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Vini del Mediterraneo

Senso Passito di Fiano Igt Campania 2015 di Agricola Bellaria

Gaetano CataldoBy Gaetano Cataldo13 Dicembre 2019Updated:23 Aprile 2020Nessun commento4 Mins Read
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Ubicata tra il Parco del Monte Partenio e le valli del Sabato e del Calore, l’Azienda Agricola Bellaria si trova a Montefalcione e rappresenta una realtà imprenditoriale altamente dinamica che affonda le radici nella tradizione vitivinicola irpina; infatti la famiglia Maffei, originaria di Roccabascerana, abita da secoli nel borgo più antico di Montefalcione, sposandone da subito il simbolo tanto da farne l’emblema della cantina: il tiglio centenario che si erge fiero e maestoso al centro del paesino. Biologici per coerenza e territorialità i proprietari conducono virtuosamente i terreni di famiglia tramandati da diverse generazioni con l’aiuto di Antonio Pepe, che segue con zelo tutte le dinamiche amministrative dell’azienda e non solo, e di Raffaele Noviello a cui è affidata la condotta enologica assieme a Luca Zirpoli.

Le vigne da cui provengono le uve di cui è fatto il Senso Passito di Fiano Igt Campania 2015 si trovano in località Sant’Angelo nel comune di Candida, poste ad un’altitudine media che supera i 500 metri sul livello del mare; questo piccolo comune irpino, di poco più di un migliaio di abitanti, dista ad appena 3 km dalla cantina e sorge sulle pendici levantine della Toppa di Sant’Andrea, proprio sulla testata della valle del Nemus Corilianum, costituendo una propaggine dell’Appennino Meridionale. Il piccolo paesino, così denominato per il candore delle rocce su cui è ubicato il suo borgo più antico, sorse attorno al 1100, epoca di fondazione dell’antico castello, anche se i ritrovamenti di un insediamento pre-romano, in località Cesine, testimoniano origini ben più antiche; Lorenzo Giustiniani, erudito biografo, viaggiatore e giureconsulto, già elogiava Candida nel suo Dizionario Geografico Ragionato del Regno di Napoli, del 1797, per la sua rinomata produzione di vino. I fattori pedoclimatici vedono temperature ben più rigide delle aree circostanti, con differenze anche di 5° di temperature, ed un elevato indice di piovosità, fattori che favoriscono l’umidità in uno zonale che vede comunque una buona ventilazione; qui le viti di Fiano dell’Agricola Bellaria hanno un’età media di 25 anni, affondano le loro radici in terreni argillosi, con materiale detritico e piroclastico disciolto e pietrisco di piccole dimensioni,  allevati a spalliera e col metodo della lotta integrata ed una resa finale di 25 quintali per ettaro.

La vendemmia, con raccolta delle uve rigorosamente fatta a mano e poste in piccoli contenitori da 15 kg, avviene in due step: il primo all’inizio di Ottobre a maturazione fenolica consiste nello schiacciamento del peduncolo ed il secondo entro la prima decade di Dicembre con totale appassimento in pianta costituisce la vendemmia vera e propria; questi grappoli dorati vengono pressati sofficemente e soltanto il mosto fiore viene prelevato, dopo una chiarifica statica, e posto in una barrique da 100 litri di rovere francese ed acacia in cui avverrà il processo fermentativo con temperature monitorate costantemente e senza superare i 18°. L’affinamento avviene nella stessa identica barrique con una sosta di 12 mesi per dare alla luce soltanto 3000 bottiglie.

