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Countdown per la Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate, fra memoria storica e volontà di riuso delle ex tratte

RedazioneBy Redazione9 Febbraio 2020Nessun commento4 Mins Read
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giornata nazionale delle ferrovie dimenticate
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Domenica 1 marzo, il movimento culturale Co.Mo.Do., attivo dal 2006, riaccende il focus sulla sensibilizzazione e salvaguardia dei tracciati, opere d’arte ed edifici delle ex ferrovie.

Il ritorno del Trenino Verde in Sardegna (Mandas -Laconi) apre l’anno del Turismo in treno 2020 indetto dal Mibact, per non parlare della presenza di decine e decine di eventi a piedi e in bicicletta lungo le tratte dismesse (circa 7000 km di ferrovie dismesse fra ex concesse, ex di Ferrovie dello Stato di cui la metà sono potenzialmente recuperabili) per evitare il deterioramento, preservare l’unitarietà del tracciato, anche in vista di un eventuale recupero ad uso ferroviario.

Come per tutti gli altri eventi poi, la Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate non vuole essere solo un grande evento outdoor nazionale, ma anche un’occasione di approfondimento, con grande spazio dato ai contenuti grazie agli eventi in programma. Obiettivo: rafforzare sempre il suo ruolo di “indicatore” della salute del settore della mobilità dolce lungo gli antichi tracciati ferroviari dismessi. Spazio allora per questa edizione numero 13 a un format di successo conosciuto come il “Mese della Mobilità Dolce 1 marzo – 30 aprile” in cui non mancheranno i momenti di incontri, flash mob, raduni, convegni e incontri one-to-one dei soci e simpatizzanti della Co.Mo.Do.e dei suoi privilegiati partners: DMO Mediterranean Pearls e Simtur (Società italiana professionisti della mobilità dolce), con i quali si stanno costruendo in Italia cabine di regia per la mobilità dolce volta a riunire aree interne, cammini, rotte e ciclovie.

Oggi vediamo recuperati a greenway circa 800 km di tracciati con sessanta interventi di utilizzo. Non solo piste ciclabili ma progetti integrati di sviluppo per risaltare il passato ferroviario e promuovere territori attraversati, con attività economiche.

Nel nord italia sono 500 i km di tracciati riutilizzati da ex ferrovie in concessione. Nel sud, il più gran numero di km dismessi sono in Sicilia, dove 1/10 degli otre 1000 km di ferrovie dimenticate sono state recuperate. Fra i maggiori eventi di richiamo ricordiamo la stupenda greenway Spoleto-Norcia con un tracciato ardito da fare in bici lungo gallerie elicoidali e con un interessante Museo ferroviario e vari punti di ex caselli dove si fa ristoro, noleggio di bici e rafting, la ferrovia dell’Appennino centrale, la Voghera- Varzi in Lombardia, la Treviso- Ostiglia dove vi sono guide e noleggi di bici per percorsi guidati, le vie verdi nelle ferrovie del Brennero facenti parte della ciclopista del sole, la ex ferrovia della Val Brembana, in Sicilia la Ficuzza sulla ex Palermo-Burgio, la Fermo-Amandola nelle Marche, la Colle Salvetti Guasticce in Toscana, la Gioia Tauro-Palmi-Sinopoli S.Pin Calabria, la Lercara Alta in Sicilia e cosi via.

La Giornata delle Ferrovie Dimenticate, dal Piemonte alla Sardegna, vuole essere da 13 anni una spinta proattiva verso le Stato e le Regioni affinché mettano a disposizione le risorse finanziarie necessarie per la loro conversione in greenway, se i tracciati non sono purtroppo più armati. Una parte delle dieci ciclovie nazionali individuate dallo Stato e messe a disposizione del gruppo FS sono destinate a ospitare alcuni tratti di queste ciclovie. Ma non solo. Con una legge dello Stato del 2017 si è dato uno strumento normativo che disciplina il ferrociclo (draisin o velorail) un carrello a pedali che si muove sui binari e viene già utilizzato in alcune regioni a riuso turistico.

Continua l’opera di Fondazione FS che dal 2014 al 2018 ha riaperto 600 km di linee ferroviarie da nord a sud con 10 linee storiche, trasportando 100 mila viaggiatori con 460 eventi in treni d’Epoca su 10 linee. Ricordiamo la corsa primaverile del Treno del Mandorlo in fiore in Sicilia, uno dei più suggestivi e partecipati. Creare un sistema integrato di linee di comunicazione sostenibili equivale a dare a molte aree del Paese un’opportunità unica di sviluppo. Non solo ne gioverebbe la fruizione turistica che vedrebbe un incremento in numeri di presenze notevole, ma fattore ancora più importante, rafforzerebbe il tessuto socio economico delle aree in questione. Le comunità locali vedrebbero rafforzato il sistema di vie di comunicazione che le collega l’una alle altre, il sistema produttivo ne gioverebbe e così il fattore turistico inglobato in questo sistema integrato, diventerebbe parte attiva. Tutto ciò rafforzerebbe il legame profondo tra gli abitanti, i turisti e il territorio, unico strumento utile per tutelare e conservare il paesaggio che per sua definizione può esistere solo nello scambio incessante tra natura e cultura. Con il patrocinio morale del Ministero dell’Ambiente, dell’ENIT, di Cammini d’Europa.

Media Partner: www.viaggiatori.com
Centro Studi Co.Mo.Do. – Cooperazione Mobilità Dolce dal 2004
c/o Stazione Museo Ferroviario Spoleto-Norcia – via F.lli Cervi 10, 06049 SPOLETO – www.mobilitadolce.org
Comitato tecnico-scientifico DMO Mediterranean Pearls 

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