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Adele Ceraudo chiamata ad esporre ad Osaka

RedazioneBy Redazione10 Luglio 2019Updated:7 Agosto 2019Nessun commento3 Mins Read
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Dal 22 al 29 luglio, invitata dall’Istituto Italiano di Cultura di Osaka, Adele Ceraudo esporrà la “Donna Vitruviana” presso lo Spazio Arte dell’Istituto, l’opera della collezione “Le affinità elettive” (Roma 2011/2013),  che vede l’artista reinterpretare in chiave femminile un’icona Leonardesca come l’Uomo Vitruviano, per dare ancora una volta voce e forza alle donne, rendendole, attraverso la sua immagine, protagoniste anche nell’arte che fu.

L’opera, interamente realizzata in originale a penna Bic, per la prima volta verrà scomposta e stampata in Fineart su pannelli formato A3.

Una seconda mostra seguita da workshop nello stesso periodo verrà presentata a Myazu, a Nord di Kyoto.

Adele Ceraudo è stata scelta del Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Osaka, dott. Stefano Fossati, perché da sempre pone al centro della sua arte la figura della donna, di cui descrive tutte le caratteristiche, sia quelle legate alla gioia, alla positività, alla seduzione, fino ad arrivare agli aspetti più tragici legati alla violenza e al dolore. La sua arte, emotivamente coinvolgente, è un messaggio sociale e non solo visivo, incentrato sul rispetto del corpo e dell’anima di tutte le donne, oltre che per la sua eccellente tecnica di disegno con la Bic che l’ha resa famosa a livello internazionale.

Come nel 2014 a Melbourne e nel 2018 a Barcellona, ancora una volta l’Artista è chiamata a rappresentare l’eccellenza italiana all’estero.

La costante analisi da parte dell’artista Adele Ceraudo di modelli antichi e moderni di tecniche e arte  hanno contribuito a far evolvere rapidamente il suo stile, contraddistinto in origine dai fisici accademici di impronta michelangiolesca per arrivare a risultati più maturi, grazie alla fusione di tecniche quali fotografia, computer, grafica, video, musica, interventi pittorici e disegno, dove la trama dei segni a penna Bic  viene percepita talmente intensamente da regalare la sensazione di essere di fronte ad un’incisione.

Il 2019 per Adele Ceraudo è stato e continua ad essere di grande intensità sia artistica che umana, dopo essere stata invitata a partecipare alla sesta edizione de “L’Arte Non Mente” a Udine, nell’Ex Ospedale Psichiatrico Provinciale, a cura di Donatella Nonino, in cui l’artista dà voce e corpo alla sofferenza percepita e alle urla di dolore delle “donne scomode”, rinchiuse in manicomio seppur non pazze. 

Nascono due importanti collaborazioni, quella con il regista RAI Duccio Forzano, con cui creano il cortometraggio “Io non sono pazza” girando all’interno dei corridoi, delle celle e dei padiglioni, e quella con il fotografo Carlo Mari, con cui creano “Electroshock”, un racconto fotografico, creato ad arte con la particolare tecnica di Carlo Mari, della performance “Abbracciami” anch’essa tenutasi all’interno degli spazi dell’ex manicomio.

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