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Crotone e Le Colline dei Veleni

Gaetano CataldoBy Gaetano Cataldo13 Settembre 2018Updated:19 Settembre 2019Nessun commento3 Mins Read
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La Terra dei Fuochi è la dimostrazione di quanto la Mafia con il suo sporco business e lo Stato con la sua connivenza, la sua omertà ed i suoi più loschi rappresentanti, siano mortiferi per il territorio e strafottenti nei confronti di chi lo abita pur di mantenere il potere ed arricchirsi disonestamente e senza ritegno alcuno. L’impegno contro i reati ambientali ed al traffico illecito di rifiuti da parte di Sergio Costa, dapprima comandante regionale del Corpo Forestale e poi divenuto generale di brigata nell’Arma dei Carabinieri, gli ha valso la nomina al Ministero dell’Ambiente che attualmente presiede.

Purtroppo la tutela del territorio e del mare non consentono ad alcuno che sia responsabile di questo ruolo di dormire sugli allori, specie di questi tempi; infatti e per l’ennesima volta a Sud, terra anche sin troppo deturpata, si consuma l’ennesimo delitto ambientale: in Calabria e precisamente a Crotone, nell’area denominata la Collina dei Veleni, si respira tutt’oggi aria estremamente malsana. Per ben 70 anni di attività industriale nel crotonese le scorie cancerogene provenienti dalle fabbriche sono state interrate tanto presso il centro urbano quanto nelle aree rurali limitrofe. Tali scorie, prevalentemente cadmio e tricloroetilene, hanno inquinano il sottosuolo, le falde acquifere ed avvelenano l’aria; a peggiorare la situazione un’edilizia scellerata che ha pensato bene negli anni di interrare criminosamente questi rifiuti industriali costruendovi sopra interi quartieri popolari, come il Fondo Gesù, edifici scolastici, siti culturali come il Castello di Carlo V e, sbeffeggiando le Forze dell’Ordine, li ha persino nascosti sotto il piazzale della Questura locale. Nonostante tutta questa barbarie e malgrado importanti processi abbiano decretato responsabilità ed individuato i proprietari delle scorie e coloro che le hanno smaltite nessuno ha pagato per le proprie colpe.

Ad inasprire il quadro una bonifica farsa avviata da oltre un decennio dalla Syndial, facente capo alla multinazionale dell’Eni, di fatto non ha rimosso per niente i rischi derivanti da arsenico, cadmio e piombo, promettendo risultati con il risibile innesto di piante che avrebbero dovuto risanare le aree, mentre in un’area adiacente agli insediamenti industriali e per niente contaminata si stanno consumando altre risorse pubbliche con un’altra pseudo bonifica. Costretti dall’evidenza di un inutile processo di risanamento le autorità competenti, se così si può dire, hanno avviato un nuovo progetto di bonifica fingendo di sostituire gli “alberelli magici” con altri criteri e tecnologie e senza che ciò sfiori minimamente la zona di Pertusola, dove ha insistito per mezzo secolo lo stoccaggio di pericolosissimi ferriti di zinco, residui della lavorazione della blenda.

Insomma il miraggio di una bonifica concreta che materializza l’incubo dell’aggressione alla salute pubblica si perpetui.

L’unica cosa che di concreto è stata avviata è una raccolta di firme indirizzata proprio al ministro Costa ed avviata dall’associazione “La Collina dei Veleni” presieduta dall’ing. Vincenzo Voce, toccando la sensibilità di un grandissimo numero di cittadini da tutt’Italia tanto da aver superato le 64 mila adesioni. Non poche però sono le polemiche sorte poche ore fa a causa delle accuse dell’ing. Voce mosse contro Ugo Pugliese, sindaco di Cotrone, pesantemente redarguito appunto per l’ulteriore supposta inutilità del progetto di risanamento tuttora messa in pratica dalla Syndial che starebbe ovviando alla messa in sicurezza delle aree imputate senza la rimozione delle scorie. Intanto i cittadini crotonesi continuano ad ammalarsi di cancro.

Per firmare la petizione in favore di una bonifica vera ed efficiente per la salvaguardia dei cittadini di Crotone cliccare qui

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Gaetano Cataldo
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Un destino in viaggio. E il viaggio comprende tutta la persona. Salernitano del ’74. Dagli studi alberghieri e nautici impara le materie da praticare, con l’esperienza e la cultura acquisita nel tempo il gusto per la giusta misura delle cose. Amante dell’Oceano-Mare e del Mondo Vino tanto da farne una doppia esistenza: uno dei mestieri che svolge regolarmente l’ha condotto in molti luoghi e al confronto con altre culture, l’altro gli ha insegnato a gustare ed apprezzarne differenze e sfumature. Navigante e sommelier professionista, Gaetano incarna e traduce il rapporto tra il Vino e il Mare senza tralasciare la terraferma ed i legami malgrado i frequenti cambi di stagione trasversali. Lo si vede di tanto in tanto propinar cibi su qualche yacht di lusso e imporre abbinamenti suoi ai malcapitati oppure in coperta tra la ciurma di cargo, velieri e navi da crociera; ha conseguito un master in food & beverage management e svolge consulenze per ristoranti e cantine; ha ottenuto anche la patente di maestro assaggiatore di salumi ed il diploma di sommelier certificato del sake; è numismatico, pratica il jeet kune do e continua ad indagare da eterno studente attraverso la Cultura del Mare Nostrum, quasi fosse l'alter ego di Corto Maltese ma con un forte attaccamento alla sua terra, così da essere insieme local e global. Ha fondato Identità Mediterranea nel 2016, associazione grazie alla quale ha realizzato Mosaico per Procida, primo vino a celebrare una capitale della cultura, e con la quale promuove la cultura del Mare Nostrum e del Piede Franco. Inoltre, è stato il primo sommelier ad essere ricevuto da un Papa ad un'udienza generale ed è stato nominato Miglior Sommelier dell'Anno alla 31^ edizione del Merano Wine Festival.

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