Il colore giallo oro danza luminoso nel calice, lasciando evidenti tracce di consistenza, mentre le note olfattive, inizialmente timide, non trabordano affatto dal calice né pretendono di farlo, ma chiedono di essere pazientemente ricercate e scoperte nella loro complessità: servito ad una temperatura di servizio iniziale tra gli 8 ed i 10°c esse rivelano dapprincipio confettura di albicocca e miele d’agrume con un accenno di iodata mineralità. Procedendo con l’esame olfattivo ed accentuata leggermente la temperatura di degustazione si percepisce il floreale della lavanda e della camomilla essiccate e fuse assieme, la salvia, la scorza d’arancia candita e la gelatina di albicocca, la pietra focaia e lo zafferano. Questo nettare elegante ripaga dunque della paziente attesa ed al sorso scende come seta, glicerico, mentre una piacevole sensazione pseudo-calorica riscalda il cuore e mette subito in pace col mondo; il Senso Passito di Fiano Igt Campania 2015 è equilibrato grazie alla ponderata freschezza, visti i suoi anni, ed una più accentuata sapidità, attraverso cui si srotolano toni da idrocarburo precedentemente non avvertiti alla via nasale diretta, un tostato da nocciola tonda, la crema pasticcera ed un finissimo ammandorlato in chiusura. La persistenza aromatica intensa ha una buona lunghezza e, prosciugato il calice, dopo qualche tempo è possibile notare quanto perduri la sensazione olfattiva della tostatura, quasi burrosa, della nocciola integrata al miele ed allo zafferano.

Da degustarsi preferibilmente in modalità pre-meditativa, da provare col blu di bufala campana, si abbina piacevolmente ai classici morzelletti cilentani e regge benissimo il confronto con un panettone artigianale alla pellecchiella del Vesuvio.

Link consigliati: https://www.agricolabellaria.com/

affinamento Agricola Bellaria Antonio Pepe appassimento sulle viti Appennino Meridionale Azienda Agricola Bellaria barrique blu di bufala campana botti di acacia botti di rovere Candida Cantina Montefalcione Cesine Degustazione Dizionario Geografico Ragionato del Regno di Napoli famiglia Maffei Fiume Calore Fiume Sabato Gaetano Cataldo Igt Campania Irpinia late harvest Lorenzo Giustiniani Luca Zirpoli maturazione fenolica Monte Partenio Montefalcione Nemus Corilianum panettone artigianale Parco del Partenio Passito pellecchiella del Vesuvio Raffaele Noviello Raisin Wine schiacciamento del peduncolo Senso Passito di Fiano Sommelier strozzatura Tasting terreni argillosi tessitura tonneau Vino vino da dessert vino da meditazione Wine Blogger Wine Tasting winery
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Gaetano Cataldo
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Un destino in viaggio. E il viaggio comprende tutta la persona. Salernitano del ’74. Dagli studi alberghieri e nautici impara le materie da praticare, con l’esperienza e la cultura acquisita nel tempo il gusto per la giusta misura delle cose. Amante dell’Oceano-Mare e del Mondo Vino tanto da farne una doppia esistenza: uno dei mestieri che svolge regolarmente l’ha condotto in molti luoghi e al confronto con altre culture, l’altro gli ha insegnato a gustare ed apprezzarne differenze e sfumature. Navigante e sommelier professionista, Gaetano incarna e traduce il rapporto tra il Vino e il Mare senza tralasciare la terraferma ed i legami malgrado i frequenti cambi di stagione trasversali. Lo si vede di tanto in tanto propinar cibi su qualche yacht di lusso e imporre abbinamenti suoi ai malcapitati oppure in coperta tra la ciurma di cargo, velieri e navi da crociera; ha conseguito un master in food & beverage management e svolge consulenze per ristoranti e cantine; ha ottenuto anche la patente di maestro assaggiatore di salumi ed il diploma di sommelier certificato del sake; è numismatico, pratica il jeet kune do e continua ad indagare da eterno studente attraverso la Cultura del Mare Nostrum, quasi fosse l'alter ego di Corto Maltese ma con un forte attaccamento alla sua terra, così da essere insieme local e global. Ha fondato Identità Mediterranea nel 2016, associazione grazie alla quale ha realizzato Mosaico per Procida, primo vino a celebrare una capitale della cultura, e con la quale promuove la cultura del Mare Nostrum e del Piede Franco. Inoltre, è stato il primo sommelier ad essere ricevuto da un Papa ad un'udienza generale ed è stato nominato Miglior Sommelier dell'Anno alla 31^ edizione del Merano Wine Festival.

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