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E’ morto a Lucca l’artista Giacomo Verde, pioniere della videoarte

RedazioneBy Redazione6 Maggio 2020Nessun commento3 Mins Read
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E’ scomparso dopo lunga malattia, il noto videomaker e artista di teatro tecnologico Giacomo Verde.

Viveva a Lucca ma era legato alla Sardegna (di cui era originaria l’ex compagna Anna Maria Monteverdi)  dove aveva portato performance, installazioni e scenografie digitali e dove passava spesso le sue vacanze estive, a Solanas. E’ stato ospite a Cagliari presso il Teatro Massimo, a Nora per La notte dei Poeti e a Nuoro grazie al progetto di concerti con video fondali live Abba S’Abba dell’amico Gavino Murgia. Inoltre è stato direttore del concorso Videofucina Jazz per il Festival Rocce Rosse jazz di Santa Maria Navarrese.

Animatore del personaggio virtuale Bit (portato in Tv e al Museo della scienza), il teatro di Verde era un mix di ricerca, tradizione popolare e tecnologie: è stato il primo artista a usare Internet come forma d’arte anche per il teatro con lo spettacolo Connessioni remote nel 2001 e a creare vivaci comunità  legate dal filo comune della critica politica e dell’attivismo sociale attraverso l’arte.

Socializzare saperi tecnologici: il movimento di “artivism” vede Giacomo Verde tra i protagonisti assoluti e si è sviluppato e diffuso anche grazie alle sue pionieristiche proposte e oper’azioni artistiche. E’ stato ideatore e firmatario del primo Manifesto Italiano del Virtuale Per una cartografia del reale, 1993 con Paolo Rosa, Antonio Caronia, Mario Canali, Antonio Glessi e Maria Grazia Mattei.

Infaticabile creatore e inventore di modalità artistiche che usano la tecnologia “povera”, ha attraversato generi e linguaggi dalla videoarte alle installazioni digitali al teatro, frantumandoli e connettendoli insieme, in un techno collage di cui solo lui era capace.  Docente in varie Accademie e Dams (Carrara, Torino, Macerata, Roma), negli ultimi anni si era dedicato soprattutto al lavoro con collettivi artistici tra cui LU_CIA e soprattutto con l’associazione DadaBoom di Viareggio coordinato da Alessandro Giannetti.

A lui, al figlio Tommaso e al fratello Sabatino, il difficile compito di unire i ricordi e di tenere sempre accesa l’attenzione su un artista che con la sua arte ha superato la sua stessa biografia per diventare un network. Impossibile ricordare tutte le compagnie teatrali con i quali ha realizzato spettacoli in 40 anni di attività frenetica. In ordine sparso: La Piccionaia di Vicenza, GialloMare Minimal Teatro, Aldes di Roberto Castello, Tam Teatromusica di Padova e molti altri. Ci sarà modo di farlo attraverso un progetto archivio che farà capo al Dadaboom e si concretizzerà in manifestazioni, antologiche commemorative, eventi festivalieri e web.

In questo momento si moltiplicano gli omaggi: il toccante ricordo su radio Rai3 Suite, quello artistico degli studenti di Net Art dell’Accademia di belle Arti di Carrara;  il Teatro di Roma ha  inserito lo spettacolo-testamento artistico di Giacomo Verde Piccolo diario dei malanni, con il racconto della malattia e della precarietà dell’artista oggi mercoledì 6 maggio sul canale Youtube del Teatro stesso a partire dalle 12 nella Playlist Schegge e racconti.  Il video resterà on line sul sito anche successivamente.

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