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Vini del Mediterraneo

Humus Curtimenta VR Lisboa 2017 di Encosta da Quinta

Gaetano CataldoBy Gaetano Cataldo2 Dicembre 2019Updated:28 Aprile 2020Nessun commento4 Mins Read
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Alvorninha è una delle dodici parrocchie del paese di Caldas de Rainha, non lontano dal villaggio medievale di Óbidos nel distretto di Leiria, a nord di Lisbona, da cui dista ad appena un’ora di macchina, nella regione dell’Estremadura.

In una delle valli di Alvorninha, a circa 150 metri sul livello del mare, si trovano i tenimenti della famiglia Filipe, ben 20 ettari di terreno in bilico tra l’Oceano Atlantico e la catena montuosa della Sierra dos Candeeiros, dai fattori pedoclimatici e dalla vocazionalità dei terreni per la viticultura davvero speciali; infatti questa proprietà familiare chiamata Quinta do Paço, con la metà della sua estensione coltivata a vite, ha una tessitura del terreno a  prevalenza calcarea e calcareo argillosa, vede i filari disposti in direzione Nord-Ovest con un buon fattore igrometrico, elementi determinanti per una più lunga maturazione e per una maggiore acidità, elementi coadiuvati dalle caldi brezze che, spirando da Levante, arieggiano ed accarezzano per bene i grappoli fugando il rischio di marcescenze.

Dopo essersi laureato in ingegneria e proveniente da quell’area professionale, Rodrigo Filipe decide di cambiare vita rilevando nel 2000 la fattoria di suo padre Ricardo, creando così l’azienda agricola Encosta da Quinta; da una naturale predisposizione familiare per la campagna nasce un progetto che, errore dopo errore, non deraglia mai dalla direzione voluta: fare vini naturali salubri e gustosi allo stesso tempo.

Rodrigo era partito infatti da una formazione di tipo convenzionale, fino a giungere alla conclusione di smontarla e ricomporla con una miscela di intuito ed esperienza sul campo, abbandonando definitivamente le ingessature di un’enologia prevalentemente scolastica in favore di un modello più interpretativo ed adeguato alle sue uve, raggiungendo finalmente la comprensione necessaria a produrre quella tipologia di vini da lui tanto desiderati, frutto di uve prevalentemente autoctone e con rese più basse rispetto al trend zonale.

Pratiche agricole come pacciamatura e sovescio, integrazione di piante di fagiolo in vigna, capaci di fissare meglio l’azoto nell’aria e di rilasciare nitrogeno nel terreno, sono i fattori che, unitamente all’uso di concimi a base di compost naturale e piccole quantità di zolfo e rame, determinano il modello vitivinicolo adottato dal giovane Rodrigo.

L’Humus Curtimenta 2017 potrebbe rientrare nel disciplinare della denominazione di origine Óbidos, ma volutamente Rodrigo preferisce restare in quella dei vinhos regionais de Lisboa, fino al 2009 denominati vinhos regionais de Estremadura; per questo vino bianco la fermentazione si innesca spontaneamente in un range di 5 o 6 giorni in botti usate, per macerare sulle bucce per ben tre mesi, senza trattamenti né filtraggi di alcun genere. Un vino davvero molto creativo se si pensa che, oltre ad essere un blend di Arinto, detta anche Pederna, e Sauvignon Blanc, vede l’aggiunta di Touriga Nacional appena pressata e dunque vinificata in bianco.

Gli uvaggi impiegati conferiscono al Curtimenta un colore aranciato intenso che vira verso tonalità ambrate e la certezza di struttura di un certo spessore, che si evince all’esame visivo dalla consistenza, affiora da una lacrima lenta nella sua discesa verso lo specchio liquido e da archi piuttosto stretti. I profumi denotano una intrigante complessità: fiori di camomilla essiccati come le note di salvia e rosmarino che arrivano piacevoli al naso assieme alle note di agrumate di pompelmo e di scorza di arancia, alle note tostate di nocciola, alla mineralità iodata ed a una percezione quasi empireumatica e di concentrato di pomodoro che al palato si rivela sotto forma di nota glutammica dall’interessantissimo tocco umami, il quale, con una freschezza più bassa rispetto alle aspettative, si fanno strada attraverso la sensazione tattile di astringenza, con una conferma delle note agrumate precedentemente annusate. Tutto ciò rende il vino buono e dissetante, danzante e vivace nella mineralità e sapidità del soffio atlantico che rivive in lui, con una buona persistenza.

Da bersi ancora per un altro anno… abbinamento territoriale col Bacalhau à Brás accompagnato da crostoni di pane alla salsa di aglio al forno… una bottiglia di Humus Curtimenta a cranio almeno.

Abbinamento Cibo-Vino abbinamento vino-cibo agricoltura biologica Alvorninha Arinto Bacalhau à Brás Caldas de Rainha Curtimenta decanter Encosta da Quinta Estremadura Gaetano Cataldo Humus branco Humus Curtimenta Humus Curtimenta 2017 Leiria Lisboa Lisbona Óbidos Oceano Atlantico Orange Wine Organic Wines Pacciamatura Pederna Portogallo Quinta do Paço Rodrigo Filipe Sauvignon Blanc Sierra dos Candeeiros Sommelier Sovescio Tasting Touriga Nacional Vigna vinhos regionais de Estremadura vinhos regionais de Lisboa Vini del Portogallo Vini Naturali Vino Biologico Viticultura vocazionalità white wines wine taster Wine Tasting
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Gaetano Cataldo
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Un destino in viaggio. E il viaggio comprende tutta la persona. Salernitano del ’74. Dagli studi alberghieri e nautici impara le materie da praticare, con l’esperienza e la cultura acquisita nel tempo il gusto per la giusta misura delle cose. Amante dell’Oceano-Mare e del Mondo Vino tanto da farne una doppia esistenza: uno dei mestieri che svolge regolarmente l’ha condotto in molti luoghi e al confronto con altre culture, l’altro gli ha insegnato a gustare ed apprezzarne differenze e sfumature. Navigante e sommelier professionista, Gaetano incarna e traduce il rapporto tra il Vino e il Mare senza tralasciare la terraferma ed i legami malgrado i frequenti cambi di stagione trasversali. Lo si vede di tanto in tanto propinar cibi su qualche yacht di lusso e imporre abbinamenti suoi ai malcapitati oppure in coperta tra la ciurma di cargo, velieri e navi da crociera; ha conseguito un master in food & beverage management e svolge consulenze per ristoranti e cantine; ha ottenuto anche la patente di maestro assaggiatore di salumi ed il diploma di sommelier certificato del sake; è numismatico, pratica il jeet kune do e continua ad indagare da eterno studente attraverso la Cultura del Mare Nostrum, quasi fosse l'alter ego di Corto Maltese ma con un forte attaccamento alla sua terra, così da essere insieme local e global. Ha fondato Identità Mediterranea nel 2016, associazione grazie alla quale ha realizzato Mosaico per Procida, primo vino a celebrare una capitale della cultura, e con la quale promuove la cultura del Mare Nostrum e del Piede Franco. Inoltre, è stato il primo sommelier ad essere ricevuto da un Papa ad un'udienza generale ed è stato nominato Miglior Sommelier dell'Anno alla 31^ edizione del Merano Wine Festival.

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