito un master in food & beverage management e svolge consulenze per ristoranti e cantine; ha ottenuto anche la patente di maestro assaggiatore di salumi ed il diploma di sommelier certificato del sake; è numismatico, pratica il jeet kune do e continua ad indagare da eterno studente attraverso la Cultura del Mare Nostrum, quasi fosse l'alter ego di Corto Maltese ma con un forte attaccamento alla sua terra, così da essere insieme local e global. Ha fondato Identità Mediterranea nel 2016, associazione grazie alla quale ha realizzato Mosaico per Procida, primo vino a celebrare una capitale della cultura, e con la quale promuove la cultura del Mare Nostrum e del Piede Franco. Inoltre, è stato il primo sommelier ad essere ricevuto da un Papa ad un'udienza generale ed è stato nominato Miglior Sommelier dell'Anno alla 31^ edizione del Merano Wine Festival.

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